Tokenizzazione: cos’è e come utilizzarla

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Tokenizzazione: cos’è e come utilizzarla

Febbraio 03, 2026 La redazione Cripto asset

La tokenizzazione è una pratica di cui si sente parlare sempre di più in ambito finanziario, anche se siamo ancora in una fase sperimentale. Le opportunità aperte dalla digitalizzazione di dati, informazioni e asset consentiranno di integrare finanza alternativa e blockchain per rendere ancora più trasparenti, flessibili e disintermediate le operazioni finanziarie online.

Sia in Italia sia in Europa le istituzioni si stanno muovendo per studiare e regolamentare la tokenizzazione degli strumenti finanziari digitali e il mercato dei cryptoasset, incentivando imprese e fornitori di servizi a sperimentare. Per restare al passo con i tempi, perciò, è utile capire cos’è la tokenizzazione e come si può utilizzare.

Tokenizzazione: cosa significa?

La tokenizzazione è la rappresentazione digitale di un asset. Trasformare un asset in un token, ovvero in un oggetto digitale, permette di archiviarlo, scambiarlo, cederlo o venderlo attraverso il registro distribuito della blockchain. 

Per esempio, è possibile tokenizzare un atto di proprietà, uno strumento di pagamento, un’opera d’arte, una quota di partecipazione di un’azienda o un’obbligazione. Il bene viene digitalizzato e registrato sul database della blockchain, dove le informazioni su proprietario, data di registrazione e contenuto dell’asset sono trasparenti e immutabili.

Come si fa

Alla base della tokenizzazione c’è l’utilizzo di una Distributed Ledger Technology (DLT), cioè un registro digitale condiviso tra più soggetti, progettato per garantire coerenza dei dati, tracciabilità delle operazioni e resistenza alle modifiche non autorizzate. 

L’operazione, in concreto, si può svolgere a basso costo tramite una delle numerose piattaforme blockchain esistenti, che permettono di associare a un qualsiasi asset un codice informatico che ne va a costituire la rappresentazione.

Questo codice e i relativi diritti vengono registrati nella blockchain scelta, dove verrà registrato anche ogni evento che riguarda l’asset tokenizzato: nel caso di un titolo di debito, per esempio, sul registro vengono annotate l’emissione del token, i passaggi di proprietà e, se previsto, eventi rilevanti come il rimborso o la scadenza.

L’accesso agli asset tokenizzati e la loro gestione avvengono tramite chiavi crittografiche che solo le persone autorizzate devono possedere.

I vantaggi 

Uno dei principali motivi per cui le imprese guardano alla tokenizzazione è il potenziale miglioramento dell’efficienza operativa. Le caratteristiche di trasparenza, sicurezza e condivisione dei dati inseriti sulla blockchain facilitano le transazioni che hanno come oggetto i token: venditore, acquirente, data della transazione, oggetto di scambio, prezzo, attestazione del pagamento, certificato di proprietà (o di un altro diritto) sono dati tracciabili da chiunque e in qualsiasi momento, con una completa garanzia di autenticità. 

L’emissione e la circolazione di strumenti finanziari tradizionali comportano spesso passaggi ridondanti tra più soggetti per ragioni di sicurezza. Con la tokenizzazione si crea un processo sicuro, snello, efficiente e che non richiede un intermediario come un’autorità finanziaria o giuridica, quindi i costi diminuiscono e si può aumentare la liquidità di asset normalmente illiquidi.

La tokenizzazione di un asset, inoltre, aiuta a proteggerne le informazioni sensibili nel corso delle operazioni online, ma anche a evitare manipolazioni, impedendo l’accesso a persone non autorizzate (cosa che al di fuori della blockchain potrebbe avvenire più facilmente). Le operazioni registrate su una blockchain, infatti, sono consultabili e verificabili secondo le regole del sistema, rendendo più semplice ricostruire la storia di uno strumento o di un diritto. Questo può risultare utile in ottica di audit, controllo interno e rendicontazione.

Tuttavia, la trasparenza non è automatica né illimitata. Nei contesti aziendali e finanziari, i registri sono quasi sempre permissioned, cioè accessibili solo a soggetti autorizzati. La tokenizzazione non implica la pubblicazione indiscriminata dei dati, ma piuttosto una maggiore coerenza e affidabilità delle informazioni tra gli attori coinvolti.

Un’altra caratteristica fondamentale dei token è che sono divisibili: anche un bene indivisibile, una volta trasformato in token, può essere suddiviso tra più proprietari. Questo può rendere più accessibili e quindi più facilmente vendibili alcuni tipi di asset dal costo elevato (per esempio quelli immobiliari).

Come usare la tokenizzazione

I possibili campi di applicazione della tokenizzazione sono numerosi:

  • Beni immobili
  • Quote o azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari
  • Materie prime
  • Opere artistiche 
  • Proprietà intellettuale
  • Strumenti di pagamento (es. carte di credito)
  • Documenti d’identità 
  • Certificati di vario genere

Alcuni di questi campi beneficiano maggiormente della protezione dei dati, altri dello snellimento delle procedure, altri ancora della trasparenza delle transazioni, altri, infine, della maggiore accessibilità dei beni tokenizzati. 

L’ambito in cui la tokenizzazione sta trovando applicazioni più strutturate è quello degli strumenti finanziari e degli asset “reali” rappresentati in forma digitale. 

Per le imprese, gli esempi più rilevanti riguardano strumenti di debito, partecipazioni o diritti economici collegati a iniziative specifiche. La tokenizzazione può consentire una gestione più efficiente dei passaggi di proprietà, una maggiore precisione nella rendicontazione e una migliore integrazione tra emittente, investitori e intermediari.

Token e finanza alternativa

La tokenizzazione di strumenti finanziari, in particolare, è un’operazione che può facilitare la distribuzione di quote o di obbligazioni per le piccole imprese, permettendo di offrire forme di investimento alternative, più accessibili e più liquide. Un investitore, infatti, potrà per esempio acquistare una porzione di quota di una società, in base al proprio capitale a disposizione, e venderla o scambiarla agevolmente sulla blockchain. Si espande, così, la platea di potenziali investitori. È quindi una forma di finanziamento innovativa che può fornire alle imprese maggiore accesso al capitale

L’offerta di strumenti finanziari sotto forma di token può avvenire tramite una campagna di crowdfunding su un portale autorizzato. L’operazione prende il nome di Security Token Offering ed è regolamentata sia da Consob sia da un regolamento europeo, anche se rimangono dei vuoti normativi. In Italia questa pratica non è ancora diffusa, perché si parla di una tecnologia ancora relativamente nuova. Tuttavia, lo sforzo delle istituzioni e dei player finanziari, sia tradizionali sia alternativi, va in direzione di un’integrazione di queste opportunità con i servizi finanziari esistenti.

Tokenizzazione e finanza tradizionale

Un recente segnale concreto dell’evoluzione della tokenizzazione in Italia è rappresentato dall’emissione del primo minibond tokenizzato con il coinvolgimento di UniCredit. L’operazione, realizzata a favore della società E4 Computer Engineering, ha previsto l’utilizzo della tecnologia DLT per la gestione digitale del titolo di debito, mantenendo però un perimetro pienamente regolamentato e il coinvolgimento di operatori finanziari tradizionali.

La tokenizzazione è stata utilizzata come strumento di efficientamento dei processi di emissione e gestione del minibond, senza stravolgere la natura giuridica dello strumento né il ruolo degli intermediari. 

Questo modello evidenzia una tendenza più ampia: la tokenizzazione non si sta sviluppando in contrapposizione alla finanza tradizionale, ma come sua possibile estensione. Banche, intermediari e operatori regolamentati stanno esplorando l’uso della DLT per migliorare l’efficienza dei processi, ridurre tempi di regolamento e aumentare la tracciabilità: proprio questo era l’obiettivo del DLT Pilot Regime promosso dall’Unione Europea e applicato in Italia con il Decreto Fintech. I dati dell’Osservatorio Blockchain & Web 3 del Politecnico di Milano sul 2025 confermano l’accelerazione di questa tecnologia: lo scorso anno sono stati avviati 101 nuovi progetti di tokenizzazione, arrivando a un totale di 156 a livello globale, due terzi dei quali focalizzati su strumenti finanziari.

Ora che conosci la tokenizzazione scopri altre curiosità sul nostro blog!

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