Il lending crowdfunding è lo strumento di crowdinvesting dalla logica più semplice: più persone prestano denaro a un’impresa tramite una piattaforma online e ricevono in cambio interessi sul capitale investito.
Per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, però, è normale avere dubbi: quanto capitale serve? Come si scelgono i progetti? Quali sono i rischi?
Non occorre essere professionisti del settore della finanza per iniziare a investire in lending crowdfunding. È però importante capire bene come funziona questo strumento e quali aspetti valutare prima di investire il proprio capitale. Anche perché la facilità operativa delle piattaforme online non elimina i rischi tipici di qualsiasi investimento finanziario.
In questa guida analizziamo passo dopo passo tutto ciò che serve per iniziare con il lending crowdfunding partendo da zero: dal funzionamento pratico delle piattaforme fino alla valutazione dei progetti, passando per rendimento, rischio e diversificazione.
Il lending crowdfunding è una forma di crowdinvesting basata sul concetto di “prestito”. Gli investitori prestano denaro a un’impresa tramite una piattaforma online autorizzata e ricevono in cambio la restituzione del capitale più un interesse concordato. Per approfondire, puoi leggere il nostro articolo su come funziona il lending crowdfunding con tutti i dettagli.
Dal punto di vista tecnico, quindi, l’investitore diventa creditore della società finanziata: concede un finanziamento con condizioni stabilite in anticipo.
Dal punto di vista operativo, investire in lending crowdfunding è un processo interamente digitale.
Il primo passo consiste nella registrazione sulla piattaforma scelta e nella verifica dell’identità dell’utente. Successivamente, la normativa europea richiede la compilazione di un questionario di appropriatezza che serve a valutare esperienza finanziaria, conoscenze di base e capacità di sostenere eventuali perdite.
Una volta completata la registrazione, è possibile consultare le campagne disponibili. Ogni progetto presenta una scheda informativa con:
L’investitore può quindi scegliere quanto capitale allocare su una o più operazioni e procedere con il versamento.
Se la raccolta raggiunge l’obiettivo minimo previsto, l’investimento viene confermato e inizia la fase di rimborso del prestito, con l’avvio del piano di ammortamento. A seconda della struttura dell’operazione, gli interessi possono essere erogati periodicamente oppure insieme al capitale alla scadenza finale.
Le operazioni di lending crowdfunding hanno generalmente una durata medio-breve, spesso compresa tra 12 e 24 mesi.
Il lending crowdfunding è lo strumento ideale per iniziare a investire online per i principianti, grazie alla sua semplicità operativa.
Le piattaforme sono progettate per rendere il processo accessibile anche a utenti senza competenze finanziarie avanzate, pur richiedendo naturalmente un minimo di attenzione e consapevolezza.
L’approccio più prudente per iniziare consiste nel partire gradualmente: osservare le campagne disponibili, leggere la documentazione, investire importi contenuti e costruire esperienza nel tempo.
Vediamo le prime domande a cui rispondere per iniziare a investire in lending crowdfunding.
Uno dei luoghi comuni più diffusi sugli investimenti alternativi è che richiedano grandi patrimoni. Nel lending crowdfunding, invece, le soglie minime di investimento sono generalmente basse: ad esempio, su Opstart, si parte anche da 500€ per singola operazione.
La possibilità di investire cifre contenute permette di fare una prima esperienza di investimento, distribuire il capitale su più operazioni diverse, riducendo il rischio legato a un singolo progetto, e sperimentare strumenti alternativi senza immobilizzare grandi capitali.
Naturalmente, il fatto che la soglia di ingresso sia contenuta non significa che l’investimento debba essere affrontato con leggerezza. Una regola sempre valida negli investimenti è investire soltanto capitale di cui si può sostenere la perdita.
La piattaforma non è una semplice vetrina online che ospita le campagne, ma un soggetto regolamentato che svolge una serie di attività fondamentali per il funzionamento dell’operazione. Per questo, la scelta della piattaforma è uno degli aspetti più importanti per chi inizia con il lending crowdfunding.
Il primo elemento da verificare è l’autorizzazione a operare secondo il regolamento europeo ECSPR, obbligatoria per le piattaforme che operano nell’Unione Europea.
Oltre all’aspetto normativo, ci sono altri fattori utili da considerare:
Una volta scelta la piattaforma, è il momento di selezionare la campagna su cui investire. Quando si analizza una campagna di lending crowdfunding, il tasso di interesse è spesso il primo dato che attira l’attenzione. Non dovrebbe però essere l’unico elemento considerato: approfondiamo i criteri base per la scelta.
Come per qualsiasi investimento finanziario, anche nel lending crowdfunding il rendimento è correlato al rischio. Comprendere questo rapporto è fondamentale soprattutto per chi è alle prime esperienze e tende a concentrarsi solo sul tasso di interesse proposto dalle campagne.
Maggiore è il rischio percepito, maggiore tende a essere il rendimento riconosciuto agli investitori.
Questo accade perché le imprese considerate meno solide dal punto di vista finanziario devono offrire interessi più elevati per attrarre capitale.
La valutazione del rischio si basa su diversi elementi:
Tutti questi elementi concorrono a definire la capacità stimata di rimborso del prestito.
Le piattaforme sintetizzano spesso questa analisi attraverso indicatori di rischio o classi di rischio che aiutano gli investitori a confrontare le operazioni disponibili.
Per chi inizia, è importante evitare un errore molto comune: associare automaticamente rendimento più alto a investimento migliore. Un tasso elevato può essere interessante, ma deve essere compatibile con il proprio livello di tolleranza al rischio e con la composizione complessiva del portafoglio.
Nel lending crowdfunding il rischio principale è il rischio di credito, cioè la possibilità che l’impresa non riesca a rimborsare correttamente il prestito. Per difendersi dal rischio, la strategia fondamentale è la diversificazione.
La diversificazione è una delle regole fondamentali della gestione del rischio in tutti gli investimenti, compresi quelli in lending crowdfunding.
Concentrare troppo capitale su una singola operazione espone l’investitore alle eventuali difficoltà di quel progetto specifico. Distribuire il capitale su più campagne di diverso tipo, invece, permette di ridurre l’impatto di eventuali investimenti negativi con l’effetto compensativo di altri investimenti positivi.
Il lending crowdfunding, con la sua possibilità di investire anche piccoli importi e grazie alla durata breve delle operazioni, facilita molto questo approccio.
Per esempio, è possibile diversificare su progetti di settori economici differenti, di tipologie di società con diverso livello di maturità ecc.
Le piattaforme di lending crowdfunding devono pubblicare una documentazione dettagliata stabilita per legge che consente agli investitori di analizzare i progetti prima di investire.
Questo non significa che sia necessario diventare analisti finanziari professionisti. Anche chi parte da zero può imparare a osservare alcuni elementi fondamentali per fare valutazioni più consapevoli.
Tra le informazioni più utili da consultare ci sono:
Non serve comprendere ogni dettaglio tecnico per ricavare indicazioni utili. Anche una lettura orientata alle informazioni principali permette di capire come verranno utilizzati i capitali raccolti, da dove dovrebbero arrivare i flussi di cassa per il rimborso, se il progetto appare realistico, se l’operazione è spiegata in modo trasparente.
Vale la pena anche approfondire le informazioni sull’azienda che richiede il prestito, per esempio:
Il lending crowdfunding può essere particolarmente interessante per chi:
Il lending crowdfunding non è invece la scelta migliore per chi cerca investimenti garantiti o predilige strumenti altamente liquidi, facilmente vendibili in qualsiasi momento.
Iniziare con il lending crowdfunding, quindi, non richiede grandi capitali né competenze finanziarie avanzate, ma consapevolezza.
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