Finanza alternativa verso il 2026: crescita, consolidamento e nuove prospettive per le imprese italiane

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Finanza alternativa verso il 2026: crescita, consolidamento e nuove prospettive per le imprese italiane

Gennaio 13, 2026 La redazione Investimenti alternativi / Report e dati di mercato

L’orizzonte della finanza alternativa nel 2026 si prospetta segnato da cambiamenti e assestamenti. Dopo un periodo caratterizzato da espansioni rapide, rallentamenti improvvisi e forti disomogeneità tra strumenti e operatori, il settore sembra avviarsi verso un assetto più stabile e strutturato. L’ottavo Quaderno di Ricerca sulla Finanza Alterativa per le PMI in Italia, pubblicato dal Politecnico di Milano a novembre 2025, indica che il biennio 2025-2026 potrebbe rappresentare una fase di normalizzazione dei volumi e di consolidamento dei modelli di mercato.

In questo scenario, la finanza alternativa non va più letta come una risposta emergenziale alle difficoltà di accesso al credito bancario, ma come una componente ormai integrata dell’ecosistema finanziario delle imprese italiane.

In questo articolo vogliamo approfondire le analisi del report del Politecnico per anticipare le prospettive della finanza alternativa nel 2026 e capire come le PMI possono sfruttare in modo combinato e strutturato strumenti diversi dal credito bancario per il proprio sviluppo.

Una fase di maturità per la finanza alternativa

Il Quaderno del Politecnico esordisce affermando che “il mercato della finanza complementare, in Italia, presenta dimensioni ancora contenute, soprattutto se confrontato con i paesi anglosassoni, ma con potenzialità di sviluppo molto elevate”.

Tuttavia, diversi comparti della finanza alternativa hanno registrato una contrazione dei volumi tra il 2023 e il 2024, influenzati dall’aumento del costo del capitale, dal clima di incertezza macroeconomica e da una maggiore propensione degli investitori verso asset percepiti come più liquidi e meno rischiosi.

Questa dinamica ha colpito in modo differenziato i vari strumenti: alcuni hanno mostrato segnali di recupero già nel primo semestre 2025, mentre altri hanno evidenziato il bisogno di una fase di assestamento più profonda. Un dato rilevante, però, non è solo la variazione quantitativa, ma anche quella qualitativa. La finanza alternativa, cioè, sembra allontanarsi da una logica espansiva poco selettiva per avvicinarsi a un modello che privilegia la qualità degli strumenti e delle proposte rispetto alla quantità: un modello più coerente con le esigenze di medio-lungo periodo delle imprese e degli investitori.

Per questo il Politecnico parla di “maturità” della finanza alternativa: più selettività da parte degli operatori, meno iniziative improvvisate, maggiore attenzione alla qualità dei progetti e alla capacità delle imprese di sostenere nel tempo gli impegni finanziari assunti.

La normalizzazione dei volumi, in questo senso, può rappresentare non un segnale di debolezza, bensì un passaggio fisiologico verso un mercato meno volatile e più affidabile.

Il ruolo della finanza alternativa per il credito alle PMI

Il progressivo ridimensionamento del credito bancario alle PMI costituisce uno degli elementi strutturali che spiegano la diffusione della finanza alternativa in Italia. La difficoltà non risiede soltanto nell’accesso al credito, ma anche nella rigidità delle condizioni imposte.

Si può affermare, quindi, che il sistema bancario continua a svolgere un ruolo centrale, ma non più esclusivo. Le imprese sono spinte a esplorare soluzioni complementari, capaci di rispondere a bisogni finanziari specifici senza sostituire necessariamente il rapporto con le banche.

È qui che interviene la finanza alternativa, consentendo alle imprese di accedere a capitale con logiche differenti rispetto al credito tradizionale, offrendo maggiore flessibilità nella strutturazione delle operazioni e, in alcuni casi, tempi di risposta più rapidi.

Il valore aggiunto non risiede soltanto nella raccolta di risorse finanziarie, ma anche nella possibilità di diversificare le fonti di capitale, riducendo la dipendenza da un unico canale.

Le imprese più consapevoli integrano strumenti diversi all’interno di una strategia finanziaria coerente, scegliendo di volta in volta il canale più adatto in funzione degli obiettivi industriali e del profilo di rischio: credito bancario, private debt, crowdfunding, invoice trading, token e crypto-asset, private equity, venture capital.

Il nuovo posizionamento del crowdfunding

Il crowdfunding è uno degli ambiti della finanza alternativa che ha mostrato con maggiore evidenza i segnali di rallentamento nel periodo più recente, come abbiamo già spiegato nel nostro articolo sui dati del crowdfunding nel 2025.

Le cause sono molteplici:

  • la congiuntura economica instabile 
  • la richiesta di maggiori certezze da parte degli investitori
  • un’insufficiente comprensione dello strumento da parte delle imprese 
  • una più matura consapevolezza dei rischi per gli investitori. 

Il nuovo assetto che si prospetta per il crowdfunding prevede un modello in cui la valutazione più selettiva dei progetti, la trasparenza informativa e la corretta gestione delle aspettative degli investitori assumono un ruolo centrale. Il crowdfunding, quindi, tenderà a posizionarsi come leva finanziaria mirata, adatta a specifiche esigenze e a imprese in grado di strutturare operazioni credibili e coerenti con il proprio stadio di sviluppo. La previsione è che la riduzione del numero di campagne e la maggiore concentrazione dei capitali su progetti più solidi contribuiranno a rafforzare la reputazione complessiva del settore.

Private debt e minibond: il pilastro della finanza alternativa per le PMI mature

Dopo una flessione nel 2024, legata all’aumento dei tassi di interesse e alle tensioni macroeconomiche, private debt e minibond recuperano terreno. Questa ripresa coinvolge prevalentemente imprese con una struttura organizzativa più solida e con piani industriali definiti.

Il profilo delle imprese emittenti conferma quindi il ruolo del private debt e dei minibond come strumenti adatti a finanziare investimenti strutturali, più che esigenze contingenti di liquidità. Questi strumenti vengono inseriti sempre più spesso all’interno di percorsi di crescita di medio-lungo periodo, anziché essere utilizzati in operazioni isolate. Per esempio, svolgono di frequente una funzione preparatoria rispetto a operazioni più complesse, come l’ingresso di fondi di private equity o la quotazione su mercati dedicati.

Da sottolineare, infine, la tendenza alla crescita dei prestiti per progetti green e sostenibili.

Soluzioni fintech per esigenze di liquidità

Le piattaforme fintech dedicate alla gestione del capitale circolante, dopo un calo di volumi dovuti alla generalizzata minore disponibilità di capitale da parte degli investitori, stanno riconfermando il loro ruolo di interlocutori fondamentali per le PMI.

In particolare le piattaforme di invoice trading, ma anche quelle di trade finance e revenue-based financing, rispondono a un’esigenza concreta e diffusa tra le imprese italiane: ridurre l’impatto dei tempi di incasso sulle attività operative.

Anche in questo ambito, dopo un periodo di forte espansione, caratterizzato dall’ingresso di numerosi operatori, si sta verificando una convergenza verso modelli più concentrati e sostenibili, in cui la capacità di attrarre capitali da investitori istituzionali e l’efficienza dei processi tecnologici di valutazione del rischio e gestione dei flussi diventano fattori chiave.

Tokenizzazione e blockchain: una fase ancora sperimentale

Tra gli ambiti più innovativi della finanza alternativa analizzati dal Politecnico di Milano, la tokenizzazione degli asset finanziari occupa una posizione ancora marginale in termini di volumi, ma rilevante sotto il profilo prospettico. Lo sviluppo di questo mercato è strettamente legato alla costruzione di un quadro normativo chiaro e coerente a livello europeo e nazionale, che ancora non esiste.

L’introduzione del DLT Pilot Regime e del Regolamento MiCA ha creato le condizioni per sperimentazioni regolamentate e le imprese che si avvicinano a questi strumenti lo fanno principalmente per esplorarne il potenziale in termini di efficienza operativa, frazionamento degli investimenti e apertura a nuovi canali di raccolta.

Nel medio periodo, la tokenizzazione potrebbe ampliare il perimetro della finanza alternativa, integrandosi con strumenti già esistenti, ma attualmente siamo ancora in una fase pionieristica lontana dalla stabilità e il 2026 si manterrà su questa linea.

Private equity, venture capital e quotazione: tra finanza alternativa e tradizionale

Nel segmento degli investimenti in capitale di rischio più vicini alla finanza tradizionale, i dati rilevano una sostanziale stabilità, accompagnata, come negli altri settori che abbiamo descritto, da una crescente selettività: gli investitori concentrano le risorse su un numero inferiore di operazioni, con una maggiore attenzione alla qualità dei progetti e alla sostenibilità dei piani di crescita.

Il venture capital mantiene volumi complessivamente stabili, mentre il growth capital evidenzia una contrazione più marcata, segnale di una maggiore prudenza nel finanziare percorsi di espansione dimensionale in un contesto macroeconomico incerto. Parallelamente, torna a crescere l’attività dei business angel, che si confermano un anello importante nella catena di finanziamento delle imprese più innovative, soprattutto nelle fasi iniziali.

I dati relativi a Euronext Growth Milan, infine, nel 2025 hanno mostrato per la prima volta una riduzione del numero di società quotate, che rivela una certa cautela da parte delle imprese nei confronti della quotazione, determinata probabilmente dai costi di accesso e dagli obblighi di trasparenza.Il quadro delineato dal Politecnico di Milano, quindi, suggerisce che il 2026 della finanza alternativa sarà caratterizzato da un contesto più esigente e selettivo. Le imprese che intendono utilizzare questi strumenti dovranno presentarsi con una maggiore preparazione finanziaria, piani industriali coerenti e una chiara consapevolezza delle implicazioni economiche e organizzative delle operazioni intraprese.

Ora che conosci le prospettive per la finanza alternativa nel 2026, scopri gli strumenti per raccogliere capitali!

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