Mercato delle criptovalute: cosa dice MiCA, la nuova regolamentazione europea

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Mercato delle criptovalute: cosa dice MiCA, la nuova regolamentazione europea

Maggio 31, 2023 Economia e Finanza

Il mercato delle criptovalute è esploso in maniera caotica e incontrollata negli ultimi dieci anni, ma ha posto numerosi problemi di sicurezza e di copertura giuridica sia dal lato dei gestori sia da quello degli investitori. La sua natura decentralizzata e la mancanza di regolamentazione, infatti, possono facilitare truffe, operazioni di riciclaggio di denaro, finanziamenti ad attività illecite e altri reati online e offline. 

Questo contesto ha reso necessario un intervento legislativo comunitario a livello europeo per definire regole standard per tutti i Paesi membri che rendessero tracciabili e trasparenti le transazioni sul mercato delle criptovalute.

Così è nato il regolamento MiCA, Markets in crypto-asset, approvato dal Parlamento europeo il 20 aprile 2023 per fornire un quadro normativo chiaro e uniforme per l’utilizzo e la commercializzazione delle criptovalute all’interno degli Stati membri dell’UE: è il primo quadro normativo per i cripto asset realizzato nel mondo.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede questa regolamentazione.

Le principali novità del MiCA per il mercato delle criptovalute

Il regolamento stabilisce soprattutto delle norme d’azione per i prestatori di servizi legati all’emissione e allo scambio di criptovalute e token, come emittenti, fornitori di portafogli virtuali ed exchange, senza però voler limitare eccessivamente le possibilità di innovazione nel settore. Si ispira fortemente alla regolamentazione MiFID degli strumenti finanziari, con cui condivide in larga parte le finalità.

Ecco i principali provvedimenti:

  • i prestatori di cripto servizi dovranno ottenere un’autorizzazione da un ente regolatore nazionale per essere inseriti in un registro centrale gestito dall’ESMA e poter operare in qualsiasi Stato membro;
  • per ottenere l’autorizzazione e operare con clienti europei, dovranno avere sede in Unione Europea, rispettare i requisiti di trasparenza e saranno soggetti alle autorità di vigilanza nazionali del Paese dove hanno sede;
  • la travel rule già utilizzata per le transazioni finanziarie tradizionali si applicherà anche alle transazioni cripto, perciò per una maggiore tracciabilità le informazioni sulla fonte e sul destinatario di ogni scambio di criptovalute devono essere memorizzate da entrambi i lati del trasferimento (sopra i 1000 euro la regola è valida anche per i portafogli in chiave privata, non ospitati su piattaforme di servizi);
  • i fornitori di cripto servizi dovranno rendere pubblico il loro consumo di energia, per monitorare e ridurre l’impatto ambientale delle criptovalute (i server necessari per le attività di mining, per esempio, richiedono spesso grandi quantità di energia);
  • i fornitori di servizi di custodia di chiavi private dovranno essere regolarmente registrati sulla blockchain e avere una specifica copertura assicurativa, e i loro asset dovranno essere separati da quelli dei clienti;
  • ai fornitori di cripto servizi si applicherà la normativa antiriciclaggio già prevista per le normali operazioni finanziarie.

A questo si aggiungono provvedimenti specifici per alcune tipologie di token, norme sulla prevenzione degli abusi di mercato e misure di salvaguardia per ridurre i rischi di fallimento degli operatori delle criptovalute.

In quali ambiti si applica il MiCA?

Il regolamento MiCA riguarda tre tipi di cripto-attività: 

  • ART (asset-referenced token, cioè token la cui stabilità si basa sul valore di altri asset come valute, materie prime, diritti o altri cripto asset)
  • ERT (e-money token, il cui valore è legato a quello di una singola valuta fiat)
  • Cripto asset diversi dai primi due, non legati a valori precisi e quindi privi di meccanismi di stabilizzazione (per esempio gli utility token). 

Dal punto di vista dei soggetti, ricadono sotto la giurisdizione del MiCA tutti i prestatori di servizi per queste cripto-attività, dalla custodia alla negoziazione, dall’amministrazione alla consulenza, dal trasferimento alla gestione del portafoglio, fino allo scambio di qualsiasi tipo.

Non ricadono sotto il regolamento MiCA gli operatori di DeFi, le operazioni legate agli NFT (Non Fungible Token), i cripto asset assimilabili agli strumenti finanziari (per esempio azioni) e le valute digitali delle banche centrali (assimilabili a valuta avente corso legale).

Entrata in vigore del regolamento sul mercato delle criptovalute

Il MiCA, per la sua natura di “regolamento”, è immediatamente vincolante per tutti gli Stati membri, infatti questo strumento giuridico non prevede alcun recepimento da parte dei singoli Stati. I prossimi passi sono l’approvazione del Consiglio Europeo e la pubblicazione in Gazzetta; dopodiché, ci sarà un periodo transitorio di 12-18 mesi in cui progressivamente gli Stati membri dovranno adattare le legislazioni nazionali e i soggetti coinvolti modificare le proprie strutture e modalità operative.

Stabilendo regole comuni e alzando il livello di tutela degli investitori e dei possessori di cripto-asset, il regolamento MiCA rende anche più attrattiva l’industria cripto europea nel suo complesso, favorendo investimenti e innovazione in ambito fintech.

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