1. COS’È IL CROWDFUNDING

INTRODUZIONE AL CROWDFUNDING

Il crowdfunding è un termine che deriva dall'unione delle parole inglesi crowd, ovvero folla, e funding, ovvero finanziare. In italiano quindi una traduzione appropriata del termine crowdfunding è finanziamento collettivo, ad indicare appunto un processo collaborativo in cui un gruppo di soggetti conferisce il proprio denaro per sostenere e finanziare gli sforzi di persone o di organizzazioni. Il finanziamento collettivo non è di per sé un'innovazione della new economy e ha radici molto lontane nel tempo, ma grazie all'introduzione e all'utilizzo di strumenti informatici nuovi - come internet, i pagamenti online e i social media - il crowdfunding ha trovato un grandissimo impulso, diventando un potente strumento finanziario per un vasto numero di persone. Grazie alle nuove tecnologie, infatti, sono nati numerosi portali web, come Opstart, che facilitano l'incontro tra chi ha un progetto ed è in cerca di capitali per realizzarlo e chi è interessato a finanziare quel progetto.

LE TIPOLOGIE DI CROWDFUNDING

La prima cosa che bisogna sapere è che esistono diverse tipologie di crowdfunding, a cui corrispondono tipologie diverse di piattaforme web che operano nel settore. Il principale fattore di distinzione è la ricompensa che i finanziatori ottengono in cambio del denaro conferito. Nel mercato possiamo distinguere tre macro-categorie di crowdfunding:

Donation based Crowdfunding: è il modello largamente utilizzato da enti ed organizzazioni no-profit, che si rivolgono alle folle per sostenere economicamente una causa sociale, etica o filantropica. Il donatore, per il contributo offerto a supporto della causa, non ottiene in cambio una ricompensa materiale se non una ricompensa simbolica. In questi casi, il finanziatore ha infatti un coinvolgimento quasi esclusivamente emotivo verso il progetto, di cui condivide una finalità morale o sociale.

Reward-Based Crowdfunding: è il modello maggiormente diffuso e utilizzato molto spesso per finanziare progetti artistici o per lo sviluppo di nuovi prodotti tecnologici. Il finanziatore riceve una ricompensa materiale per il suo contributo - anche se spesso di valore inferiore - che nella maggior parte dei casi gli verrà consegnata solo dopo diverso tempo. Questa tipologia di crowdfunding, infatti, si declina spesso in una prevendita, grazie alla quale il promotore del progetto ottiene le risorse finanziarie per sviluppare e produrre il bene o servizio che ha pre-venduto durante la campagna e che consegnerà successivamente ai finanziatori, prima di lanciarlo sul mercato.

Crowdinvesting: si parla di crowdinvesting quando il crowdfunding è declinato nella forma di un vero e proprio impiego del capitale in uno strumento in grado di generare la remunerazione del capitale stesso. Questa categoria di crowdfunding è diversa rispetto alle precedenti, poiché partecipando a una campagna di crowdinvesting il finanziatore effettua un investimento. Di conseguenza, le regole a cui devono sottostare i gestori dei portali online che si occupano di crowdinvesting sono molto più stringenti e le competenze necessarie alla loro gestione sono molto più specifiche. Quando si parla di crowdinvesting spesso si fa riferimento anche al termine fintech, con cui si intende l’incontro tra il settore finanziario e il settore tecnologico, connubio da cui nascono soluzioni finanziarie innovative sempre più accessibili e democratiche.

Ad oggi, in Italia, esistono tre metodologie di investimento di crowdinvesting: l'equity crowdfunding, il lending crowdfunding e il debt crowdfunding. Prima di descrivere nel dettaglio ciascun modello, ricordiamo al lettore che Opstart.it è leader nel settore ed è l'unico fintech hub che offre alle aziende e agli investitori tutti gli strumenti finanziari alternativi basati sul crowdfunding.

CROWDINVESTING: LA FINANZA ALTERNATIVA PARTE DAL CROWDFUNDING

Quando il crowdfunding incontra il settore finanziario e viene utilizzato dalle aziende come un canale alternativo per raccogliere capitali, e dagli investitori come asset class alternativa per diversificare il proprio portafoglio, si parla di crowdinvesting. Sotto questo cappello si trovano quindi le tre principali metodologie di crowdfunding viste che ricordiamo essere:

  • equity crowdfunding
  • debt crowdfunding
  • lending crowdfunding

Le piattaforme web che si occupano di crowdinvesting, come Opstart, devono essere autorizzate da Consob e da Banca d'Italia, e devono operare secondo la normativa vigente, cioè il Regolamento Europeo 1503/2020 in vigore da novembre 2023.

Equity crowdfunding

Attraverso questa metodologia di crowdfunding, startup e piccole e medie imprese (le “PMI”) hanno l'opportunità di raccogliere capitali dal crowd, offrendo in cambio dei titoli di partecipazione della società (quote se sono società a responsabilità limitata o azioni se sono società per azioni). Partecipando a una campagna di questo tipo, il finanziatore sottoscrive quindi una partecipazione al capitale sociale della società offerente, diventandone a tutti gli effetti un socio e acquisendo tutti i diritti che ne derivano, tra cui il diritto a partecipare alla distribuzione degli utili.

Per approfondimenti sull'equity crowdfunding, consulta il nostro blog a questo link.

Debt crowdfunding

Questa tipologia di crowdfunding consiste nel collocamento di obbligazioni e titoli di debito (quali ad esempio bond e minibond), emessi da PMI, presso il pubblico di investitori professionali e non professionali, attraverso un portale web. Crowdbond, attiva dal 2020, è la divisione di Opstart dedicata al debt crowdfunding.

Per approfondimenti sul debt crowdfunding, consulta il nostro blog a questo link.

Lending crowdfunding

Un altro modello di crowdinvesting è il lending crowdfunding, in cui i soggetti finanziatori (che possono essere sia persone fisiche sia giuridiche) prestano capitali ad un'impresa sottoscrivendo con essa un contratto di finanziamento. L'impresa, ricevute le risorse finanziarie, le dovrà poi restituire, maggiorate degli interessi concordati tra le parti, in un determinato periodo di tempo e con delle modalità preventivamente stabilite. Il lending crowdfunding viene spesso definito anche peer-to-peer lending, perché è un finanziamento erogato tra “pari” e non da un operatore finanziario professionale come ad esempio una banca. Le piattaforme online di lending crowdfunding regolano quindi l'incontro tra la domanda e l'offerta e facilitano il processo di stipula del prestito, automatizzando la restituzione del capitale e degli interessi nelle scadenze previste all'interno di un piano di ammortamento. Crowdlender è la divisione di Opstart dedicata a questo strumento finanziario.

Per approfondimenti sul lending crowdfunding, consulta il nostro blog a questo link.

IL RUOLO DEL PORTALE

Oltre agli investitori e alla società offerente, nel processo di crowdfunding un ruolo fondamentale è ricoperto dal portale, che è il mezzo attraverso cui avviene concretamente la raccolta di capitali. Il portale funge da facilitatore della raccolta ed è strutturato come una vetrina, dove vengono presentate agli investitori le diverse offerte pubbliche di investimento delle società offerenti. L'offerta è corredata da tutto il materiale utile al risparmiatore per effettuare la sua scelta con consapevolezza.

Per poter operare in questo settore, il gestore del portale deve richiedere l'autorizzazione alle autorità competenti (in Italia sono Consob e Banca d'Italia), e deve seguire la normativa vigente, ovvero il Regolamento (Ue) 2020/1503 e il Regolamento Consob n. 22720 del 1° giugno 2023. Una volta ottenuto il via libera, il portale dovrà operare sotto la loro vigilanza. Tutti i soggetti autorizzati ad operare sono iscritti ad un apposito registro, tenuto dall'autorità e consultabile qui. Oltre ai gestori autorizzati, possono gestire piattaforme di equity crowdfunding anche le banche e le imprese di investimento (SIM) già autorizzate alla prestazione di servizi di investimento.

L’IMPATTO SULL’ECONOMIA REALE

Il legislatore ha da subito intravisto nel crowdfunding uno strumento per incentivare lo sviluppo di startup e piccole e medie imprese, attraverso la mobilitazione dei capitali privati verso il tessuto economico del Paese. Un investimento in crowdfunding, infatti, è un investimento nell'economia reale, in grado di generare benefici ad ampio raggio. Con il termine economia reale, si intende il complesso delle attività finalizzate alla produzione, distribuzione e commercializzazione di beni e servizi che producono valore e creano ricchezza per la Nazione. L'economia reale è spesso messa in contrapposizione con l'economia finanziaria, intesa come economia basata esclusivamente su attività di carattere finanziario, quali a titolo di esempio l'impiego dei capitali in strumenti finanziari (titoli, azioni, obbligazioni, mutui, strumenti derivati, ecc.) per la loro remunerazione e/o la loro negoziazione. Per funzionare correttamente, un sistema economico deve trovare un equilibrio tra questi due settori, affinché sia possibile un'efficace allocazione delle risorse: l'economia reale non deve “soffrire” l'assenza di risorse finanziarie, utili alle aziende per investire e crescere, e all'economia finanziaria non deve mancare la remunerazione del proprio capitale. Nel concreto, però, ci sono moltissime situazioni in cui questo equilibrio cessa di funzionare. A volte queste situazioni sono contingenti, come ad esempio una fase di crisi economica, che genera sfiducia nel settore finanziario sulle capacità di rimborso e remunerazione del capitale delle aziende. In altri casi, invece, si tratta di carenze strutturali, che non derivano da cause esterne e provvisorie, ma sono “vuoti” fisiologici. Uno di questi vuoti riguarda il finanziamento dell'innovazione: il settore finanziario tradizionale fatica a finanziare l'innovazione, poiché essa richiede investimenti a medio lungo termine e ad alto rischio. In questo “fallimento” strutturale del mercato, lo strumento del crowdinvesting, interviene con efficienza per drenare capitali privati nei confronti del tessuto economico reale in maniera diretta e strutturata.

Un investimento in economia reale può portare ad una importante remunerazione, ma non solo. Investire in aziende e PMI in fase di crescita significa anche investire nel benessere economico del Paese, creare nuovi posti di lavoro e favorire una crescita sostenibile. La maggior parte delle società che troverai sul nostro portale apportano innovazioni importanti e hanno la potenzialità di plasmare il futuro del settore in cui operano. Investire in queste aziende, significa anche prendere parte a progetti in cui ti riconosci, che ti rappresentano e che rispecchiano la tua idea di futuro.

Naturalmente questo tipo di investimento non è privo di rischi. Come abbiamo già detto, si tratta di strumenti ad alta potenzialità e quindi ad alto rischio: in caso di fallimento dell’impresa, l’investitore può perdere in parte o per intero la somma investita. Inoltre, si tratta di investimenti a medio-lungo termine, avendo come riferimento temporale un periodo medio di investimento che può partire da 6 mesi quando si parla di lending, fino ad almeno 5 anni nel caso dell’equity. In questo lasso temporale, la società dovrà dimostrare di avere le capacità e la struttura per affrontare il mercato e generare i profitti previsti. Per un approfondimento su come mitigare il rischio dei tuoi investimenti in crowdfunding, puoi visitare la sezione Come investire.

COME NASCE E COME EVOLVE IL CROWDINVESTING

L’Italia è stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una legislazione specifica per quanto riguarda il crowdfunding, anche con l’obiettivo di rispondere alla crisi economica scaturita dopo il 2008 e con l’intenzione di dare nuova linfa alle piccole e medie imprese in fase di crescita (quelle che in seguito sono state inquadrate come “startup”). Il tessuto economico del nostro paese, infatti, è formato da numerose aziende di piccole e piccolissime dimensioni, che in molti casi avevano - e hanno tuttora - difficoltà ad accedere ai canali finanziari tradizionali, come ad esempio i finanziamenti bancari. In risposta a questa sentita esigenza, il governo italiano ha introdotto alcune norme dedicate alle startup con il decreto legge n. 179/2012 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221) recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese". Il provvedimento è noto anche come Decreto crescita bis ed è stato il primo passo anche verso la definizione di una completa legislazione per regolare e vigilare il settore dell’equity crowdfunding e la cui attuazione è stata successivamente delegata alla Consob, la Commissione nazionale per le società e la borsa.

Il Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line, adottato da Consob nel giugno 2013, ha rappresentato il complesso normativo che regola tutti gli aspetti e le procedure che devono rispettare i soggetti coinvolti in una raccolta di equity crowdfunding, ovvero l’investitore, la società offerente e il gestore del portale web.

A partire dall’11 novembre 2023, possono operare in Italia solo i fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese autorizzati secondo la normativa europea, come stabilito all’interno del Regolamento Consob n. 22720 del 1° giugno 2023 in materia di servizi di crowdfunding, in attuazione del Regolamento (Ue) 2020/1503. Il regolamento europeo ha di fatto aperto le porte a un mercato unico a livello europeo, delineando una normativa comune per tutti i portali autorizzati. In Italia, gli organismi deputati ad autorizzare e vigilare la messa in atto del Regolamento UE 1503/2020 sono Consob e Banca d’Italia.
Il Regolamento Europeo è consultabile a questo link.

IL MERCATO ITALIANO DEL CROWDINVESTING

Nella sezione Come nasce e come evolve il crowdinvesting, abbiamo evidenziato come l’Italia sia stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una disciplina specifica sul tema e, grazie a questo primato, il settore italiano ha avuto un grande sviluppo, soprattutto negli ultimi anni, favorendo la nascita e la crescita di numerose imprese innovative e non. Il Regolamento Consob è stato introdotto già nel 2013, ma il vero boom del settore è stato nel 2016, anno in cui hanno iniziato ad operare sul mercato diverse piattaforme, tra cui anche Opstart, con la prima campagna lanciata il 21 marzo 2016.
Nonostante l’epidemia di Covid 19, nell’anno 2020 il settore ha vissuto una crescita di circa il 65% rispetto all’anno precedente e l'ammontare totale di capitali raccolti in equity crowdfunding ha raggiunto la cifra record di oltre 100 milioni di euro, mentre il numero totale di progetti finanziati è stato pari a 160. Proprio nel 2020, Opstart si è contraddistinto come primo portale italiano per capitali raccolti, per un totale di 23,7 milioni di euro, cioè circa il 24% di tutto il mercato.

Per la prima volta dopo tanti anni, nel 2023 il mercato del crowdinvesting ha visto registrare un segno negativo: negli ultimi 12 mesi la raccolta complessiva di capitali si attesta su un modesto -1%, con € 343,79 milioni raccolti. Nello specifico, il calo riguarda soprattutto l'equity crowdfunding non immobiliare e i Minibond, mentre il lending crowdfunding continua a crescere e l'immobiliare traina il mercato.

In questo contesto, Opstart registra un equity crowdfunding index - ovvero l'indice calcolato dall'Osservatorio sul crowdinvesting del Politecnico di Milano e che rappresenta la rivalutazione media delle società proposte dai portali - superiore alla media. Nel 2023 l'indice di mercato è pari a 177,50, mentre l'indice specifico di Opstart è 230: oltre 50 punti superiore al dato nazionale! Questo significa che le società proposte dal nostro portale sono mediamente migliori rispetto al mercato e la loro valutazione cresce nel tempo a un ritmo più sostenuto. Per quanto riguarda invece il lending, un indicatore fondamentale è il confermarsi ad oggi del 100% di restituzione del capitale e degli interessi agli investitori: le aziende selezionate per questa tipologia di crowdfunding si confermano solide e in grado di corrispondere i pagamenti concordati nei tempi stabiliti.

Lo studio del mercato e l'analisi dei trend di settore sono possibili anche grazie al lavoro di associazioni di categoria, testate web settoriali e centri di ricerca specializzati. Di seguito forniamo i link delle principali organizzazioni che si occupano di fornire una panoramica del mercato italiano.

Crowdfunding buzz è una testata online che si occupa di tutto il settore del crowdfunding e fornisce delle statistiche del mercato aggiornate con costanza.

Qui trovate il sito web

Qui le statistiche.

AIEC, Assofintech e Eurocrowd sono le associazioni di categoria, di cui Opstart fa parte. Entrambe le associazioni si occupano di divulgare informazioni sul settore e di farsi portavoce delle necessità degli operatori nei confronti delle istituzioni.

Qui il sito di Assofintech

Qui il sito di AIEC

Qui il sito di Eurocrowd

Un importantissimo lavoro è svolto dalla scuola di management del Politecnico di Milano, con il suo Osservatorio EFI (Entrepreneurship, Finance and Innovation) e, nello specifico, con gli osservatori sul crowdinvesting o sui minibond, di cui Opstart è partner. Ogni anno questa istituzione pubblica il “Report italiano sul Crowdinvesting” avente ad oggetto informazioni e dati dell'anno precedente, ed è considerato uno dei documenti più completi e puntuali per analizzare l'andamento del settore.

Qui il sito web dell’osservatorio.

Qui il link per scaricare il Report 2023

2. COME INVESTIRE

Investire su Opstart è semplice e veloce. Non dovrai far altro che seguire questi passaggi:

  1. Registrati e completa il tuo profilo
  2. Effettua il questionario di conoscenza
  3. Scegli il progetto e fai l’ordine di investimento
  4. Perfeziona l’ordine effettuando il bonifico bancario

1. REGISTRAZIONE E PROFILAZIONE

Registrarsi a Opstart richiede pochi secondi, lo puoi fare dal tasto di login in alto a destra. Una volta registrato il tuo account, con le stesse credenziali potrai eseguire l’accesso Opstart.it e Crowdlender.it, i portali del nostro fintech hub. Terminata la registrazione, avrai accesso alla tua area riservata, dove dovrai completare il tuo profilo inserendo i tuoi dati personali e un documento di identità.

Vuoi investire come persona giuridica? Nessun problema! Nella sezione Profili di investimento della tua area personale puoi registrare una o più persone giuridiche con cui realizzare gli investimenti, completando i dati necessari e caricando la relativa visura camerale. Tutte le volte che effettuerai un investimento, avrai quindi la facoltà di selezionare il profilo di investimento desiderato con cui sottoscrivere gli strumenti finanziari.

2. TEST DI CONOSCENZA ED ESPERIENZA

Per iniziare ad investire è necessario effettuare il questionario di conoscenza, che si trova nella sezione omonima della tua area personale. Ti verranno poste alcune domande circa la tua conoscenza ed esperienza con il mondo finanziario e i tuoi obiettivi di investimento. Se il tuo livello di conoscenza sarà considerato non appropriato, il tuo account potrebbe essere sottoposto ad alcuni limiti di investimento. Per avere maggiori informazioni sul questionario visita consulta questa sezione. Nota bene: il test di ingresso è obbligatorio solamente per gli investitori non sofisticati. Se sei un investitore sofisticato (vedi definizione), puoi richiedere di essere validato come tale e non dovrai eseguire il test.

3. ORDINE DI INVESTIMENTO

A questo punto, puoi effettuare i tuoi investimenti. Non ti resta che selezionare il progetto scelto dalla pagina Investi, consultare il materiale informativo che accompagna l’offerta e procedere con l’ordine di adesione. Cliccando sul pulsante Investi, ti apparirà una schermata in cui dovrai scegliere il profilo di investimento a cui intestare lo strumento finanziario e l’importo che desideri investire. Il portale ti mostrerà automaticamente i dati relativi al tuo ordine e le coordinate bancarie dove effettuare il pagamento.

Sei incerto sull’ammontare da investire? Usa il calcolatore della capacità di sostenere le perdite che trovi nella prima schermata del processo di investimento. Inserisci i tuoi dati di reddito e patrimonio e scopri qual è il massimo investimento consigliato per te.

4. PAGAMENTO

Il tuo ordine è andato a buon fine! Ora non ti resta che perfezionare il tuo investimento eseguendo il bonifico alle coordinate bancarie che troverai nella schermata finale del processo d’ordine. Le stesse coordinate sono riportate nel documento di riepilogo dell’ordine inviato per email e sempre accessibile dalla tua area personale. Ricorda che l’ordine deve essere perfezionato entro 7 giorni lavorativi. Una volta ricevuto il bonifico, l’intermediario bancario ci avviserà e il nostro team ti darà conferma che l’operazione è andata a buon fine, tramite un’e-mail di conferma. Nella tua area personale lo stato dell’ordine risulterà confermato.

NOTA BENE: il bonifico bancario deve essere effettuato da un conto corrente intestato o cointestato al soggetto che ha effettuato l’investimento e la causale riportata deve essere la stessa indicata nelle istruzioni di disposizione a te fornite. In caso contrario potrebbero verificarsi problemi amministrativi nella riconciliazione del bonifico con l’ordine disposto.

COSA SUCCEDE DOPO L’INVESTIMENTO

ASSEGNAZIONE DEI TITOLI

Al termine del tuo investimento, la campagna di crowdfunding interessata con ogni probabilità è ancora in corso. Si dovrà quindi attendere la conclusione con successo della raccolta affinché la società offerente esegua le procedure amministrative di assegnazione dei titoli. Se hai sottoscritto una raccolta di equity crowdfunding, la visura camerale ti verrà inviata tramite email e caricata nella sezione Documenti post investimento della pagina progetto*. Se hai sottoscritto un’offerta di debt crowdfunding, i titoli ti saranno consegnati direttamente nel tuo conto deposito.

*Ti ricordiamo che se hai optato per il regime alternativo di intestazione delle quote, il tuo nome non comparirà direttamente nella visura camerale della società, ma al suo posto comparirà quello dell'intermediario Directa SIM quale intestatario in nome e per conto di tutti i soggetti che hanno scelto di utilizzare tale regime. Nel tuo dossier titoli di Directa Sim, troverai il certificato di proprietà della quota societaria sottoscritta.

REPORT POST OFFERTA

Opstart è l’unico portale a eseguire una attività di monitoraggio e reportistica post offerta. Per i tre anni successivi alla conclusione dell’offerta, pubblichiamo un report su ciascuna società che ha effettuato una raccolta di equity crowdfunding sul nostro portale. Questo documento è riservato ai soli investitori della campagna e reso disponibile nella pagina dedicata all’azienda, oltre che inviato tramite email.

CHIUSURA SENZA SUCCESSO

Se la campagna in cui hai investito non è andata a buon fine, l’importo da te versato ti verrà integralmente rimborsato mediante bonifico disposto sul conto corrente che hai utilizzato per il versamento senza aggravio di spese, né riconoscimento di interessi o penali.

INVESTIRE CONSAPEVOLMENTE IN CROWDFUNDING

Ecco alcune linee guida per investire in crowdfunding in maniera consapevole

Investire una piccola porzione. La prima e più importante regola da seguire nella tua strategia di investimento è quella di allocare solo una parte del tuo capitale in investimenti di crowdfunding, parte di cui sei in grado di sostenere l’intera perdita. Se sei in dubbio sull’ammontare da investire, puoi utilizzare il calcolatore messo a disposizione nel processo di investimento.

Diversificare. È buona regola diversificare il tuo portafoglio di investimenti, suddividendo il tuo capitale in diverse offerte, eterogenee per settore di competenza, tipologia di business e tipologia di strumento finanziario offerto. Applicare una strategia di diversificazione significa bilanciare il rischio ed evitare di legare il successo del proprio portafoglio a un solo investimento - o a pochi. È preferibile quindi effettuare investimenti di taglio piccolo, ma frequenti nel tempo. All’interno del fintech hub di Opstart puoi trovare proposte di equity, lending e debt crowdfunding, ma anche i percorsi di Crowdlisting e Crowdbridge.

Scegliere e informarsi. Prima di realizzare i tuoi investimenti, prenditi il tempo necessario per scegliere con consapevolezza dove allocare il tuo capitale. Ogni campagna è corredata da un set informativo specifico che ti aiuterà nella scelta. Per approfondire come funziona il portale puoi visitare la pagina Informativa relativa alla gestione del portale o la pagina Domande Frequenti. Per ulteriori approfondimenti sulle campagne in corso e i temi legati al crowdinvesting, ti consigliamo di visitare il nostro blog.

TUTELA DELL’INVESTITORE NON SOFISTICATO

L’investitore non sofisticato che decide di investire qualsiasi somma in crowdfunding può cambiare idea entro dei limiti temporali stabiliti. Tale periodo di riflessione pre-contrattuale decorre dalla data in cui l’investitore ha sottoscritto l’offerta e scade dopo 4 giorni di calendario. In questo periodo, l’utente può revocare la sua offerta in qualsiasi momento senza fornire alcuna spiegazione e senza incorrere in alcuna sanzione o penalità. Per esercitare la revoca da un’offerta, l’investitore non sofisticato dovrà semplicemente inviare un’email all’indirizzo revoca@opstart.it oppure all’indirizzo info@opstart.it, specificando il numero di ordine, l’intestatario dell’ordine e il nome del progetto in cui ha sottoscritto. Le informazioni sul periodo di riflessione e sulle modalità di revoca sono riportate nella pagina di ogni progetto e fornite tramite email all’investitore non sofisticato che esegue un ordine di investimento.

Qualora l’investitore abbia già perfezionato l’ordine tramite bonifico bancario, le somme bonificate saranno restituite senza addebito di spese né riconoscimento di interessi o penali.

GLI INVESTITORI SOFISTICATI

Il regolamento europeo 2020/1503 opera una distinzione tra investitori sofisticati e investitori non sofisticati, e introduce livelli differenziati di tutela delle due categorie. In particolare, gli investitori sofisticati sono per definizione maggiormente consapevoli dei rischi associati agli investimenti in crowdfunding e per questa ragione non sono tenuti a effettuare il test di verifica delle conoscenze. Inoltre, gli investitori sofisticati non sono sottoposti ai limiti di investimento e alle avvertenze sui rischi previsti per gli investitori non sofisticati. Infine, il periodo di riflessione pre-contrattuale non è previsto per gli investimenti eseguiti dagli investitori sofisticati.

Per essere validato come investitore sofisticato è sufficiente completare il form che trovi alla sezione Diventa investitore sofisticato presente nella tua area utente. Una volta effettuata la richiesta e fornita la necessaria documentazione, il team di Opstart effettuerà un verifica e procederà, in caso positivo, alla validazione del profilo. Tale validazione avrà una durata di due anni, decorsi i quali sarà necessario presentare nuovamente la richiesta.

Di seguito vengono descritte tutte le tipologie di investitori che possono essere validati come investitori sofisticati

  1. Persone giuridiche che soddisfino almeno uno dei seguenti criteri:
    • fondi propri pari almeno a 100 000 EUR;
    • fatturato netto pari almeno a 2 000 000 EUR;
    • bilancio pari almeno a 1 000 000 EUR.
  2. Persone fisiche che soddisfino almeno due dei seguenti criteri:
    • reddito lordo personale di almeno 60 000 EUR per anno di imposta, o un portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi in contanti e le attività finanziarie, di un valore superiore a 100 000 EUR;
    • l’investitore lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che richiede la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti, oppure l’investitore ha detenuto una posizione esecutiva per almeno 12 mesi nella persona giuridica di cui al punto 1);
    • l’investitore ha effettuato operazioni di dimensioni significative sui mercati dei capitali con una frequenza media di 10 operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti.0
  3. Le persone fisiche o giuridiche che si categorizzano come investitori professionali di diritto o su richiesta ai sensi dell’allegato II, sezione I, punti da 1) a 4) della direttiva 2014/65/UE e che forniscono una prova del loro status.

INVESTIRE IN EQUITY CROWDFUNDING

Prima di effettuare il tuo investimento in equity crowdfunding è importante conoscere alcune caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto di offerta.

Alto rischio. Investire in startup e PMI ad alto potenziale di crescita può portare a guadagni elevati, ma espone anche a un alto grado di rischio. Queste imprese innovative, infatti, non sono ancora consolidate e possono incorrere in periodi di crisi o addirittura fallimenti. L'investitore che partecipa ad una campagna di equity crowdfunding diventa socio dell'azienda di cui ha sottoscritto un titolo di partecipazione e quindi, in caso di fallimento della stessa, corre il rischio di perdere una parte o tutto il capitale apportato alla società. Per mitigare l'elevato grado di rischio, è bene adottare un'adeguata strategia di diversificazione.

Illiquidità. Gli investimenti realizzati in equity crowdfunding sono investimenti illiquidi. Le società che effettuano questo tipo di campagne non sono quotate e non esiste un mercato secondario per la negoziazione delle quote o azioni sottoscritte tramite tale metodologia di investimento. Di conseguenza, una volta acquisito un titolo di partecipazione sul portale, l'unico modo per rivenderlo è trovare in autonomia un potenziale acquirente. A tale scopo, Opstart mette a disposizione Crowdarena, la bacheca elettronica per lo scambio di quote o azioni sottoscritte mediante un'offerta di equity crowdfunding, uno strumento utile che ti permette di pubblicare un annuncio di vendita della tua partecipazione. Attenzione: Crowdarena facilita il percorso, ma non garantisce di trovare un acquirente interessato.

Lungo termine. Quando scegli la tua strategia di investimento in equity crowdfunding, tieni sempre a mente che si tratta di investimenti con un orizzonte temporale di medio-lungo termine. Come già detto, le imprese innovative hanno bisogno di capitali lenti e pazienti per generare un ritorno positivo. Società come Amazon, Facebook, Apple e Google, partite come startup e diventate nel tempo delle multinazionali di dimensioni enormi, ci hanno impiegato anni - a volte decenni - per diventare profittevoli. Per valutare il successo di un investimento in startup o PMI innovative devi considerare un'ottica temporale di almeno 5-7 anni.

MODALITÀ DI GUADAGNO

Investendo in una campagna di equity crowdfunding si diventa a tutti gli effetti soci della società offerente, apportando capitale in cambio di quote (o azioni) della società stessa. Ma quali sono le modalità di guadagno dal proprio investimento? Le vediamo insieme in questa sezione.

Per andare dritti al punto, l'investitore guadagnerà dal suo investimento grazie alla crescita dell'azienda stessa e quindi del suo valore. Una campagna di crowdfunding equity viene di solito realizzata nelle prime fasi di vita della startup o PMI, quando ancora l'impresa è in fase di crescita e sviluppo. Questo dà all'investitore le potenzialità di assistere alla rivalutazione della sua partecipazione nel tempo parallelamente al crescere e svilupparsi dell'azienda stessa, che, se rispetterà il suo piano di business, si assesterà e diventerà profittevole.

Per l'investitore ci sono due modalità per realizzare un ritorno economico concreto, ovvero mediante la distribuzione di utili o la vendita della propria partecipazione a un terzo soggetto.

La distribuzione di utili. Essendo socio dell'impresa, l'investitore dispone del diritto a partecipare alla distribuzione degli utili futuri, naturalmente in proporzione alla sua quota di partecipazione. Startup e PMI innovative, generalmente, non effettuano distribuzione di utili per alcuni anni, poiché spesso impiegano tempo a diventare aziende profittevoli e, nei casi in cui lo siano, utilizzano le risorse in eccesso per effettuare investimenti e spingere sull'acceleratore. Una volta assestato il business, però, la società può decidere di elargire dividendi e remunerare i soci.

La vendita delle quote. Un altro modo per ottenere la liquidazione del proprio investimento è vendere la propria quota. Si tratta di quella che spesso viene definita la exit, ovvero “l'uscita” dal proprio investimento. Ci sono diverse modalità con cui può avvenire la vendita e, a seconda della tempistica con cui avviene, l'investitore potrà avere una maggiore o minore soddisfazione del proprio investimento. Questo perché la valutazione di una società non è fissa nel tempo, ma subisce aumenti e diminuzioni. Di seguito elenchiamo alcuni eventi o modalità di vendita dei titoli:

  • Investitore terzo: una possibilità è quella di trovare autonomamente un terzo soggetto interessato ad acquistare la partecipazione societaria posseduta. Si tratta di una trattativa privata e le modalità di vendita saranno trattate tra le parti. Crowdarena è la bacheca elettronica di Opstart che facilita l'incontro tra investitori crowd e tramite essa è possibile pubblicare un annuncio di vendita della propria partecipazione.
  • Acquisto della società: di frequente startup e PMI di piccole dimensioni vengono acquisite da grandi gruppi o multinazionali interessate a diversificare il proprio business. La vendita della quota può quindi avvenire in questi casi nei confronti di un soggetto terzo più grande.
  • Riacquisto delle quote: in alcuni casi, i soci fondatori della società offerente stabiliscono delle clausole per il riacquisto delle quote a determinate condizioni.
  • Quotazione: il percorso di crescita di molte società sfocia in una quotazione in borsa o altri mercati regolamentati. Quando questo avviene, le azioni della startup o PMI diventano liquide e liberamente scambiabili all'interno di un mercato e secondo le condizioni determinate dalla domanda e dall'offerta di tali titoli. Questo è naturalmente un grande passo per la società offerente, che non deve necessariamente essere considerato un traguardo, ma anzi una prova in più della validità del proprio investimento. Opstart ha una sezione dedicata esclusivamente alle campagne di società destinate ad una loro futura quotazione. Si chiama Crowdlisting e la puoi visitare qui.

INVESTIRE IN DEBT CROWDFUNDING

I minibond sono obbligazioni o titoli di debito con scadenza a medio lungo termine emessi da società in cerca di capitali finanziari per promuovere la crescita e si configurano come una fonte di finanziamento alternativa al credito bancario. Per delineare maggiormente il concetto, prendiamo in prestito la definizione che utilizza l'osservatorio sui Minibond del Politecnico di Milano nel suo ultimo report dedicato a questo strumento: “i minibond sono titoli di debito - obbligazioni e cambiali finanziarie - emessi da società italiane non finanziarie, quotate e non quotate in borsa, in virtù delle novità normative introdotte dal 2012 in avanti”. L'osservatorio restringe ulteriormente il campo a quelle emissioni effettuate da Società per azioni, a responsabilità limitata o cooperative il cui importo sia inferiore ai 50 milioni di €. I minibond sono più facili da emettere, meno complicati e meno costosi dei sistemi di finanziamento tradizionali, e comportano importanti vantaggi sia per le PMI emittenti che per gli investitori, soprattutto in ambito fiscale. A differenza degli investimenti in equity crowdfunding, l'acquisto di minibond dà diritto alla restituzione del capitale investito, con la maggiorazione degli interessi stabiliti. Inoltre, la durata dell'investimento è limitata al periodo dell'ammortamento del prestito, di solito tra i 3 e 5 anni. Le società emittenti sono più consolidate e strutturate rispetto alle aziende che usufruiscono dell'equity crowdfunding, e per ciascuna emissione collocata tramite Crowdbond, il team di analisti di Opstart effettua un'accurata analisi del merito creditizio e della sostenibilità del debito, che viene pubblicata sulla pagina progetto della campagna insieme a tutto il set documentale. Queste caratteristiche rendono l'investimento in debt crowdfunding meno rischioso rispetto allo strumento dell'equity crowdfunding, seppur sia sempre necessario prestare molta attenzione ed essere consapevoli che esiste il rischio di perdita dell'ammontare investito.

LE CARATTERISTICHE DELL'INVESTIMENTO IN DEBT CROWDFUNDING

Come tutte le obbligazioni finanziarie e i titoli di debito, i minibond riconoscono un tasso di interesse agli investitori, erogato attraverso il pagamento di cedole periodiche, e il rimborso della quota capitale secondo quanto previsto dal piano di ammortamento. Vediamo di seguito le principali caratteristiche degli investimenti in debt crowdfunding:

Gli interessi. Il tasso di interesse può essere:

  • fisso, quando è costante per tutta la durata dell'ammortamento;
  • variabile, quando è soggetto a variazioni in base a parametri prestabiliti.
Il pagamento degli interessi può avvenire in diverse modalità:
  • con cedole periodiche, quando il piano di ammortamento prevede il pagamento degli interessi a cadenza regolare;
  • in un'unica cedola, generalmente si opta per questa soluzione quando gli interessi vengono corrisposti anticipatamente;
Modalità di rimborso. Il rimborso della quota capitale può avvenire in modalità diverse tra loro, le cui principali sono:
  • amortising, quando la quota capitale è restituita gradualmente, a scadenze regolari;
  • bullet, quando la quota capitale è restituita integralmente in un'unica soluzione alla scadenza del prestito;

Garanzie. I prestiti obbligazionari collocati tramite Crowdbond, la nostra divisione dedicata, spesso vengono accompagnati da una o più garanzie, che attenuano il rischio di credito dell'operazione.

Quotazione. In alcuni casi, le obbligazioni emesse possono essere quotate su alcuni mercati dedicati (ad esempio Vienna MTF), rendendo il titolo più liquido e dando la possibilità agli investitori di liquidare il proprio investimento prima della sua scadenza naturale.

Classe di rischio. Gli elementi che abbiamo appena descritto concorrono, insieme ad altri fattori, a determinare il livello di rischio associato allo strumento. Ciascuna offerta di debt crowdfunding presente su Crowdbond è accompagnata da una classificazione del rischio, su una scala da 1 (rischio molto basso) a 7 (rischio molto alto), eseguita secondo i criteri descritti in questa pagina e sintetizzata dall'indice ORI - Opstart Risk Index.

LE OFFERTE

Tutte le campagne in corso si possono trovare facilmente alla pagina Investi. Ciascuna offerta pubblicata su Opstart è corredata da alcune informazioni tecniche, una descrizione dettagliata dell'azienda e un set di documenti. Si distinguono per strumento finanziario e si possono riconoscere facilmente grazie al colore della scheda: verde per le offerte di equity crowdfunding, lilla per le offerte di debt crowdfunding e blu per le offerte di lending crowdfunding. Per maggiori informazioni su queste ultime, consulta direttamente il sito Crowdlender.it.

1. Equity crowdfunding

Le principali informazioni dell'offerta sono presenti nella schedina del progetto e sono:

Capitale raccolto: indica l'ammontare del capitale raccolto fino a quel momento mediante l'offerta.

Obiettivo minimo: altrimenti detto “target inscindibile”, indica l'ammontare minimo di capitale che deve essere raggiunto per considerare l'aumento di capitale valido e, di conseguenza, determinare il successo dell'offerta. È stabilito all'interno dell'atto di aumento di capitale e, quando non è stabilito, è pari all'investimento minimo sottoscrivibile.

Obiettivo massimo: indica il massimo ammontare di capitale che può essere raccolto mediante l'offerta. È una soglia stabilita dall'atto di aumento di capitale o da parte degli amministratori della società offerente, raggiunta la quale, non è più possibile investire.

Investimento minimo: è il minimo ammontare di capitale che l'investitore può sottoscrivere. È stabilito dall'atto di aumento di capitale o da parte degli amministratori della società offerente.

Le altre informazioni tecniche sono riepilogate nella sezione “Dettagli” di ciascuna offerta.

Inoltre, puoi approfondire la conoscenza del progetto e della società offerente leggendo quanto contenuto nelle sezioni “Il pitch”, “Perché investire”, “Roadmap” e il “Team”. Dalla sezione “Documenti”, invece, potrai scaricare il set documentale completo a corredo dell'offerta che comprende:

  • KIIS: un documento di poche pagine in cui sono riepilogati tutti i dettagli dell'offerta pubblica, le informazioni sulla società offerente e sui suoi amministratori, le informazioni sullo strumento finanziario offerto e i rischi ad esso connessi.
  • Pitch deck e/o Business Plan.
  • Atto di aumento di capitale.
  • Statuto societario.
  • Visura camerale.
  • Ultimi bilanci d’esercizio.
  • Altri documenti utili alla valutazione dell’offerta.

Per rimanere aggiornato sugli sviluppi dell'offerta, puoi seguire la sezione Aggiornamenti, dove vengono pubblicate news e approfondimenti. È anche possibile contattare il team della società offerente attraverso la sezione Contatta il team.

Tutte le offerte sono riepilogate nella pagina Investi, sempre accessibile dal menù principale, ed è possibile utilizzare i filtri laterali o la funzione Cerca per visualizzare quelle di tuo interesse.

2. Debt crowdfunding

Le principali informazioni dell'offerta sono presenti nella schedina del progetto e sono:

Capitale raccolto: indica l'ammontare del capitale raccolto fino a quel momento mediante l'offerta.

Tasso: la tipologia e l'ammontare del rendimento, espresso sempre come tasso lordo annuo.

Durata: indica la durata del tuo investimento, durante il quale riceverai il pagamento del capitale investito e degli interessi nelle scadenze stabilite secondo il piano di ammortamento.

Tipo prodotto: specifica la tipologia di strumento finanziario oggetto dell'offerta (bond, minibond, cambiale finanziaria).

Garanzie: indica la presenza o meno di una garanzia che accompagna l'offerta. L'offerta sarà secured, in presenza di una garanzia, oppure unsecured, in assenza di essa.

Classe di rischio: indica il livello di rischio dell'operazione, stabilito dall'analisi svolta dal team di analisti di Opstart attraverso la metodologia spiegata in questa pagina.

Inoltre, puoi approfondire la conoscenza del progetto e della società offerente leggendo quanto contenuto nelle sezioni “Azienda Emittente” e “Struttura finanziaria dell'emissione”. Dalla sezione “Documenti”, invece, potrai scaricare il set documentale completo a corredo dell'offerta che comprende:

  • KIIS: un documento di poche pagine in cui sono riepilogati tutti i dettagli dell'offerta pubblica, le informazioni sulla società offerente e sui suoi amministratori, le informazioni sullo strumento finanziario offerto e i rischi ad esso connessi.
  • Regolamento dell'emissione.
  • Visura camerale.
  • Atto costitutivo e statuto.
  • Bilanci relativi agli ultimi anni di attività.
  • Business Plan
  • Analisi finanziaria.
  • Scheda prodotto.

Tutte le offerte sono riepilogate nella pagina Investi, sempre accessibile dal menù principale, ed è possibile utilizzare i filtri laterali o la funzione Cerca per visualizzare quelle di tuo interesse.

3. Lending crowdfunding

Cliccando su una campagna di lending crowdfunding all'interno della sezione “Investi”, verrai reindirizzato nella pagina progetto dedicata alla società offerente sul portale Crowdlender, parte dell'hub di crowdinvesting di Opstart.

LE AGEVOLAZIONI FISCALI

Per i soggetti persone fisiche o giuridiche, che investono in Startup innovative, PMI innovative "ammissibili" e OIRC o altre società di capitali che investono prevalentemente in Startup o PMI Innovative o altre società di capitali, la legge di Bilancio 2017 ha riconosciuto in via permanente un’agevolazione fiscale sull’investimento.

Per le persone fisiche è prevista una detrazione dall’IRPEF pari al 30% della somma investita fino ad un massimo annuo pari a 1 milione di euro.

Per le persone giuridiche: deduzione dall’imponibile IRES pari al 30% della somma investita fino ad un massimo annuo di 1,8 milioni di euro.

Per beneficiare del vantaggio fiscale l’investimento deve obbligatoriamente essere mantenuto per tre anni (holding period) per non incorrere nella decadenza delle agevolazioni.

I benefici fiscali in capo agli investitori maturano in occasione della prima dichiarazione dei redditi successiva all’investimento. Esempio: per gli investimenti realizzati nel 2021 in una startup innovativa, il vantaggio fiscale è riconosciuto in occasione della dichiarazione dei redditi dell’anno 2022 relativa ai redditi maturati nell’anno 2021.

Nel caso di investimento in una startup innovativa, per godere del vantaggio fiscale, la società offerente deve mantenere lo status di startup innovativa per almeno 3 anni. Tuttavia, l’investitore non perde il diritto all’incentivo qualora la stessa perda tale status perché ha oltrepassato i cinque anni dalla sua costituzione o la soglia prevista dei 5 milioni di euro del valore della produzione annua o infine perché è quotata su una piattaforma multilaterale di negoziazione.

ATTENZIONE! NOVITÀ

A maggio 2020, nell’ambito delle misure covid, il Governo ha previsto nel Decreto Rilancio l’innalzamento al 50% di questi incentivi per gli investimenti effettuati da parte delle sole persone fisiche. In tal caso, l’investimento massimo agevolabile, per ciascun periodo d'imposta, è pari a euro 100.000 per i conferimenti effettuati in startup innovative mentre è pari a euro 300.000 per i conferimenti effettuati in PMI innovative “ammissibili”. Tale misura è concessa ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013 sugli aiuti de minimis ed è discrezionalità della società offerente permettere all’investitore di poterne usufruire. È infatti facoltà della stessa società offerente trasmettere, precedentemente all'effettuazione dell’investimento, la relativa richiesta per ogni investitore, mediante la procedura che prevede l’utilizzo dell’apposito portale del Ministero dello Sviluppo Economico. Pertanto solo in casi eccezionali, alcuni investitori, e su specifiche offerte, potrebbero godere di questo incentivo.

In ogni caso, si raccomanda agli investitori di confrontarsi con il proprio consulente fiscale, per la gestione delle agevolazioni fiscali spettanti in caso di investimento in società offerenti pubblicate da www.opstart.it.

IL QUESTIONARIO DI CONOSCENZA

Se vuoi investire sui portali del fintech hub di Opstart come investitore non sofisticato, prima di effettuare l’investimento dovrai compilare il questionario di verifica delle conoscenze. Durante la compilazione, ti verranno poste alcune domande circa la tua conoscenza, la tua esperienza, la comprensione dei rischi di base e i tuoi obiettivi di investimento. Questo passaggio non è richiesto se vuoi operare con un profilo di investimento validato come investitore sofisticato (tutte le informazioni a ). Attraverso le risposte fornite al questionario, il portale valuta l’appropriatezza del potenziale investitore non sofisticato: nel caso in cui l’utente non possieda sufficienti conoscenze, competenze o esperienza, il portale lo informa che gli strumenti proposti potrebbero essere inappropriati per lui e l’investitore sarà tenuto ad accettare espressamente una specifica segnalazione di rischio fornita dal portale. Inoltre, gli investitori non sofisticati considerati non appropriati potrebbero essere sottoposti a dei limiti sull’ammontare dell’investimento, pari a 1.000€ o al 5% del loro patrimonio netto calcolato attraverso il simulatore della capacità di sostenere le perdite (tutte le informazioni al capitolo successivo). Il questionario di verifica delle conoscenze deve essere eseguito prima di sottoscrivere un investimento attraverso la sezione dedicata all’interno della propria area utente. Il questionario dovrà essere ripetuto per ciascun profilo di investimento profilato come investitore non sofisticato ed ha validità per un periodo di due anni.

IL SIMULATORE DELLA CAPACITÀ DI SOSTENERE LE PERDITE

Per supportare gli investitori nella decisione di investimento, il portale mette a disposizione uno strumento dedicato a calcolare la capacità di sostenere le perdite. Puoi trovare questo strumento direttamente sulla prima pagina del processo di investimento. Ti verrà richiesto di inserire i dati relativi al tuo reddito netto e alla tua situazione patrimoniale, oltre che all’ammontare dei tuoi impegni finanziari. In automatico, il simulatore calcolerà il 10% del patrimonio netto risultante: questa cifra è la tua capacità massima di sostenere le perdite. Ti verrà quindi richiesto se intendi condividere questo risultato con il portale, ai fini di completare la corretta valutazione del tuo profilo. Il simulatore è uno strumento a supporto della tua decisione di investimento, la sua compilazione non è obbligatoria e, qualora il dato venga condiviso con il portale, la validità è di un anno.

IL REGIME DI INTESTAZIONE ALTERNATIVO DELLE QUOTE

Grazie ad un accordo tra Opstart e Directa SIM, società di intermediazione mobiliare italiana leader sul mercato da oltre 20 anni, puoi scegliere di investire usufruendo del Regime Alternativo di intestazione delle quote. L’esercizio di tale opzione, prevista espressamente dal comma 2-bis dell'art.100 ter del TUF (il Testo Unico della Finanza) e alternativa rispetto alla modalità di investimento ordinaria, permette, nell’ambito delle offerte condotte attraverso portali per la raccolta di capitali, di sottoscrivere quote rappresentative del capitale di piccole e medie imprese costituite in forma di società a responsabilità limitata tramite intermediari abilitati che effettuano la sottoscrizione in nome proprio ma per conto degli stessi sottoscrittori.

PERCHÉ SCEGLIERE IL REGIME ALTERNATIVO DI INTESTAZIONE QUOTE

Scegliendo questa opzione, qualora in futuro decidessi di vendere le quote sottoscritte (o parte di esse) potrai farlo:

  • Senza costi: non dovrai più rivolgere ad un professionista abilitato (e il tuo acquirente non dovrà sopportare le relative spese ed oneri di trasferimento);
  • In modo immediato: ti basterà effettuare una semplice comunicazione a Directa SIM che, dopo le opportune verifiche e l’accertamento che la transazione è correttamente avvenuta, provvederà a trasferire la titolarità delle quote al nuovo intestatario senza alcuna spesa ulteriore.

COME FUNZIONA

Al momento della sottoscrizione di un investimento su Opstart ti verrà richiesto di scegliere la modalità di intestazione delle quote. Potrai scegliere quindi tra

  • Regime Ordinario
  • Regime alternativo ex Art. 100 ter del TUF

Scegliendo il Regime Ordinario il tuo nome comparirà nella visura camerale della società offerente e per vendere o cedere la tua quota dovrai rivolgerti a un professionista abilitato, sostenendone i relativi costi, che possono arrivare anche fino a circa 1.000 euro.

Scegliendo il Regime Alternativo il tuo nome non apparirà nella visura camerale della società offerente. Le quote saranno intestate a te, per il tramite di un intermediario abilitato, nel nostro caso Directa SIM, che comparirà per tuo conto nella visura camerale. Per utilizzare il Regime Alternativo devi avere aperto un rapporto di conto su Directa SIM, nel quale verranno registrati i titoli sottoscritti (le quote) e mediante il quale potrai ottenere il certificato di titolarità degli stessi una volta conclusa la raccolta. L’apertura del rapporto di conto in qualità di persona fisica costa 15 euro mentre per le persone giuridiche il costo è di 80 euro e ogni investimento rubricato tramite il Regime Alternativo sostiene un costo di 30 euro.

Puoi aprire il tuo conto su Directa SIM cliccando qui. Successivamente, dovrai solo inserire il numero di conto nell’apposita sezione all’interno della tua area utente.

Nota bene: puoi effettuare il tuo investimento in Regime Alternativo anche senza avere già un conto con Directa Sim, tuttavia dovrai provvedere alla sua apertura entro 15 giorni dalla chiusura della campagna. Se infatti entro 15 giorni dalla conclusione dell’offerta, non avrai ancora completato l’iter di perfezionamento della rubricazione delle quote previsto da Directa Sim, la Società offerente provvederà all’intestazione delle quote da te sottoscritte mediante l’utilizzo del regime ordinario (ai sensi dell’articolo 2470, secondo comma, del codice civile e dall’articolo 36, comma 1-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e s.m.ii) ossia mediante il deposito della relativa comunicazione presso l’Ufficio del Registro delle imprese competente. In questo caso il tuo nominativo comparirà nell’elenco dei soci.

Termini e condizioni del servizio di Directa SIM

Art.100 ter del Testo unico della finanza (Decreto legislativo n. 58/1998 TUF)

Procedura di intestazione quote:

Se è la prima volta che scegli il regime alternativo di intestazione quote ex art. 100 T.u.f., l’intermediario abilitato Directa Sim dovrà effettuare una rapida procedura di identificazione della clientela ai fini della normativa antiriciclaggio.

In questo modo potrà aprirti il “conto dossier titoli” gratuito, nel quale saranno custodite le quote della società nella quale hai investito e tramite il quale in futuro potrai inviare gli ordini di vendita delle stesse.

Al termine di ogni campagna, ti sarà inviata un mail contenente un link che di collegamento al sito di Directa nel quale troverai pre compilati alcuni dei tuoi dati e dovrai solo completarlo con le informazioni mancanti.
Per ogni eventualità è disponibile h24 l’help desk di Directa Sim al numero +39 011 53 01 01

Nel caso in cui aprendo la pagina del link che ti abbiamo inviato, non trovi riporti i tuoi dati, abbiamo predisposto qui sotto trovi una guida con la semplice procedura che dovrai seguire.

Scegliere apertura conto Online (fortemente consigliato): identificazione tramite webcam e firma online del contratto – tempo stimato: 10 min.

L’APERTURA DEL CONTO DIRECTA SIM

Se è la prima volta che scegli di utilizzare il regime alternativo di intestazione quote ex art. 100 TUF., l’intermediario abilitato Directa Sim dovrà effettuare una rapida procedura di identificazione ai fini della normativa antiriciclaggio, effettuata la quale, potrà aprire il tuo “conto dossier titoli” gratuito nel quale saranno custodite le quote della società nella quale hai investito e mediante il quale, in futuro, potrai gestire gli eventuali ordini di vendita delle stesse.

Al termine di ogni offerta, ti sarà inviata una email contenente un link di collegamento al sito di Directa Sim nel quale troverai un form da completare con le informazioni mancanti.

Per ogni eventualità è disponibile H24 l’help desk di Directa Sim al numero 0110884141

Di seguito trovi una breve guida con la procedura che dovrai seguire per aprire il tuo conto. Ti consigliamo di scegliere l’opzione apertura conto Online (fortemente consigliato): identificazione tramite webcam e firma online del contratto – tempo stimato: 10 min..

Fase 1: Inserimento dati
Fase 3: Piano commissionale
Fase 4: Margini e Derivati
Fase 5: Normativa Antiriciclaggio
Fase 7: Profilo Utilizzo Quotazioni
Fase 8: Modalità Ricezione Contratto
Fase 9: Comunicazioni

Una volta completato questo primo step, dovrai inserire la foto del tuo codice fiscale e della tua carta d’identità/passaporto/patente in un apposito box oppure inviandola per mail a contratti@directa.it

Ultimo step: Identificazione online

I TITOLARI DI PROGETTO

Il soggetto che effettua una raccolta di capitali su uno dei portali del fintech hub di Opstart è detto titolare di progetto, o anche società offerente/emittente. Può presentarsi come candidato ad effettuare una raccolta di capitali sui portali di Opstart qualsiasi persona giuridica, indipendentemente dalle sue dimensioni aziendali, come previsto dal Regolamento EU 2020/1503.

Le società che si configurano come Startup o PMI innovative sono particolarmente incentivate ad eseguire una raccolta di equity crowdfunding, grazie alle importanti agevolazioni fiscali previste per gli investitori dalla normativa italiana. Chi investe in startup e pmi innovative, infatti, può usufruire di un beneficio fiscale pari al 30% del capitale investito, che può essere ulteriormente incrementato al 50% qualora il titolare di progetto ne faccia specifica richiesta. Per approfondire il tema delle agevolazioni fiscali, consulta questa sezione.

In conformità con il Regolamento EU 2020/1503 il portale non accetta come titolari di progetto i seguenti soggetti:

  1. i partecipanti al capitale che detengono il 20 %, o più, del capitale azionario o dei diritti di voto;
  2. i loro dirigenti o dipendenti;
  3. lqualsiasi persona fisica o giuridica collegata a tali azionisti, dirigenti o dipendenti da un legame di controllo quale definito all’articolo 4, paragrafo 1, punto 35), lettera b), della direttiva 2014/65/UE.

1) COSA SONO LE STARTUP INNOVATIVE: REQUISITI E CONTENUTI

Il D.L. 179/2012 chiamato Decreto Crescita 2.0 ha introdotto nel panorama imprenditoriale italiano le Startup innovative. «Le startup innovative sono società di capitali di diritto italiano, residenti in Italia … che rispondono a determinati requisiti ed hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico»

Quali requisiti hanno le Startup Innovative?

  1. Meno di 60 mesi di attività
  2. Sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’UE o in Stati aderenti SEE, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia
  3. Fatturato annuo inferiore a Euro 5 milioni
  4. Non distribuisce e non ha mai distribuito utili
  5. Oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
  6. Non siano costituite da atti di fusione, scissione societaria, cessione di azienda o di ramo di azienda
  7. Non sono quotate in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione

Quale contenuto hanno le Startup innovative?

Il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno uno dei tre seguenti criteri:

  1. Sostiene spese in ricerca, sviluppo e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione
  2. La forza lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale
  3. L’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) afferente all’oggetto sociale

Quali requisiti hanno le Startup a vocazione sociale?

Le Startup a vocazione sociale devono possedere gli stessi requisiti previsti per le Startup innovative e, inoltre, operare in settori che la legge italiana considera di particolare valore sociale e che possono essere ricondotti, in via principale, a:

  1. Assistenza sociale
  2. Assistenza sanitaria
  3. Educazione, istruzione e formazione
  4. Tutela dell’ambiente
  5. Valorizzazione del patrimonio culturale
  6. Turismo sociale

Leggi la Scheda di Sintesi della policy a sostegno delle startup innovative pubblicato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

2) COSA SONO LE PMI INNOVATIVE: REQUISITI E CONTENUTI

Cosa sono le PMI Innovative?

Il Decreto Legge 3/2015 (Investment Compact), convertito con la Legge 33/2015, ha assegnato larga parte delle misure previste a beneficio delle Startup innovative a una platea di imprese potenzialmente molto più ampia: le PMI innovative, vale a dire tutte le piccole medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione, dell’oggetto sociale e del livello di maturazione.

Quali requisiti hanno le PMI Innovative?

  1. Meno di 250 dipendenti
  2. Fatturato inferiore a 50.000.000€ o con attivo patrimoniale inferiore a 43.000.000€
  3. Almeno una sede produttiva o una filiale in Italia
  4. Almeno un bilancio certificato da un revisore contabile
  5. Non essere iscritte contestualmente al registro Startup innovative
  6. Non essere quotata su un mercato regolamentato

Quale contenuto hanno le PMI innovative?

Il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno 2 dei 3 seguenti criteri:

  1. Volume spese in ricerca, sviluppo e innovazione maggiore uguale al 3% del maggiore tra costo e valore totale della produzione
  2. Dipendenti o collaboratori per almeno 1/5 della forza lavoro con almeno i seguenti requisiti maturati anche all’estero: dottorato in ricerca, dottorando in ricerca, laurea con almeno tre anni di attività di ricerca certificata presso istituti pubblici o privati; oppure 1/3 della forza lavoro in possesso di laurea magistrale
  3. Titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione oppure titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività d’Impresa

Leggi la Scheda di Sintesi della policy a sostegno delle PMI innovative pubblicato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

NORMATIVA CONSOB

L’Italia è una delle prime nazioni in Europa ad essersi dotata di una normativa di riferimento, specifica ed organica, in materia di Equity Crowdfunding applicata a Startup e PMI grazie all’adozione, con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013, da parte della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (la Consob), di un apposito “Regolamento sulla raccolta di capitali tramite portali on-line”.

Ciò è avvenuto a seguito di un processo condotto in forma di pubblica consultazione e quindi in maniera collaborativa, con chiunque fosse interessato a fornire i propri commenti e le proprie valutazioni in merito alla materia trattata. Un processo di legislazione, pertanto, molto “innovativo” che ha portato alla definizione di un primo quadro giuridico attento alle richieste dei vari soggetti interessati.

Di importanza cruciale è stata altresì la definizione del quadro giuridico introdotto nel nostro ordinamento dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221) recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (noto anche come “Decreto crescita bis”) agli artt. 25-32.

In sintesi il Decreto crescita bis ha:

  • disciplinato la fattispecie della «Startup innovativa»;
  • introdotto e disciplinato nel Testo Unico della Finanza (il TUF) all’art.50-quinquies la figura del “gestore di portali per la raccolta di capitale per le piccole e medie imprese e per le imprese sociali” prevedendo di istituire presso la Consob un apposito registro e delegando alla stessa di determinare, con regolamento, i principi e i criteri relativi all’iscrizione nello stesso;
  • introdotto altresì, sempre tramite l’art. 50-quinquies del TUF, delega alla Consob al fine di determinare, sempre con regolamento, le regole di condotta che detti gestori devono rispettare nel rapporto con gli investitori nonché i poteri di vigilanza che la stessa Consob può esercitare per verificare l’osservanza delle disposizioni emanate e della relativa disciplina di attuazione.
  • introdotto all’art.100 ter del TUF la fattispecie delle ”offerte attraverso portali per la raccolta di capitali delegando sempre la Consob di determinare la disciplina applicabile;

Consulta il Decreto Legge

Tale decreto ha assunto la valenza di una policy organica che ha identificato nel sostegno all’imprenditoria innovativa un nuovo approccio di politica industriale; policy che si è evoluta ed arricchita con successivi interventi normativi, il Decreto Legge 28 giugno 2013, n. 76 (noto come “Decreto Lavoro”, convertito con Legge del 9 agosto 2013, n. 99) e più recentemente il Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3 (noto come “Investment Compact”, convertito con Legge del 24 marzo 2015 n. 33) che ha introdotto la categoria delle PMI “innovative” estendendo ad esse alcune delle agevolazioni previste per le start-up innovative.

In sintesi l’Investment Compact ha:

  • disciplinato la «pmi innovativa»;
  • introdotto alcune modifiche e novità nella disciplina delle Startup innovative.

Consulta il Decreto Legge

Tra gli ultimi interventi legislativi è sicuramente da annoverare il Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo” convertito con Legge del 21 giugno 2017, n. 96 e grazie al quale è stata estesa a tutte le piccole e medie imprese italiane, e non solo più alle start-up e alle Pmi innovative, la possibilità di raccogliere «capitali di rischio» sul web grazie al finanziamento collettivo.

Nel complessivo disegno del legislatore, l’equity crowdfunding è visto come uno strumento che può favorire lo sviluppo delle Startup e delle PMI innovative attraverso regole e modalità di finanziamento in grado di sfruttare le potenzialità di internet.

La disciplina dell’Equity Crowdfunding è contenuta nel regolamento del 26 giugno 2013 adottato dalla Consob, a seguito dell’emanazione del decreto crescita bis, con delibera n° 18592 e successive modifiche ed integrazioni.

Il regolamento (citato in altre pagine di questo sito come “Regolamento Consob”), dal titolo “Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line”, rappresenta il testo di riferimento per la disciplina dell’Equity Crowdfunding in Italia.

Consulta il Regolamento

Tra i testi di riferimento riveste sicuro interesse per le argomentazioni più spesso trattate anche nel Regolamento Consob il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, ossia il c.d. Testo Unico della Finanza che è possibile consultare dal link qui sotto esposto

Scarica il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58

Consulta la guida di riepilogo dal sito Consob

Scarica il Decreto 30 gennaio 2014 – Incentivi fiscali all’investimento in startup innovative

Di seguito i link di collegamento ai principali testi ufficiali relativi alla regolamentazione riguardante l’equity crowdfunding.

Normativa e Regolamento CONSOB
Startup Innovative
PMI innovative
Vantaggi fiscali
Normativa