Reward crowdfunding: l’altra faccia delle raccolte crowd

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Reward crowdfunding: l’altra faccia delle raccolte crowd

settembre 06, 2023 Economia e Finanza

Il reward crowdfunding è una tipologia di raccolta di finanziamenti che non rientra nel sottoinsieme del “crowdinvesting”, perché a differenza di equity, lending e debt crowdfunding non prevede una remunerazione del capitale. Chi sostiene una campagna di reward crowdfunding, quindi, non fa un vero e proprio investimento, bensì contribuisce alla realizzazione di un prodotto in cambio di una ricompensa di vario genere, che non è una remunerazione economica. 

Le prime piattaforme di crowdfunding, sia in Italia sia nel resto del mondo, erano improntate proprio sul modello del reward crowdfunding, utilizzato soprattutto per sostenere la produzione di opere artistiche, progetti culturali e oggetti tecnologici. 

Reward crowdfunding: come funziona

Il reward crowdfunding viene utilizzato principalmente per finanziare lo sviluppo di prodotti, perché per sua natura è meno adatto al finanziamento di servizi.

Una società che abbia bisogno di risorse economiche per realizzare un nuovo prodotto può lanciare una campagna di reward crowdfunding per cercare sostenitori per il progetto. Per trovarli, deve offrire un “reward”, cioè un “premio”, una ricompensa per il sostegno. Di solito questo premio è il prodotto stesso a un prezzo scontato, in anteprima, in versione speciale o personalizzata o tutte le possibili variazioni sul tema. Questo perché le persone che possono avere interesse a sostenere la realizzazione di un prodotto sono le persone interessate al prodotto stesso, che lo acquisterebbero se fosse sul mercato.

Il reward deve essere proporzionato all’importo versato e spesso viene anche modulato in base al momento in cui avviene la partecipazione alla campagna: chi partecipa fra i primi ottiene un reward più consistente, in modo da incentivare il sostegno immediato e raccogliere i finanziamenti più in fretta.

Si propone, quindi, una sorta di pre-acquisto, che garantisce l’accesso a un privilegio precluso a quanti invece acquisteranno il prodotto solo dopo il lancio ufficiale sul mercato.

Al termine della campagna di reward crowdfunding, infatti, la società deve utilizzare il denaro raccolto per realizzare il prodotto e far avere ai sostenitori il reward promesso: il rapporto tra società e sostenitori è di totale fiducia, in quanto non c’è un contratto o un soggetto terzo a garantire l’adempimento delle promesse. 

I vantaggi del reward crowdfunding

Il grande vantaggio del reward crowdfunding è la possibilità di fare un test di mercato per un prodotto mentre contemporaneamente si raccolgono i fondi per realizzarlo. Prima di spendere ingenti capitali per realizzare un prodotto, pubblicizzarlo e venderlo, si ha l’opportunità di verificare l’esistenza di una domanda per quel prodotto.

I sostenitori, inoltre, diventano una community preziosa da cui ricevere feedback sul prodotto stesso, in base ai quali fare eventuali aggiustamenti prima della commercializzazione. Capire in anticipo su quali aspetti puntare di più con il marketing e su quali invece lavorare per migliorare permette di risparmiare molto tempo e denaro e ridurre il margine di rischio.

È particolarmente utile per startup o comunque società giovani, che devono ancora trovare la propria direzione o che non possiedono ancora un e-commerce e possono in questo modo evitare di sostenerne i costi prima di sapere se il prodotto avrà effettivamente un mercato.

Una campagna di reward crowdfunding, però, può anche essere realizzata come parte del piano di marketing per il lancio di un nuovo prodotto di una linea già esistente o di un’azienda già affermata, per puntare sull’effetto community e sull’elemento esperienziale.

L’aspetto critico del reward crowdfunding è l’importanza di assicurarsi di essere in grado di mantenere le promesse fatte ai sostenitori: se a fine campagna la società si rende conto di aver calcolato male i fondi necessari per la realizzazione del prodotto e dei reward, la perdita di fiducia dei sostenitori e il danno d’immagine possono avere conseguenze irreversibili.

Differenze tra crowdfunding

La principale differenza tra il reward crowdfunding e le tre tipologie di crowdinvesting che abbiamo citato in apertura (equity, lending, debt) è il fatto che il reward crowdfunding non è uno strumento finanziario che offre una remunerazione del capitale. Dopo la conclusione della campagna e la consegna del reward, non c’è alcun obbligo economico che lega la società ai sostenitori. 

Per questo motivo, il reward crowdfunding non ha una regolamentazione rigida come le altre tipologie, né particolari barriere all’ingresso per verificare la consapevolezza e le competenze dei partecipanti. Sia per le società, sia per i sostenitori, le procedure sono più semplici.

La partecipazione a una campagna reward, perciò, è spesso più istintiva che razionale, mossa da motivazioni emotive e non da particolari valutazioni sul ritorno che si può ottenere: i sostenitori delle campagne crowd somigliano a veri e propri “fan” di un brand, di un artista o di un prodotto e non è raro che siano esperti o addetti ai lavori del settore merceologico di riferimento. Un altro caso frequente è quello della motivazione etica, che è alla base del sostegno alla realizzazione di opere artistiche o culturali di rilevanza sociale.

Anche gli investitori di campagne equity, lending o debt crowdfunding sono spesso persone vicine alla società offerente (amici, familiari, parenti, clienti, fornitori e altri stakeholder), ma la partecipazione tende a essere più ragionata e/o inserita in un portafoglio di investimenti strutturato.

Questo scenario fa sì che solitamente il taglio medio del versamento nel reward sia più basso rispetto a quello delle campagne equity, lending o debt e non ci siano investitori istituzionali tra i sostenitori.

Tutti questi strumenti non si escludono necessariamente l’un l’altro e possono essere opportunità che si integrano da un lato nei piani di crescita aziendale e dall’altro nelle modalità di impiego del capitale privato.

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