1. COS’È L’EQUITY CROWDFUNDING

L'Equity-based Crowdfunding è uno dei modelli di Crowdfunding esistenti, il cui sviluppo è stato favorito, dopo la crisi finanziaria del 2008, dalla crescente difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese. Il modello Equity prevede che il finanziamento avvenga sotto forma di capitale di rischio: i finanziatori ottengono in cambio quote di partecipazione o azioni della società offerente con diritti di tipo patrimoniale ed amministrativo.

L'Italia è stata il primo paese a normare questa tipologia di Crowdfunding e nel giugno 2013 la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (la Consob) ha emanato un apposito regolamento che consente di gestire piattaforme di Equity Crowdfunding previa autorizzazione da parte dello stesso organo di vigilanza. Con l'aggiornamento del regolamento, pubblicato da Consob nel gennaio 2018, le piattaforme autorizzate possono pubblicare campagne di raccolta di capitale di tutte le società offerenti qualificabili come Piccole e Medie Imprese.

INTRODUZIONE AL CROWDFUNDING

Il crowdfunding è un termine che deriva dall’unione delle parole inglesi crowd, ovvero folla, e funding, ovvero finanziare. In italiano quindi una traduzione appropriata del termine crowdfunding è finanziamento collettivo, ad indicare appunto un processo collaborativo in cui un gruppo di soggetti conferisce il proprio denaro per sostenere e finanziare gli sforzi di persone o di organizzazioni. Il finanziamento collettivo non è di per sé un’innovazione della new economy e ha radici molto lontane nel tempo, ma grazie all’introduzione e all’utilizzo di strumenti informatici nuovi - come internet, i pagamenti online e i social media - il crowdfunding ha avuto un grandissimo impulso, diventando un potente strumento finanziario per un vasto numero di persone. Grazie alle nuove tecnologie, infatti, sono nati numerosi portali web, come Opstart, che facilitano l’incontro tra chi ha un progetto ed è in cerca di capitali per realizzarlo e chi è interessato a finanziare quel progetto.

LE TIPOLOGIE DI CROWDFUNDING

La prima cosa che bisogna sapere è che esistono diverse tipologie di crowdfunding, a cui corrispondono tipologie diverse di piattaforme web che operano nel settore. Il principale fattore di distinzione è la ricompensa che i finanziatori ottengono in cambio del denaro conferito. Nel mercato possiamo distinguere tre macrocategorie di crowdfunding:

Donation based Crowdfunding: è il modello largamente utilizzato da enti ed organizzazioni no-profit, che si rivolgono alle folle per sostenere economicamente una causa sociale, etica o filantropica. Il donatore, per il contributo offerto a supporto della causa, non ottiene in cambio una ricompensa materiale se non, una ricompensa simbolica. In questi casi, il finanziatore ha infatti un coinvolgimento quasi esclusivamente emotivo verso il progetto, di cui condivide una finalità morale o sociale.

Reward-Based Crowdfunding: è il modello maggiormente diffuso e utilizzato molto spesso per finanziare progetti artistici o per lo sviluppo di nuovi prodotti tecnologici. Il finanziatore riceve una ricompensa materiale per il suo contributo - anche se spesso di valore inferiore - che nella maggior parte dei casi gli verrà consegnata solo dopo diverso tempo. Questa tipologia di crowdfunding, infatti, si declina spesso in una prevendita, grazie alla quale il promotore del progetto ottiene le risorse finanziarie per sviluppare e produrre il bene o servizio che ha pre-venduto durante la campagna e che consegnerà successivamente ai finanziatori, prima di lanciarlo sul mercato.

Crowdinvesting: si parla di crowdinvesting quando il crowdfunding è declinato nella forma di un vero e proprio impiego del capitale in uno strumento in grado di generare la remunerazione del capitale stesso. Questa categoria di crowdfunding è diversa rispetto alle precedenti, poiché partecipando a una campagna di crowdinvesting il finanziatore effettua un investimento. Di conseguenza, le regole a cui devono sottostare i gestori dei portali online che si occupano di crowdinvesting sono molto più stringenti e le competenze necessarie alla loro gestione sono molto più specifiche. Quando si parla di crowdinvesting spesso si fa riferimento anche al termine fintech, con cui si intende l’incontro tra il settore finanziario e il settore tecnologico, connubio da cui nascono soluzioni finanziarie innovative sempre più accessibili e democratiche.

Ad oggi, in Italia, esistono tre metodologie di investimento crowdinvesting: l’equity crowdfunding, il lending crowdfunding (anche detto peer to peer lending o social lending) e il debt crowdfunding. Prima di descrivere nel dettaglio ciascun modello, ricordiamo al lettore che Opstart.it è leader nel settore dell’equity crowdfunding ed è parte del fintech hub Crowdbase, unico network che offre alle aziende e agli investitori tutti gli strumenti finanziari alternativi basati sul crowdfunding. Su Opstart si trovano quindi informazioni dettagliate su Equity-based crowdfunding , mentre è possibile approfondire gli altri temi visitando gli altri portali del gruppo Crowdbase.

CROWDINVESTING: LA FINANZA ALTERNATIVA PARTE DAL CROWDFUNDING

Quando il crowdfunding incontra il settore finanziario e viene utilizzato dalle aziende, come un canale alternativo per raccogliere capitali, e dagli investitori, come asset class alternativa per diversificare il proprio portafoglio, si parla di crowdinvesting. Sotto questo cappello si trovano quindi le tre principali metodologie di crowdfunding viste che ricordiamo essere:

  • equity crowdfunding
  • debt crowdfunding
  • lending crowdfunding

Equity crowdfunding

Con l’equity crowdfunding entriamo nel merito dell’attività caratteristica svolta dal portale Opstart.it. Attraverso questa metodologia di crowdfunding, startup e piccole e medie imprese (le “PMI”) hanno l’opportunità di raccogliere capitali dal crowd, offrendo in cambio dei titoli di partecipazione della società ( quote se sono società a responsabilità limitata o azioni se sono società per azioni). Partecipando a una campagna di questo tipo, il finanziatore sottoscrive quindi una partecipazione al capitale sociale della società offerente, diventandone a tutti gli effetti un socio e acquisendo tutti i diritti che ne derivano, tra cui il diritto a partecipare alla distribuzione degli utili. Le piattaforme web che si occupano di equity crowdfunding, come Opstart, devono essere autorizzate ad operare da Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, ’organismo delegato a disciplinare il settore in Italia. Il nostro Paese è stato il primo a dotarsi di una legislazione sull’equity crowdfunding, introdotta con il Decreto Crescita Bis del 2012 e con la successiva adozione, con delibera del 26 giugno 2013 da parte di Consob del Regolamento sulla raccolta di capitali tramite portali on-line.

Debt crowdfunding

Con alcune modifiche al regolamento Consob, introdotte nell’ottobre 2019, l’Italia ha dato il via a un nuovo settore del crowdinvesting: il debt crowdfunding. Questa tipologia di crowdfunding prevede il collocamento di obbligazioni e titoli di debito (quali ad esempio bond, minibond e cambiali finanziarie) emessi da parte di PMI presso una vasta platea di investitori professionali e altre specifiche categorie di investitori anche retail. Si tratta quindi di una metodologia di crowdfunding , che permette alle PMI di raccogliere risorse finanziarie mediante l’offerta di tali strumenti finanziari, in modo innovativo, tramite il web. Operativa dal 2020, Crowdbond è la divisione di Crowdbase dedicata al debt crowdfunding.

Lending crowdfunding

Un altro modello di crowdinvesting è il lending crowdfunding, in cui i soggetti finanziatori (che possono essere sia persone fisiche sia giuridiche) prestano capitali ad una impresa sottoscrivendo con essa un contratto di finanziamento. L’impresa, ricevute le risorse finanziarie, le dovrà poi restituire, maggiorate degli interessi concordati tra le parti, in un determinato periodo di tempo e con delle modalità preventivamente stabilite. Il lending crowdfunding viene spesso definito anche peer-to-peer lending o social lending, perché è un finanziamento erogato tra “pari” e non da un operatore finanziario professionale come ad esempio una banca. Le piattaforme online di lending crowdfunding regolano quindi l’incontro tra la domanda e l’offerta e facilitano il processo di stipula del prestito, automatizzando i processi per la restituzione del capitale e degli interessi alle scadenze previste all’interno di un piano di ammortamento. Crowdlender è la divisione di Crowdbase dedicata a questo strumento finanziario.

EQUITY CROWDFUNDING: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE

Come recita Consob, l’organismo che regola questo settore, si parla di equity crowdfunding “quando tramite l'investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società”. In una campagna di equity, la ricompensa ottenuta dal finanziatore per il suo contributo è data dalla partecipazione stessa al capitale sociale dell’impresa in qualità di socio, con tutti i diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano.

Si tratta a tutti gli effetti di una forma di investimento molto democratica, con la quale chiunque (investitori professionali e piccoli risparmiatori) può diventare socio di una startup o di una PMI. Fondamentale in questo processo è il ruolo del gestore del portale di equity crowdfunding, ad esempio Opstart, che facilita la connessione tra l’impresa e gli investitori.

COME NASCE E COME EVOLVE L’EQUITY CROWDFUNDING

L’Italia è stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una legislazione specifica per quanto riguarda l’equity crowdfunding, anche con l’obiettivo di rispondere alla crisi economica scaturita dopo il 2008 e con l’intenzione di dare nuova linfa alle piccole e medie imprese in fase di crescita (quelle che in seguito sono state inquadrate come “startup”). Il tessuto economico del nostro paese, infatti, è formato da numerose aziende di piccole e piccolissime dimensioni, che in molti casi avevano - e hanno tuttora - difficoltà ad accedere ai canali finanziari tradizionali, come ad esempio i finanziamenti bancari. In risposta a questa sentita esigenza, il governo italiano ha introdotto alcune norme dedicate alle startup con il decreto legge n. 179/2012 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221) recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese". Il provvedimento è noto anche come Decreto crescita bis ed è stato il primo passo anche verso la definizione di una completa legislazione per regolare e vigilare il settore dell’equity crowdfunding e la cui attuazione è stata delegata alla Consob, la Commissione nazionale per le società e la borsa.

Il Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line, adottato da Consob nel giugno 2013, è il complesso normativo che regola tutti gli aspetti e le procedure che devono rispettare i soggetti coinvolti in una raccolta di equity crowdfunding, ovvero l’investitore, la società offerente e il gestore del portale web. Il regolamento è stato poi oggetto di modifiche e aggiornamenti, fino ad arrivare alla versione più recente del febbraio 2020 (scaricabile qui).
Le disposizioni del Regolamento Consob hanno come primo obiettivo quello di tutelare l'investitore e la collettività dei risparmiatori, affinché possano effettuare le scelte di investimento in modo consapevole ed in un ambiente sicuro e trasparente.

IL RUOLO DEL PORTALE

Oltre agli investitori e alla società offerente, nel processo di equity crowdfunding un ruolo fondamentale è ricoperto dal portale, che è il mezzo attraverso cui avviene concretamente la raccolta di capitali. Il portale funge da facilitatore della raccolta ed è strutturato come una vetrina, dove vengono presentate agli investitori le diverse offerte pubbliche di investimento delle società offerenti. L’offerta è corredata da tutto il materiale utile al risparmiatore per effettuare la sua scelta con consapevolezza.

Per poter operare in questo settore, il gestore del portale deve richiedere l’autorizzazione a Consob e, una volta ottenuto il via libera, dovrà operare sotto la sua vigilanza. Tutti i soggetti autorizzati ad operare sono iscritti ad un apposito registro, tenuto dall’autorità e consultabile qui. Oltre ai gestori autorizzati, possono gestire piattaforme di equity crowdfunding anche le banche e le imprese di investimento (SIM) già autorizzate alla prestazione di servizi di investimento.

Opstart è uno dei primi portali ad aver ottenuto l’autorizzazione a operare, con l’iscrizione nel registro dei gestori dei portali al n°18 avvenuta con delibera Consob n° 19441 del 11/11/2015.

L’IMPATTO SULL’ECONOMIA REALE

Il legislatore ha da subito intravisto nell’equity crowdfunding uno strumento per incentivare lo sviluppo di startup e piccole e medie imprese, attraverso la mobilitazione dei capitali privati verso il tessuto economico del Paese. Un investimento in equity crowdfunding, infatti, è un investimento nell’economia reale, in grado di generare benefici ad ampio raggio. Con il termine economia reale, si intende il complesso delle attività finalizzate alla produzione, distribuzione e commercializzazione di beni e servizi che producono valore e creano ricchezza per la Nazione. L’economia reale è spesso messa in contrapposizione con l’economia finanziaria, intesa come economia basata esclusivamente su attività di carattere finanziario, quali a titolo di esempio l’impiego dei capitali in strumenti finanziari (titoli, azioni, obbligazioni, mutui, strumenti derivati, ecc.) per la loro remunerazione e/o la loro negoziazione. Per funzionare correttamente, un sistema economico deve trovare un equilibrio tra questi due settori, affinché sia possibile un’efficace allocazione delle risorse: l’economia reale non deve “soffrire” l’assenza di risorse finanziarie, utili alle aziende per investire e crescere, e all’economia finanziaria non deve mancare la remunerazione del proprio capitale. Nel concreto, però, ci sono moltissime situazioni in cui questo equilibrio cessa di funzionare. A volte queste situazioni sono contingenti, come ad esempio una fase di crisi economica, che genera sfiducia nel settore finanziario sulle capacità di rimborso e remunerazione del capitale delle aziende. In altri casi, invece, si tratta di carenze strutturali, che non derivano da cause esterne e provvisorie, ma sono “vuoti” fisiologici. Uno di questi vuoti riguarda il finanziamento dell’innovazione: il settore finanziario tradizionale fatica a finanziare l’innovazione, poiché essa richiede investimenti a medio lungo termine e ad alto rischio. In questo “fallimento” strutturale del mercato, lo strumento dell’equity crowdfunding, e in generale del crowdinvesting, interviene con efficienza per drenare capitali privati nei confronti del tessuto economico reale in maniera diretta e strutturata. Fondamentale è quindi anche il supporto dello Stato, che introducendo a favore dei cittadini che effettuano degli investimenti in equity crowdfunding degli importanti benefici fiscali, ne ha incentivato il loro coinvolgimento.

Un investimento in economia reale può portare ad una importante remunerazione, ma non solo. Investire in aziende e PMI in fase di crescita significa anche investire nel benessere economico del Paese, creare nuovi posti di lavoro e favorire una crescita sostenibile. La maggior parte delle società che troverai sul nostro portale apportano innovazioni importanti e hanno la potenzialità di plasmare il futuro del settore in cui operano. Investire in queste aziende, significa anche prendere parte a progetti in cui ti riconosci, che ti rappresentano e che rispecchiano la tua idea di futuro.

Naturalmente questo tipo di investimento non è privo di rischi. Come abbiamo già detto, si tratta di strumenti ad alta potenzialità e quindi ad alto rischio: in caso di fallimento dell’impresa, l’investitore può perdere in parte o per intero la somma investita. Inoltre, si tratta di investimenti a medio-lungo termine, avendo come riferimento temporale un periodo medio di investimento pari ad almeno 5 anni. In questo lasso temporale, la società dovrà dimostrare di avere le capacità e la struttura per affrontare il mercato e generare i profitti previsti. Per un approfondimento su come mitigare il rischio dei tuoi investimenti in equity crowdfunding, puoi visitare la sezione Investire in equity crowdfunding.

IL MERCATO ITALIANO DELL’EQUITY CROWDFUNDING

Nella sezione Come nasce e come evolve l’equity crowdfunding, abbiamo evidenziato come l’Italia sia stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una disciplina specifica sul tema e, grazie a questo primato, il settore italiano del crowdfunding equity based e del crowdinvesting in generale, ha avuto un grande sviluppo, soprattutto negli ultimi anni, favorendo la nascita e la crescita di numerose imprese innovative e non. Il Regolamento Consob è stato introdotto già nel 2013, ma il vero boom del settore è stato nel 2016, anno in cui hanno iniziato ad operare sul mercato diverse piattaforme tra cui anche Opstart, con la prima campagna lanciata il 21 marzo 2016.
Nonostante l’epidemia di Covid 19, nell’anno 2020 il settore ha vissuto una crescita di circa il 65% rispetto all’anno precedente e l’ammontare totale di capitali raccolti in equity crowdfunding ha raggiunto la cifra record di oltre 100 milioni di euro, mentre il numero totale di progetti finanziati è stato pari a 160.

In questo contesto, Opstart si è contraddistinto come primo portale italiano per capitali raccolti, per un totale di 23,7 milioni di euro, cioè circa il 24% di tutto il mercato. Il nostro fiore all’occhiello è la valutazione delle società offerenti, eseguita da un team di analisti esperti, con il supporto di un software proprietario, in grado di selezionare solamente aziende con un potenziale di crescita interessante e con un percorso di sviluppo strutturato. L’impegno sul processo di valutazione si rispecchia nel valore del nostro equity crowdfunding index, l’indice calcolato dall’osservatorio sul crowdinvesting del Politecnico di Milano e che rappresenta la rivalutazione media delle società proposte dai portali. L’indice di mercato è pari a 171,40, mentre l’indice specifico di Opstart è 219,99: quasi 50 punti superiore alla media! Questo significa che le società offerenti proposte dal nostro portale sono mediamente migliori rispetto al mercato e la loro valutazione cresce nel tempo a un ritmo più sostenuto.

Lo studio del mercato e l’analisi dei trend di settore sono possibili anche grazie al lavoro di associazioni di categoria,ntestate web settoriali e centri di ricerca specializzati. Di seguito forniamo i link delle principali organizzazioni che si occupano di fornire una panoramica del mercato italiano.

Crowdfunding buzz è una testata online che si occupa di tutto il settore del crowdfunding e fornisce delle statistiche del mercato aggiornate con costanza.

Qui trovate il sito web

Qui le statistiche.

AIEC e Assofintech sono le associazioni di categoria, di cui Opstart fa parte. Entrambe le associazioni si occupano di divulgare informazioni sul settore e di farsi portavoce delle necessità degli operatori nei confronti delle istituzioni.

Qui il sito di Assofintech

Qui il sito di AIEC

Un importantissimo lavoro è svolto dalla scuola di management del Politecnico di Milano, con il suo Osservatorio EFI (entrepreneurship, finance and innovation) e, nello specifico, con gli osservatori sul crowdinvesting o sui minibond, di cui Opstart è partner. Ogni anno questa istituzione pubblica il “Report italiano sul Crowdinvesting” avente ad oggetto informazioni e dati dell’anno precedente ed è considerato uno dei documenti più completi e puntuali per analizzare l’andamento del settore.

Qui il sito web dell’osservatorio.

Qui il link per scaricare il Report 2021

2. INVESTIRE IN EQUITY CROWDFUNDING

Investire su Opstart è semplice e veloce. Non dovrai far altro che seguire questi passaggi:

  1. Registrati e completa la profilazione
  2. Effettua il questionario di appropriatezza MIFID
  3. Scegli il progetto e fai l’ordine di investimento
  4. Perfeziona l’ordine effettuando il bonifico bancario

1. REGISTRAZIONE E PROFILAZIONE

Registrarsi a Opstart richiede pochi secondi, lo puoi fare da questo link. Ricorda che Opstart fa parte del fintech hub Crowdbase: una volta registrato il tuo account, con le stesse credenziali potrai eseguire l’accesso a tutti i portali dello stesso hub. Terminata la registrazione, avrai accesso alla tua area riservata, dove dovrai completare la profilazione obbligatoria inserendo i tuoi dati personali e un documento di identità.

Vuoi investire come persona giuridica? Nessun problema! Nella sezione Profili di investimento della tua area personale puoi registrare una o più persone giuridiche con cui realizzare gli investimenti, completando i dati necessari e caricando la relativa visura camerale. Tutte le volte che effettuerai un investimento, avrai quindi la facoltà di selezionare il profilo di investimento desiderato con cui sottoscrivere gli strumenti finanziari offerti.

2. IL QUESTIONARIO DI APPROPRIATEZZA MIFID

Per proseguire con l’investimento è obbligatorio compilare il questionario di appropriatezza, che si trova nella sezione Mifid della tua area personale. Ti verranno poste alcune domande circa la tua conoscenza ed esperienza con il mondo degli investimenti per comprendere le caratteristiche essenziali e i rischi che gli strumenti finanziari oggetto di offerta comportano. Per avere maggiori informazioni circa il questionario di appropriatezza Mifid visita questa sezione.

Nota bene: il questionario MIFID è obbligatorio solamente per gli investitori retail, cioè gli investitori diversi dagli investitori professionali o dalle altre categorie di investitori indicate all’articolo 24, comma 2 del Regolamento Consob sulla raccolta di capitali tramite portali on-line. Se hai effettuato la validazione in qualità di investitore professionale, non dovrai eseguire questo passaggio. Per avere maggiori informazioni sui requisiti per essere considerato investitore professionale, consulta questa sezione

3. ORDINE DI INVESTIMENTO

Arrivato/a a questo punto, sei pronto/a per effettuare il tuo investimento. Non ti resta che selezionare il progetto scelto, consultare il materiale informativo che accompagna l’offerta e procedere con l’ordine di adesione. Cliccando sul pulsante Investi, ti apparirà una schermata come quella rappresentata di seguito, in cui dovrai inserire queste informazioni:

  • profilo di investimento scelto per eseguire l’investimento e al quale intestare gli strumenti finanziari offerti (quote societarie o azioni)
  • regime di intestazione preferito nel caso di offerte aventi ad oggetto quote emesse da società a responsabilità limitata. Per saperne di più visita questa sezione.
  • importo che desideri investire
  • se hai scelto il regime alternativo di intestazione delle quote, ti verrà richiesto anche il numero di conto di Directa Sim, l'Intermediario abilitato a prestare il servizio di intestazione quote per tuo conto

NOTA BENE: se la società in cui desideri investire è una società per azioni, non ti verrà richiesto di scegliere il regime di intestazione (in tale caso è previsto solo il regime ordinario) e al posto dell’importo che desideri investire, dovrai inserire un numero di lotti minimi sottoscrivibili di azioni corrispondenti all’importo che desideri investire.

Nella stessa schermata ti verrà mostrato un riepilogo dei dati relativi al tuo investimento con un box informativo per ciascun dato. Confermando e proseguendo con il processo concluderai il tuo ordine!

4. ORDINE DI ADESIONE E PAGAMENTO

Il tuo ordine è andato a buon fine! Ora non ti resta che perfezionare il tuo investimento eseguendo il bonifico alle coordinate bancarie che troverai nella schermata finale del processo d’ordine. Le stesse coordinate sono riportate nel documento di riepilogo dell’ordine inviato per email. Lo stesso modulo è altresì scaricabile dalla tua area personale in qualsiasi momento. Ricorda che l’ordine deve essere perfezionato mediante la disposizione del bonifico nei modi indicati ed entro 7 giorni lavorativi. Ricevuto il bonifico, eseguita positivamente la riconciliazione con l’ordine e verificata la correttezza della procedura, il nostro team ti darà conferma che l’operazione è andata a buon fine inviando una email di conferma mentre nella tua area personale lo stato dell’ordine risulterà confermato.

NOTA BENE: è fondamentale che il bonifico bancario sia effettuato da un conto corrente intestato o cointestato al soggetto che ha effettuato l’investimento e che la causale riportata sia la stessa indicata nelle istruzioni di disposizione a te fornite. In caso contrario potrebbero verificarsi problemi amministrativi nella riconciliazione del bonifico con l’ordine disposto.

COSA SUCCEDE DOPO L’INVESTIMENTO

Al termine del tuo investimento, la campagna di crowdfunding interessata con ogni probabilità è ancora in corso. Si dovrà quindi attendere la conclusione con successo della raccolta affinché la società offerente esegua le procedure amministrative di comunicazione al Registro delle Imprese, presso la competente Camera di commercio, dell’elenco dei nuovi soci e di conseguenza fornisca la visura camerale aggiornata. Questo nuovo documento verrà pubblicato anche nella pagina web dedicata alla società offerente presente sul sito di Opstart, alla sezione documentale mentre lo stesso aggiornamento comparirà nella tua area utente.

Ti ricordiamo che se hai optato per il regime alternativo di intestazione delle quote, il tuo nome non comparirà direttamente nella visura camerale della società, ma al suo posto comparirà quello dell'intermediario Directa SIM quale intestatario in nome e per conto di tutti i soggetti che hanno scelto di utilizzare tale regime. Nel tuo dossier titoli presente nell’area personale del sito di Directa Sim, troverai il certificato di proprietà della quota societaria sottoscritta.

Opstart è l’unico portale a eseguire una attività di monitoraggio e reportistica post offerta. Per i tre anni successivi alla conclusione dell’offerta, con cadenza semestrale, pubblichiamo un report su ciascuna società che ha effettuato una raccolta sul nostro portale. Questo documento è riservato ai soli soci dell’azienda e reso disponibile nella pagina dedicata all’azienda. Nella tua area personale potrai monitorare l’andamento della valutazione delle società in cui hai investito e riceverai degli aggiornamenti dedicati.

NOTA BENE: trattandosi di società NON quotate, le informazioni sulla valutazione si basano su dati desunti da altre offerte pubbliche, eventuali exit, successive quotazioni in borsa o in altri mercati regolamentati, o infine da eventi pubblici in cui la società ha dichiarato la sua valutazione. Non è disponibile una valutazione in tempo reale.

Se la campagna in cui hai investito non è andata a buon fine, l’importo da te versato ti verrà integralmente rimborsato mediante bonifico disposto sul conto corrente indicato nell’ordine di investimento senza aggravio di spese, né riconoscimento di interessi o penali, entro 15 giorni lavorativi dal termine ultimo stabilito per l'adesione all’offerta.

CARATTERISTICHE DELL’INVESTIMENTO IN EQUITY CROWDFUNDING

Prima di effettuare il tuo investimento in equity crowdfunding è importante conoscere alcune caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto di offerta.

Alto rischio. Investire in startup e PMI ad alto potenziale di crescita può portare a guadagni elevati, ma espone anche a un alto grado di rischio. Queste imprese innovative, infatti, non sono ancora consolidate e possono incorrere in periodi di crisi o addirittura fallimenti. L’investitore che partecipa ad una campagna di equity crowdfunding diventa socio dell’azienda di cui ha sottoscritto un titolo di partecipazione e quindi, in caso di fallimento della stessa, corre il rischio di perdere una parte o tutto il capitale apportato alla società. Per mitigare l’elevato grado di rischio, è bene adottare una adeguata strategia di diversificazione.

Illiquidità. Gli investimenti realizzati in equity crowdfunding sono investimenti illiquidi. Le società che effettuano questo tipo di campagne non sono quotate e non esiste un mercato secondario per la negoziazione delle quote o azioni sottoscritte tramite tale metodologia di investimento. Di conseguenza, una volta acquisito un titolo di partecipazione sul portale, l’unico modo per rivenderlo è trovare in autonomia un potenziale acquirente. A tale scopo, Opstart mette a disposizione Crowdarena, la bacheca elettronica per lo scambio di quote o azioni sottoscritte mediante un'offerta di equity crowdfunding, uno strumento utile che ti permette di pubblicare un annuncio di vendita della tua partecipazione. Attenzione però: Crowdarena facilita il percorso, ma non garantisce di trovare un acquirente interessato.

Lungo termine. Quando scegli la tua strategia di investimento in equity crowdfunding, tieni sempre a mente che si tratta di investimenti con un orizzonte temporale di medio-lungo termine. Come già detto, le imprese innovative hanno bisogno di capitali lenti e pazienti per generare un ritorno positivo. Società come Amazon, Facebook, Apple e Google, partite come startup e diventate nel tempo delle multinazionali di dimensioni enormi, ci hanno impiegato anni - a volte decenni - per diventare profittevoli. Per valutare il successo di un investimento in startup o PMI innovative devi considerare un’ottica temporale di almeno 5-7 anni.

INVESTIRE CONSAPEVOLMENTE IN EQUITY CROWDFUNDING

Ecco alcune linee guida per investire in equity crowdfunding in maniera consapevole

Investire una piccola porzione. La prima e più importante regola da seguire nella tua strategia di investimento è quella di allocare solo una piccola parte del tuo capitale in equity crowdfunding. Più precisamente, si è soliti indicare quale ottimale una percentuale entro il 10% del proprio portafoglio complessivo o comunque pari ad un ammontare di cui sei in grado di sostenere l’intera perdita.

Diversificare. È buona regola diversificare il tuo portafoglio di investimenti in equity crowdfunding, suddividendo il tuo capitale in diverse società offerenti, eterogenee per settore di competenza e tipologia di business. Applicare una strategia di diversificazione significa bilanciare il rischio ed evitare di legare il successo del proprio portafoglio a un solo investimento - o a pochi. È preferibile quindi effettuare investimenti di taglio piccolo, ma frequenti nel tempo. Inoltre, puoi ulteriormente diversificare il tuo portafoglio scegliendo di investire in diverse tipologie di strumenti finanziari: su Crowdbase puoi trovare proposte di lending e debt crowdfunding, ma anche i percorsi di Crowdlisting® e Crowdbridge®.

Scegliere e informarsi. Prima di realizzare i tuoi investimenti, prenditi il tempo necessario per scegliere con consapevolezza dove allocare il tuo capitale. Puoi trovare maggiori informazioni su come Opstart effettua la selezione delle società offerenti a questa pagina. Ogni campagna è corredata da un set informativo specifico che ti aiuterà nella scelta. Per approfondire come funziona l’equity crowdfunding puoi visitare la pagina Informazioni utili per investire o la pagina Domande Frequenti. Per ulteriori approfondimenti sulle campagne in corso e i temi legati al crowdinvesting, ti consigliamo di visitare il blog di Crowdbase.

MODALITÀ DI GUADAGNO

Investendo in una campagna di equity crowdfunding si diventa a tutti gli effetti soci della società offerente, apportando capitale in cambio di quote (o azioni) della società stessa. Ma quali sono le modalità di guadagno dal proprio investimento? Le vediamo insieme in questa sezione.

Per andare dritti al punto, l’investitore guadagnerà dal suo investimento grazie alla crescita dell’azienda stessa e quindi del suo valore. Una campagna di crowdfunding equity viene di solito realizzata nelle prime fasi di vita della startup o PMI, quando ancora l’impresa è in fase di crescita e sviluppo. Questo dà all’investitore le potenzialità di assistere alla rivalutazione della sua partecipazione nel tempo parallelamente al crescere e svilupparsi dell’azienda stessa, che, se rispetterà il suo piano di business, si assesterà e diventerà profittevole.

Per l’investitore ci sono due modalità per realizzare un ritorno economico concreto, ovvero mediante la distribuzione di utili o la vendita della propria partecipazione a un terzo soggetto.

La distribuzione di utili. Essendo socio dell’impresa, l’investitore dispone del diritto a partecipare alla distribuzione degli utili futuri, naturalmente in proporzione alla sua quota di partecipazione. Startup e PMI innovative, generalmente, non effettuano distribuzione di utili per alcuni anni, poiché spesso impiegano tempo a diventare aziende profittevoli e, nei casi in cui lo siano, utilizzano le risorse in eccesso per effettuare investimenti e spingere sull’acceleratore. Una volta assestato il business, però, la società può decidere di elargire dividendi e remunerare i soci.

La vendita delle quote. Un altro modo per ottenere la liquidazione del proprio investimento è vendere la propria quota. Si tratta di quella che spesso viene definita la exit, ovvero “l’uscita” dal proprio investimento. Ci sono diverse modalità con cui può avvenire la vendita e, a seconda della tempistica con cui avviene, l’investitore potrà avere una maggiore o minore soddisfazione del proprio investimento. Questo perché la valutazione di una società non è fissa nel tempo, ma subisce aumenti e diminuzioni. Di seguito elenchiamo alcuni eventi o modalità di vendita dei titoli:

  • Investitore terzo: una possibilità è quella di trovare autonomamente un terzo soggetto interessato ad acquistare la partecipazione societaria posseduta. Si tratta di una trattativa privata e le modalità di vendita saranno trattate tra le parti. Crowdarena è la bacheca elettronica di Opstart che facilita l’incontro tra investitori crowd e tramite essa è possibile pubblicare un annuncio di vendita della propria partecipazione.
  • Acquisto della società: di frequente startup e PMI di piccole dimensioni vengono acquisite da grandi gruppi o multinazionali interessate a diversificare il proprio business. La vendita della quota può quindi avvenire in questi casi nei confronti di un soggetto terzo più grande.
  • Riacquisto delle quote: in alcuni casi, i soci fondatori della società offerente stabiliscono delle clausole per il riacquisto delle quote a determinate condizioni.
  • Quotazione: il percorso di crescita di molte società sfocia in una quotazione in borsa o altri mercati regolamentati. Quando questo avviene, le azioni della startup o PMI diventano liquide e liberamente scambiabili all’interno di un mercato e secondo le condizioni determinate dalla domanda e dall’offerta di tali titoli. Questo è naturalmente un grande passo per la società offerente, che non deve necessariamente essere considerato un traguardo, ma anzi una prova in più della validità del proprio investimento. Opstart ha una sezione dedicata esclusivamente alle campagne di società destinate ad una loro futura quotazione. Si chiama Crowdlisting® e la puoi visitare qui

TUTELA DELL’INVESTITORE

L’investitore che decide di investire qualsiasi somma in equity crowdfunding può cambiare idea entro dei limiti temporali stabiliti, esercitando il diritto di revoca e recesso:

Diritto di revoca: ai sensi dell’art. 25, comma 2, del Regolamento, l'investitore ha diritto di revoca dell'ordine nel caso in cui, tra il momento dell'adesione all'offerta e quello in cui la stessa è definitivamente chiusa o è avvenuta la consegna degli strumenti finanziari, sopravvenga un fatto nuovo significativo o sia rilevato un errore materiale o un’imprecisione concernente informazioni presenti sul portale, che siano atti a influire sulla decisione dell’investimento. In tal caso la comunicazione scritta inerente all’esercizio del diritto di revoca deve essere inviata entro 7 giorni dalla data in cui le nuove informazioni sono state portate a conoscenza degli investitori.

Diritto di recesso: ai sensi dell'art. 13, comma 5 del Regolamento, è concesso agli investitori diversi dagli investitori professionali o dalle altre categorie di investitori indicate all'art. 24, comma 2, del Regolamento, il diritto di recesso dall’ordine di adesione senza alcuna spesa. Tale diritto deve essere esercitato entro 7 giorni decorrenti dalla data dell'ordine di adesione tramite comunicazione scritta rivolta a Opstart S.r.l.

In entrambi i casi, previa verifica, le somme bonificate saranno restituite entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta legittimamente effettuata, senza addebito di spese né riconoscimento di interessi o penali.
Inoltre, ai fini dell’ammissione dell’offerta sul portale, Opstart verifica che lo statuto o l’atto costitutivo della società presenti alcune clausole specifiche a tutela dell’investitore, cioè il diritto di recesso dalla società oppure il diritto di co-vendita delle proprie partecipazioni - cosiddetto tag along - oppure altre clausole che attribuiscano un analogo diritto a cedere le proprie partecipazioni, nel caso in cui i soci di controllo trasferiscano direttamente o indirettamente il controllo a terzi. In particolare, il diritto di co-vendita impone che i soci di controllo procurino che il cessionario delle loro partecipazioni sociali offra irrevocabilmente di acquistare anche le partecipazioni sociali di tutti gli altri soci titolari del diritto di co-vendita, ad un prezzo unitario identico a quello offerto dall'acquirente ai soci di controllo stessi. Tali diritti sono riconosciuti per legge per almeno tre anni dalla conclusione dell’offerta.

GLI INVESTITORI PROFESSIONALI PER L’EQUITY CROWDFUNDING

Secondo il regolamento Consob, ogni campagna di equity crowdfunding deve essere sottoscritta da un investitore professionale o altra categoria di investitore qualificata ai sensi dell’art. 24, comma 2 del Regolamento, per una quota pari almeno al 5% - o pari al 3% se la società offerente dispone della certificazione del bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato, relativi agli ultimi due esercizi precedenti l’offerta, redatta da un revisore contabile o da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili. L’utente investitore per essere riconosciuto come professionale deve completare la procedura di profilazione prevista alla sezione Diventa investitore professionale presente nella sua area utente del portale. Una volta effettuata la richiesta e fornita la necessaria documentazione, il team di Opstart effettuerà un verifica e procederà, in caso positivo, alla validazione del profilo come investitore professionale o altrimenti qualificato. Gli utenti categorizzati come tali non sono tenuti alla compilazione del questionario di appropriatezza MIFID per effettuare i propri investimenti.

Di seguito vengono descritte tutte le tipologie di investitori che possono essere validati come professionali o altrimenti qualificati ai sensi dell’art. 24, comma 2 del Regolamento:

INVESTITORI PROFESSIONALI DI DIRITTO - anche detti ISTITUZIONALI

Sono considerati investitori professionali di diritto:

  1. i soggetti che sono tenuti a essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, siano essi italiani o esteri quali:
    • banche;
    • imprese di investimento;
    • altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati;
    • imprese di assicurazione;
    • organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali organismi;
    • fondi pensione e società di gestione di tali fondi;
    • i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci;
    • soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals);
    • altri investitori istituzionali;
    • agenti di cambio;
  2. le imprese di grandi dimensioni che presentano a livello di singola società, almeno due dei seguenti requisiti dimensionali:
    • totale di bilancio: € 20.000.000
    • fatturato netto: € 40.000.000
    • fondi propri: € 2.000.000
  3. gli investitori istituzionali la cui attività principale è investire in strumenti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre operazioni finanziarie.

INVESTITORI PROFESSIONALI SU RICHIESTA

Sono investitori diversi dai soggetti elencati precedentemente (professionali di diritto), che fanno una espressa richiesta ad un intermediario, per essere trattati come tali. L’intermediario (ad es. una banca) conduce una determinata istruttoria con la quale alla fine classifica il cliente come investitore professionale su richiesta.

Ai fini della profilazione del cliente quale investitore professionale su richiesta, lo stesso dovrà trasmettere al Portale un’attestazione rilasciata dall’intermediario di cui è cliente, dalla quale risulta la classificazione quale cliente professionale.

ALTRI SOGGETTI CONSIDERATI COME PROFESSIONALI AI SENSI DELLA NORMATIVA CROWDFUNDING

Oltre alle categorie descritte sopra, sono considerati investitori professionali per la sola normativa Consob sul crowdfunding:

  • Fondazioni bancarie;
  • Incubatori certificati di start-up innovative.
  • Investitori a supporto delle PMI

INVESTITORI A SUPPORTO DELLE PMI

  1. aver effettuato, nell’ultimo biennio, almeno tre investimenti nel capitale sociale o a titolo di finanziamento soci in piccole e medie imprese, ciascuno dei quali per un importo almeno pari a € 15.000;
  2. aver ricoperto, per almeno dodici mesi, la carica di amministratore esecutivo in piccole e medie imprese diverse dalla società offerente.

In caso di persone giuridiche, la valutazione circa il possesso dei requisiti di cui sopra è condotta con riguardo alla persona autorizzata a effettuare operazioni per loro conto e/o alla persona giuridica medesima.

Ai fini dell’accertamento della qualità di investitore a supporto delle piccole e medie imprese, il soggetto interessato deve presentare i seguenti documenti a Opstart, tramite la sezione Diventa investitore professionale della sua area utente:

  • una o più dichiarazioni rilasciate da banche o imprese di investimento da cui risulta che il valore del portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi di denaro, è superiore a € 500.000;
  • le certificazioni attestanti l’onorabilità oppure (caso più utilizzato) l’auto dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
  • le visure camerali attestanti le cariche di amministratore di piccole e medie imprese e le relative deleghe;
  • per ciascuna operazione, la certificazione della piccola e media impresa che attesti gli investimenti effettuati nell’ultimo biennio.

LE OFFERTE

Ciascuna offerta pubblicata su Opstart è corredata da alcune informazioni tecniche, una descrizione dettagliata dell’azienda e un set di documenti.

Le principali informazioni dell’offerta sono presenti nella scheda di presentazione della raccolta e sono:

Capitale raccolto: indica l’ammontare del capitale raccolto fino a quel momento mediante l’offerta.

Obiettivo minimo: altrimenti detto “target inscindibile”, indica l’ammontare minimo di capitale che deve essere raggiunto per considerare l’aumento di capitale valido e, di conseguenza, determinare il successo dell’offerta. È stabilito all’interno dell’atto di aumento di capitale e, quando non è stabilito, è pari all’investimento minimo sottoscrivibile.

Obiettivo massimo: indica il massimo ammontare di capitale che può essere raccolto mediante l’offerta. È una soglia stabilita dall’atto di aumento di capitale o da parte degli amministratori della società offerente, raggiunta la quale, non è più possibile investire.

Investimento minimo: è il minimo ammontare di capitale che l’investitore può sottoscrivere. È stabilito dall’atto di aumento di capitale o da parte degli amministratori della società offerente..

Promo: le offerte contraddistinte dall’etichetta PROMO offrono la possibilità di investire ad un valore pre-money scontato della società offerente, ossia, di pagare un sovrapprezzo più basso se la sottoscrizione avviene entro uno specifico periodo temporale.

Le altre informazioni tecniche sono riepilogate nella sezione “Dettagli” di ciascuna offerta.

Puoi approfondire la conoscenza del progetto e della società offerente leggendo le sezioni Il pitch, Perché investire, Roadmap e il Team. Alla sezione Documenti, invece, potrai scaricare il set documentale a corredo dell’offerta che comprende:

  • Inoltre puoi approfondire la conoscenza del progetto e della società offerente leggendo quanto contenuto nelle sezioni “Il pitch”, “Perché investire”, “Roadmap” e il “Team”. Dalla sezione “Documenti”, invece, potrai scaricare il set documentale completo a corredo dell’offerta che, generalmente,comprende:
  • Il Prospetto d’offerta: un documento di 5 pagine in cui sono riepilogati tutti i dettagli dell’offerta pubblica, le informazioni sulla società offerente e sui suoi amministratori, le informazioni sullo strumento finanziario offerto e i rischi ad esso connessi.
  • Pitch deck e/o Business Plan.
  • Atto di aumento di capitale.
  • Statuto societario.
  • Visura camerale.
  • Ultimi bilanci d’esercizio.
  • Altri documenti utili alla valutazione dell’offerta.

Per rimanere aggiornato sugli sviluppi dell’offerta, puoi seguire la sezione Aggiornamenti, dove vengono pubblicate news e approfondimenti. È anche possibile contattare il team della società offerente attraverso la sezione Contatta il team.

Tutte le offerte sono riepilogate nella pagina Investi, sempre accessibile dal menù principale ed è possibile utilizzare i filtri laterali o la funzione Cerca per visualizzare quelle di tuo interesse. Puoi visualizzare le offerte specifiche delle divisioni Crowdre - Real Estate Crowdfunding, Crowdlisting® - quotazione in borsa oppure Crowdlegal - Legal action crowdfunding, utilizzando il filtro Categoria oppure visitando le pagine che trovi nel footer del sito.

LE AGEVOLAZIONI FISCALI

Per i soggetti persone fisiche o giuridiche, che investono in Startup innovative, PMI innovative "ammissibili" e OIRC o altre società di capitali che investono prevalentemente in Startup o PMI Innovative o altre società di capitali, la legge di Bilancio 2017 ha riconosciuto in via permanente un’agevolazione fiscale sull’investimento.

Per le persone fisiche è prevista una detrazione dall’IRPEF pari al 30% della somma investita fino ad un massimo annuo pari a 1 milione di euro.

Per le persone giuridiche: deduzione dall’imponibile IRES pari al 30% della somma investita fino ad un massimo annuo di 1,8 milioni di euro.

Per beneficiare del vantaggio fiscale l’investimento deve obbligatoriamente essere mantenuto per tre anni (holding period) per non incorrere nella decadenza delle agevolazioni.

I benefici fiscali in capo agli investitori maturano in occasione della prima dichiarazione dei redditi successiva all’investimento. Esempio: per gli investimenti realizzati nel 2021 in una startup innovativa, il vantaggio fiscale è riconosciuto in occasione della dichiarazione dei redditi dell’anno 2022 relativa ai redditi maturati nell’anno 2021.

Nel caso di investimento in una startup innovativa, per godere del vantaggio fiscale, la società offerente deve mantenere lo status di startup innovativa per almeno 3 anni. Tuttavia, l’investitore non perde il diritto all’incentivo qualora la stessa perda tale status perché ha oltrepassato i cinque anni dalla sua costituzione o la soglia prevista dei 5 milioni di euro del valore della produzione annua o infine perché è quotata su una piattaforma multilaterale di negoziazione.

ATTENZIONE! NOVITÀ

A maggio 2020, nell’ambito delle misure covid, il Governo ha previsto nel Decreto Rilancio l’innalzamento al 50% di questi incentivi per gli investimenti effettuati da parte delle sole persone fisiche. In tal caso, l’investimento massimo agevolabile, per ciascun periodo d'imposta, è pari a euro 100.000 per i conferimenti effettuati in startup innovative mentre è pari a euro 300.000 per i conferimenti effettuati in PMI innovative “ammissibili”. Tale misura è concessa ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013 sugli aiuti de minimis ed è discrezionalità della società offerente permettere all’investitore di poterne usufruire. È infatti facoltà della stessa società offerente trasmettere, precedentemente all'effettuazione dell’investimento, la relativa richiesta per ogni investitore, mediante la procedura che prevede l’utilizzo dell’apposito portale del Ministero dello Sviluppo Economico. Pertanto solo in casi eccezionali, alcuni investitori, e su specifiche offerte, potrebbero godere di questo incentivo.

In ogni caso, si raccomanda agli investitori di confrontarsi con il proprio consulente fiscale, per la gestione delle agevolazioni fiscali spettanti in caso di investimento in società offerenti pubblicate da www.opstart.it.

IL QUESTIONARIO DI APPROPRIATEZZA MIFID

Se vuoi investire su Opstart come piccolo risparmiatore - cosiddetto investitore retail - è necessario compilare il questionario di appropriatezza MIFID. Durante la compilazione, ti verranno poste alcune domande circa la tua conoscenza ed esperienza per comprendere le caratteristiche essenziali e i rischi che gli strumenti finanziari oggetto di offerta comportano. Questo passaggio non è richiesto se vuoi operare con un profilo di investimento validato come investitore professionale o altra categoria di investitore qualificata ai sensi dell’art. 24, comma 2 del Regolamento Consob sulla raccolta di capitali tramite portali on-line. Nella tabella seguente sono riepilogate le varie fasi del questionario:

FASE PROCEDURA
PRIMA DELL’ATTO DI ADESIONE ALL’INVESTIMENTO (ART. 15 COMMA 1 REGOLAMENTO CONSOB) PRESA VISIONE DELLE INFORMAZIONI DI INVESTOR EDUCATION SUL SITO DI CONSOB (PREVISTE DALL’ART. 14 COMMA 1 LETTERA K)
IL GESTORE FORNISCE INFORMAZIONI RELATIVE ALL’INVESTIMENTO IN STRUMENTI FINANZIARI TRAMITE PORTALI AI SENSI DELL’ART. 15 COMMA 1
DICHIARAZIONI DA EFFETTUARE PRIMA DELLA (SOTTOSCRIZIONE ART. 15 COMMA 2 REGOLAMENTO CONSOB) DICHIARAZIONE IN MERITO:
  1. AI TIPI DI SERVIZI, OPERAZIONI, EFFETTUATE ANCHE TRAMITE PORTALI ONLINE, E STRUMENTI FINANZIARI CON I QUALI L’INVESTITORE HA DIMESTICHEZZA;
  2. ALLA NATURA, AL VOLUME E ALLA FREQUENZA DELLE OPERAZIONI, EFFETTUATE ANCHE TRAMITE PORTALI ONLINE, SU STRUMENTI FINANZIARI, REALIZZATE DALL’INVESTITORE E AL PERIODO DURANTE IL QUALE QUESTE OPERAZIONI SONO STATE ESEGUITE;
  3. AL LIVELLO DI ISTRUZIONE, ALLA PROFESSIONE, O SE RILEVANTE, ALLA PRECEDENTE PROFESSIONE DELL’INVESTITORE; DICHIARAZIONE DI ESSERE IN GRADO DI SOSTENERE ECONOMICAMENTE L’EVENTUALE INTERA PERDITA
ADEMPIMENTI PARTE II TUF MIFID (ART. 17 REGOLAMENTO CONSOB) IL GESTORE HA FACOLTÀ DI PROCEDERE CON LA VECCHIA PROCEDURA O PUÒ, SE AUTORIZZATO DA CONSOB, VERIFICARE PER OGNI ORDINE DI ADESIONE ALLE OFFERTE RICEVUTO, CHE IL CLIENTE ABBIA IL LIVELLO DI ESPERIENZA E CONOSCENZA NECESSARIO PER COMPRENDERE LE CARATTERISTICHE ESSENZIALI ED I RISCHI CHE L’INVESTIMENTO COMPORTA, SULLA BASE DELLE INFORMAZIONI FORNITE AI SENSI DELL’ART. 15, COMMA 2 LETTERA B).
PERTANTO IL GESTORE ESPLETERÀ UNA VALUTAZIONE CIRCA L’APPROPRIATEZZA DELL’OPERAZIONE IN VIA DI ESECUZIONE
OPSTART È AUTORIZZATA AD EFFETTUARE LA VERIFICA DELL’APPROPRIATEZZA DELL’OPERAZIONE DIRETTAMENTE ONLINE SEMPLIFICANDO L’OPERATIVITÀ DI ADESIONE ALLE OFFERTE PRESENTI SUL PROPRIO PORTALE!

Il questionario MIFID deve essere eseguito prima di sottoscrivere un investimento attraverso la sezione MIFID della propria area utente. Il questionario dovrà essere ripetuto per ciascun profilo di investimento profilato come investitore retail ed ha validità per un periodo di un anno.

IL REGIME DI INTESTAZIONE ALTERNATIVO DELLE QUOTE

Grazie ad un accordo tra Opstart e Directa SIM, società di intermediazione mobiliare italiana leader sul mercato da oltre 20 anni, puoi scegliere di investire usufruendo del Regime Alternativo di intestazione delle quote. L’esercizio di tale opzione, prevista espressamente dal comma 2-bis dell'art.100 ter del TUF (il Testo Unico della Finanza) e alternativa rispetto alla modalità di investimento ordinaria, permette, nell’ambito delle offerte condotte attraverso portali per la raccolta di capitali, di sottoscrivere quote rappresentative del capitale di piccole e medie imprese costituite in forma di società a responsabilità limitata tramite intermediari abilitati che effettuano la sottoscrizione in nome proprio ma per conto degli stessi sottoscrittori.

PERCHÉ SCEGLIERE IL REGIME ALTERNATIVO DI INTESTAZIONE QUOTE

Scegliendo questa opzione, qualora in futuro decidessi di vendere le quote sottoscritte (o parte di esse) potrai farlo:

  • Senza costi: non dovrai più rivolgere ad un professionista abilitato (e il tuo acquirente non dovrà sopportare le relative spese ed oneri di trasferimento);
  • In modo immediato: ti basterà effettuare una semplice comunicazione a Directa SIM che, dopo le opportune verifiche e l’accertamento che la transazione è correttamente avvenuta, provvederà a trasferire la titolarità delle quote al nuovo intestatario senza alcuna spesa ulteriore.

COME FUNZIONA

Al momento della sottoscrizione di un investimento su Opstart ti verrà richiesto di scegliere la modalità di intestazione delle quote. Potrai scegliere quindi tra

  • Regime Ordinario
  • Regime alternativo ex Art. 100 ter del TUF

Scegliendo il Regime Ordinario il tuo nome comparirà nella visura camerale della società offerente e per vendere o cedere la tua quota dovrai rivolgerti a un professionista abilitato, sostenendone i relativi costi, che possono arrivare anche fino a circa 1.000 euro.

Scegliendo il Regime Alternativo il tuo nome non apparirà nella visura camerale della società offerente. Le quote saranno intestate a te, per il tramite di un intermediario abilitato, nel nostro caso Directa SIM, che comparirà per tuo conto nella visura camerale. Per utilizzare il Regime Alternativo devi avere aperto un rapporto di conto su Directa SIM, nel quale verranno registrati i titoli sottoscritti (le quote) e mediante il quale potrai ottenere il certificato di titolarità degli stessi una volta conclusa la raccolta. L’apertura del rapporto di conto in qualità di persona fisica costa 15 euro mentre per le persone giuridiche il costo è di 80 euro e ogni investimento rubricato tramite il Regime Alternativo sostiene un costo di 30 euro.

Puoi aprire il tuo conto su Directa SIM cliccando qui. Successivamente, dovrai solo inserire il numero di conto nell’apposita sezione all’interno della tua area utente.

Nota bene: puoi effettuare il tuo investimento in Regime Alternativo anche senza avere già un conto con Directa Sim, tuttavia dovrai provvedere alla sua apertura entro 15 giorni dalla chiusura della campagna. Se infatti entro 15 giorni dalla conclusione dell’offerta, non avrai ancora completato l’iter di perfezionamento della rubricazione delle quote previsto da Directa Sim, la Società offerente provvederà all’intestazione delle quote da te sottoscritte mediante l’utilizzo del regime ordinario (ai sensi dell’articolo 2470, secondo comma, del codice civile e dall’articolo 36, comma 1-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e s.m.ii) ossia mediante il deposito della relativa comunicazione presso l’Ufficio del Registro delle imprese competente. In questo caso il tuo nominativo comparirà nell’elenco dei soci.

Termini e condizioni del servizio di Directa SIM

Art.100 ter del Testo unico della finanza (Decreto legislativo n. 58/1998 TUF)

Procedura di intestazione quote:

Se è la prima volta che scegli il regime alternativo di intestazione quote ex art. 100 T.u.f., l’intermediario abilitato Directa Sim dovrà effettuare una rapida procedura di identificazione della clientela ai fini della normativa antiriciclaggio.

In questo modo potrà aprirti il “conto dossier titoli” gratuito, nel quale saranno custodite le quote della società nella quale hai investito e tramite il quale in futuro potrai inviare gli ordini di vendita delle stesse.

Al termine di ogni campagna, ti sarà inviata un mail contenente un link che di collegamento al sito di Directa nel quale troverai pre compilati alcuni dei tuoi dati e dovrai solo completarlo con le informazioni mancanti.
Per ogni eventualità è disponibile h24 l’help desk di Directa Sim al numero +39 011 53 01 01

Nel caso in cui aprendo la pagina del link che ti abbiamo inviato, non trovi riporti i tuoi dati, abbiamo predisposto qui sotto trovi una guida con la semplice procedura che dovrai seguire.

Scegliere apertura conto Online (fortemente consigliato): identificazione tramite webcam e firma online del contratto – tempo stimato: 10 min.

L’APERTURA DEL CONTO DIRECTA SIM

Se è la prima volta che scegli di utilizzare il regime alternativo di intestazione quote ex art. 100 TUF., l’intermediario abilitato Directa Sim dovrà effettuare una rapida procedura di identificazione ai fini della normativa antiriciclaggio, effettuata la quale, potrà aprire il tuo “conto dossier titoli” gratuito nel quale saranno custodite le quote della società nella quale hai investito e mediante il quale, in futuro, potrai gestire gli eventuali ordini di vendita delle stesse.

Al termine di ogni offerta, ti sarà inviata una email contenente un link di collegamento al sito di Directa Sim nel quale troverai un form da completare con le informazioni mancanti.

Per ogni eventualità è disponibile H24 l’help desk di Directa Sim al numero 0110884141

Di seguito trovi una breve guida con la procedura che dovrai seguire per aprire il tuo conto. Ti consigliamo di scegliere l’opzione apertura conto Online (fortemente consigliato): identificazione tramite webcam e firma online del contratto – tempo stimato: 10 min..

Fase 1: Inserimento dati
Fase 3: Piano commissionale
Fase 4: Margini e Derivati
Fase 5: Normativa Antiriciclaggio
Fase 7: Profilo Utilizzo Quotazioni
Fase 8: Modalità Ricezione Contratto
Fase 9: Comunicazioni

Una volta completato questo primo step, dovrai inserire la foto del tuo codice fiscale e della tua carta d’identità/passaporto/patente in un apposito box oppure inviandola per mail a contratti@directa.it

Ultimo step: Identificazione online

LE SOCIETÀ OFFERENTI

Il soggetto che effettua una raccolta di capitali online su un portale autorizzato è chiamato “offerente”.
Può essere un “offerente”:

  1. la società startup innovativa e startup a vocazione sociale;
  2. la piccola e media impresa innovativa (PMI innovativa);
  3. la piccola e media impresa (PMI), che rispetta i limiti dimensionali previsti dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera f), primo alinea, del Regolamento (UE) n. 2017/1129 del 14 giugno 2017, ossia un'impresa che, in base al suo più recente bilancio annuale o consolidato, soddisfi almeno due dei tre criteri seguenti: i) numero medio di dipendenti nel corso dell’esercizio inferiore a 250; ii) totale dello stato patrimoniale non superiore a 43.000.000 euro; iii) fatturato netto annuale non superiore a 50.000.000 euro.

Esclusivamente per le prime 2 tipologie di Offerenti sopracitate è previsto, nel caso, in capo ai soggetti che investono, un potenziale beneficio fiscale. Gli incentivi sono usufruibili investendo quindi solo in modo diretto nelle società. Per approfondire il tema delle agevolazioni fiscali, consulta questa sezione.

1) LE STARTUP INNOVATIVE: REQUISITI E CONTENUTI

Il D.L. 179/2012 chiamato Decreto Crescita 2.0 ha introdotto nel panorama imprenditoriale italiano le Startup innovative.

«Le startup innovative sono società di capitali di diritto italiano, residenti in Italia … che rispondono a determinati requisiti ed hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico»

Quali requisiti hanno le Startup Innovative?

  • Meno di 60 mesi di attività
  • Sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’UE o in Stati aderenti SEE, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia
  • Fatturato annuo inferiore a Euro 5 milioni
  • Non distribuisce e non ha mai distribuito utili
  • Oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
  • Non siano costituite da atti di fusione, scissione societaria, cessione di azienda o di ramo di azienda
  • Non sono quotate in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione

Quale contenuto hanno le Startup innovative?

Il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno uno dei tre seguenti criteri:

  • Sostiene spese in ricerca, sviluppo e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione
  • La forza lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale
  • L’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) afferente all’oggetto sociale

Quali requisiti hanno le Startup a vocazione sociale?

Le Startup a vocazione sociale devono possedere gli stessi requisiti previsti per le Startup innovative e, inoltre, operare in settori che la legge italiana considera di particolare valore sociale e che possono essere ricondotti, in via principale, a:

  • Assistenza sociale
  • Assistenza sanitaria
  • Educazione, istruzione e formazione
  • Tutela dell’ambiente
  • Valorizzazione del patrimonio culturale
  • Turismo sociale

Leggi la Scheda di Sintesi della policy a sostegno delle startup innovative pubblicato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

2) LE PMI INNOVATIVE: REQUISITI E CONTENUTI

Cosa sono le PMI Innovative?

Il Decreto Legge 3/2015 (Investment Compact), convertito con la Legge 33/2015, ha assegnato larga parte delle misure previste a beneficio delle Startup innovative a una platea di imprese potenzialmente molto più ampia: le PMI innovative, vale a dire tutte le piccole medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione, dell’oggetto sociale e del livello di maturazione.

Quali requisiti hanno le PMI Innovative?

  • Meno di 250 dipendenti
  • Fatturato inferiore a 50.000.000€ o con attivo patrimoniale inferiore a 43.000.000€
  • Almeno una sede produttiva o una filiale in Italia
  • Almeno un bilancio certificato da un revisore contabile
  • Non essere iscritte contestualmente al registro Startup innovative
  • Non essere quotata su un mercato regolamentato

Quale contenuto hanno le PMI innovative?

Il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno 2 dei 3 seguenti criteri:

  • Volume spese in ricerca, sviluppo e innovazione maggiore uguale al 3% del maggiore tra costo e valore totale della produzione
  • Dipendenti o collaboratori per almeno 1/5 della forza lavoro con almeno i seguenti requisiti maturati anche all’estero: dottorato in ricerca, dottorando in ricerca, laurea con almeno tre anni di attività di ricerca certificata presso istituti pubblici o privati; oppure 1/3 della forza lavoro in possesso di laurea magistrale
  • titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione oppure titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività d’Impresa

Leggi la Scheda di Sintesi della policy a sostegno delle PMI innovative pubblicato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

NORMATIVA CONSOB

L’Italia è una delle prime nazioni in Europa ad essersi dotata di una normativa di riferimento, specifica ed organica, in materia di Equity Crowdfunding applicata a Startup e PMI grazie all’adozione, con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013, da parte della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (la Consob), di un apposito “Regolamento sulla raccolta di capitali tramite portali on-line”.

Ciò è avvenuto a seguito di un processo condotto in forma di pubblica consultazione e quindi in maniera collaborativa, con chiunque fosse interessato a fornire i propri commenti e le proprie valutazioni in merito alla materia trattata. Un processo di legislazione, pertanto, molto “innovativo” che ha portato alla definizione di un primo quadro giuridico attento alle richieste dei vari soggetti interessati.

Di importanza cruciale è stata altresì la definizione del quadro giuridico introdotto nel nostro ordinamento dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221) recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (noto anche come “Decreto crescita bis”) agli artt. 25-32.

In sintesi il Decreto crescita bis ha:

  • disciplinato la fattispecie della «Startup innovativa»;
  • introdotto e disciplinato nel Testo Unico della Finanza (il TUF) all’art.50-quinquies la figura del “gestore di portali per la raccolta di capitale per le piccole e medie imprese e per le imprese sociali” prevedendo di istituire presso la Consob un apposito registro e delegando alla stessa di determinare, con regolamento, i principi e i criteri relativi all’iscrizione nello stesso;
  • introdotto altresì, sempre tramite l’art. 50-quinquies del TUF, delega alla Consob al fine di determinare, sempre con regolamento, le regole di condotta che detti gestori devono rispettare nel rapporto con gli investitori nonché i poteri di vigilanza che la stessa Consob può esercitare per verificare l’osservanza delle disposizioni emanate e della relativa disciplina di attuazione.
  • introdotto all’art.100 ter del TUF la fattispecie delle ”offerte attraverso portali per la raccolta di capitali delegando sempre la Consob di determinare la disciplina applicabile;

Consulta il Decreto Legge

Tale decreto ha assunto la valenza di una policy organica che ha identificato nel sostegno all’imprenditoria innovativa un nuovo approccio di politica industriale; policy che si è evoluta ed arricchita con successivi interventi normativi, il Decreto Legge 28 giugno 2013, n. 76 (noto come “Decreto Lavoro”, convertito con Legge del 9 agosto 2013, n. 99) e più recentemente il Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3 (noto come “Investment Compact”, convertito con Legge del 24 marzo 2015 n. 33) che ha introdotto la categoria delle PMI “innovative” estendendo ad esse alcune delle agevolazioni previste per le start-up innovative.

In sintesi l’Investment Compact ha:

  • disciplinato la «pmi innovativa»;
  • introdotto alcune modifiche e novità nella disciplina delle Startup innovative.

Consulta il Decreto Legge

Tra gli ultimi interventi legislativi è sicuramente da annoverare il Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo” convertito con Legge del 21 giugno 2017, n. 96 e grazie al quale è stata estesa a tutte le piccole e medie imprese italiane, e non solo più alle start-up e alle Pmi innovative, la possibilità di raccogliere «capitali di rischio» sul web grazie al finanziamento collettivo.

Nel complessivo disegno del legislatore, l’equity crowdfunding è visto come uno strumento che può favorire lo sviluppo delle Startup e delle PMI innovative attraverso regole e modalità di finanziamento in grado di sfruttare le potenzialità di internet.

La disciplina dell’Equity Crowdfunding è contenuta nel regolamento del 26 giugno 2013 adottato dalla Consob, a seguito dell’emanazione del decreto crescita bis, con delibera n° 18592 e successive modifiche ed integrazioni.

Il regolamento (citato in altre pagine di questo sito come “Regolamento Consob”), dal titolo “Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line”, rappresenta il testo di riferimento per la disciplina dell’Equity Crowdfunding in Italia.

Consulta il Regolamento

Tra i testi di riferimento riveste sicuro interesse per le argomentazioni più spesso trattate anche nel Regolamento Consob il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, ossia il c.d. Testo Unico della Finanza che è possibile consultare dal link qui sotto esposto

Scarica il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58

Consulta la guida di riepilogo dal sito Consob

Scarica il Decreto 30 gennaio 2014 – Incentivi fiscali all’investimento in startup innovative

Di seguito i link di collegamento ai principali testi ufficiali relativi alla regolamentazione riguardante l’equity crowdfunding.

Normativa e Regolamento CONSOB
Startup Innovative
PMI innovative
Vantaggi fiscali
Normativa