Il Club Deal è una modalità di investimento che si colloca in una zona intermedia tra investimento individuale e forme più strutturate di private equity. Rientra tra le operazioni di finanza alternativa a cui le aziende e gli investitori possono accedere per realizzare operazioni su aziende non quotate.
Capire che cos’è un Club Deal è utile sia per chi investe, perché consente di valutare un modello di investimento basato sulla collaborazione e sulla condivisione del rischio, sia per le aziende, che possono trovarvi una modalità alternativa e flessibile per raccogliere capitali e competenze.
In questo articolo analizziamo il funzionamento dei Club Deal, le loro caratteristiche principali e dove si collocano nel panorama della finanza alternativa.
Un Club Deal è un’operazione di investimento in cui più investitori decidono di unire le proprie risorse per finanziare uno specifico progetto o un’azienda, agendo come un gruppo coordinato anziché come singoli soggetti. A differenza di un fondo di investimento, che ha mandato di raccogliere capitali e poi investirli in vari asset in autonomia nel corso del tempo, il capitale viene raccolto per una singola operazione ben definita, con un obiettivo chiaro e un orizzonte temporale prestabilito.
Il tratto distintivo del Club Deal è la partecipazione attiva degli investitori, che non si limitano a conferire capitale ma, in molti casi, condividono anche competenze, relazioni e visione strategica. Proprio per questo, il Club Deal viene spesso utilizzato per operazioni che richiedono un elevato livello di fiducia reciproca e di allineamento sugli obiettivi.
Questo modello nasce storicamente nell’ambito del private equity e del real estate, come strumento utilizzato da investitori professionali per accedere a operazioni di dimensioni rilevanti senza dover ricorrere a fondi strutturati. Nel tempo, questo modello si è evoluto e ha iniziato a diffondersi anche tra investitori con profili diversi, mantenendo però una caratteristica fondamentale: il numero limitato di partecipanti.
Oggi i Club Deal trovano applicazione in diversi settori, dall’investimento in PMI e startup mature fino a progetti immobiliari o industriali. La loro diffusione è legata alla crescente ricerca di soluzioni di investimento più trasparenti, mirate e flessibili rispetto ai canali finanziari tradizionali. Per un’impresa non quotata, infatti, è una strada per raccogliere capitale senza fare debito.
Dal punto di vista operativo, un Club Deal viene spesso realizzato attraverso un veicolo di investimento dedicato, come una società veicolo (SPV – Special Purpose Vehicle). Questo soggetto raccoglie i capitali degli investitori e li convoglia nell’azienda target, semplificando la gestione amministrativa e societaria dell’operazione.
Il capitale viene raccolto con l’obiettivo di finanziare una singola operazione, che può consistere, ad esempio, in un aumento di capitale, in un’acquisizione o nello sviluppo di un progetto specifico. L’orizzonte temporale è di norma medio-lungo e viene definito fin dall’inizio, insieme alle modalità di uscita dall’investimento.
In un Club Deal sono generalmente coinvolti tre attori principali. Il primo è il promotore dell’operazione, definito lead investor. Si tratta del soggetto che individua l’opportunità di investimento, struttura l’operazione e coordina il gruppo degli investitori. Il suo ruolo è centrale, perché funge da riferimento sia per gli altri investitori sia per l’azienda target.
Il secondo attore è rappresentato dagli investitori partecipanti, che aderiscono al Club Deal conferendo capitale secondo le modalità e i tempi stabiliti. Possono essere investitori privati, imprenditori, manager o soggetti con competenze specifiche nel settore dell’operazione. Il numero è solitamente contenuto, proprio per garantire una gestione più diretta e relazioni più strette tra i partecipanti. Gli investitori, a seconda della struttura scelta per l’operazione, possono avere diritti informativi, di voto o di veto su alcune decisioni strategiche. Questo equilibrio tra centralizzazione e partecipazione consente di mantenere l’operatività efficiente, senza rinunciare alla trasparenza e al coinvolgimento degli investitori.
Infine, c’è la società target, ovvero l’impresa o il progetto che riceve l’investimento. Per l’azienda, il Club Deal non è solo una fonte di capitali, ma anche un canale di accesso a competenze e relazioni che possono supportarne la crescita.
Il Club Deal può essere confuso con altre forme di investimento collettivo, come i fondi di investimento nella finanza tradizionale e il crowdfunding nella finanza alternativa.
Nei fondi d’investimento tradizionali il capitale viene raccolto in modo continuativo e gestito da un soggetto professionale secondo una strategia di investimento ampia e diversificata. L’investitore affida quindi la gestione a un intermediario, con un livello di controllo diretto limitato sulle singole operazioni. Nel Club Deal, invece, l’investimento è mirato a una singola operazione e gli investitori decidono direttamente come impiegare il capitale.
Nel crowdfunding, invece, ogni operazione è aperta a una platea ampia e indifferenziata di investitori online, con ticket di ingresso generalmente contenuti e processi standardizzati. Il rapporto tra investitori e azienda è mediato da piattaforme come Opstart e il coinvolgimento diretto dei singoli è limitato. Il Club Deal, al contrario, coinvolge un numero ristretto di investitori, con ticket mediamente più elevati e una relazione più diretta con l’operazione.
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