Le opzioni di crescita di una startup in Italia nel 2022: una panoramica

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Le opzioni di crescita di una startup in Italia nel 2022: una panoramica

La finanza alternativa è una preziosa fonte di opzioni di crescita per una startup in Italia, e negli ultimi dieci anni sono aumentate sia le opportunità sia le piccole imprese che vi fanno abitualmente ricorso. La crisi finanziaria del 2008 e la conseguente difficoltà di accesso al credito per startup e PMI, infatti, hanno stimolato lo sviluppo di soluzioni alternative alle tradizionali fonti di credito. È così che si è delineato negli anni il variegato universo del crowdfunding, che è arrivato a comprendere oggi numerosi strumenti fintech con cui le startup possono finanziare la propria crescita senza passare da una banca, raccogliendo invece capitale da una moltitudine di investitori.

Le strade percorribili sono tante e accessibili tramite le piattaforme di crowdfunding autorizzate dalla Consob, molte delle quali raggruppano più opportunità diverse, come l’hub fintech di Opstart che dispiega nei suoi portali tutte le soluzioni del crowdfunding. Ma per fare chiarezza, ecco una panoramica di tutte le opzioni di crescita di una startup offerte dalla finanza alternativa:

  • Equity crowdfunding
  • Lending crowdfunding
  • Real estate crowdfunding
  • Debt crowdfunding
  • Crowdbridge
  • Legal action crowdfunding
  • Reward crowdfunding

Equity e lending crowdfunding per startup in Italia

Il report dell’Osservatorio crowdinvesting del Politecnico di Milano individua in equity e lending le due tipologie di crowdfunding più diffuse e con le maggiori potenzialità per le imprese. L’Italia è stato il primo Paese europeo a dotarsi di un regolamento specifico per l’equity crowdfunding, che quindi ha ben presto rappresentato una strada facilmente accessibile per startup e PMI e dal 2016 ha avuto una crescita vertiginosa.

L’equity crowdfunding è un finanziamento sotto forma di capitale di rischio: la società offerente raccoglie risorse da investitori che acquistano quote di partecipazione (con i relativi diritti patrimoniali e amministrativi) e andranno remunerati con gli eventuali dividendi aziendali. Questa opzione è la favorita delle startup innovative, con una prevalenza dei settori informazione e comunicazione e un target medio di raccolta di 190.385€.

La tipologia che ha realizzato finora più volumi di raccolta è però il lending crowdfunding, anche detto P2P (peer to peer) o social lending. È una forma di prestito: la società offerente raccoglie risorse dagli investitori, che in cambio ricevono degli interessi, oltre al rimborso del prestito. I finanziamenti possono riguardare sia persone fisiche sia imprese, e ad oggi i soggetti che più di tutti ricorrono a questo strumento sono coloro che vogliono raccogliere risorse per progetti immobiliari.

Il real estate crowdfunding, infatti, è in realtà una sottocategoria di equity e lending: i progetti immobiliari richiedono risorse ingenti e sono un’ottima opportunità di investimento, perciò questo è un settore che sfrutta molto la finanza alternativa ed è fra i più vivaci nel crowdfunding italiano.

Debt crowdfunding

Il debt crowdfunding è la risorsa più recente, introdotta nel 2019, e permette alle imprese di collocare obbligazioni e titoli di debito (per esempio Minibond) attraverso una campagna di crowdfunding rivolta a investitori professionali e a specifiche categorie di investitori retail.

Crowdbridge e Legal action crowdfunding

L’hub fintech di Opstart, infine, ha registrato il marchio di due nuove opportunità per PMI e startup in Italia. Crowdbridge è una speciale tipologia di lending crowdfunding a disposizione delle società impegnate in una campagna di equity crowdfunding che ha raggiunto l’obiettivo diverso tempo prima della scadenza temporale della raccolta: attraverso un “finanziamento ponte” (bridge) queste società possono avere immediata disponibilità di risorse per i loro progetti, con la certezza di poter poi ripagare il prestito con le risorse dell’equity.

Il Legal action crowdfunding, invece, permette di finanziare le spese di un’azione legale tramite una campagna di equity o lending crowdfunding, remunerando o rimborsando gli investitori con i proventi della vincita della causa.

Reward crowdfunding

A differenza delle precedenti tipologie, il reward crowdfunding non rientra nella categoria del crowdinvesting, perché non è uno strumento in grado di generare remunerazione del capitale: le campagne di reward sono utili per finanziare progetti artistici o lo sviluppo di prodotti tecnologici, e prevedono che i finanziatori ricevano in cambio del loro contributo economico il bene o servizio sviluppato grazie alle loro risorse.

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