Investimenti innovativi? Scopri le campagne di equity crowdfunding su Opstart

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Investimenti innovativi? Scopri le campagne di equity crowdfunding su Opstart

Febbraio 23, 2023 Equity Crowdfunding

Sei alla ricerca di investimenti innovativi, ma non sai da dove iniziare? Il nostro webinar è un ottimo punto di partenza: questa settimana abbiamo ospitato un appuntamento digitale con tre delle società in campagna di equity crowdfunding su Opstart.
Si è parlato di riabilitazione innovativa e tecnologica, di turismo pet-friendly e, addirittura, della nascita di una nuova disciplina sportiva.

Hanno dialogato con noi:

  • Giuseppe Recchia, CEO di Digital Rehab
  • Carlo Pampirio, Founder e Amministratore di Dolidays
  • Simone Cacciamani, CEO & Direttore Tecnico e Commerciale di Tamboo

Non hai visto il webinar? Nessun problema: puoi guardare la registrazione e leggere questo articolo per un rapido recap dei punti chiave.

Digital Rehab: gli investimenti innovativi per rivoluzionare il mondo della riabilitazione

Una delle pratiche più importanti della medicina è la terapia riabilitativa, che permette ai pazienti di recuperare funzioni motorie o cognitive perse in seguito, per esempio, a un trauma. La riabilitazione, la cui base è l’esercizio, oggi incontra tre principali ostacoli:

  • la necessità di riabilitazione è superiore all’offerta dell’assistenza sanitaria: la popolazione sta invecchiando e le malattie croniche sono in aumento – senza contare le difficoltà che spesso alcuni pazienti incontrano nel raggiungere il luogo in cui viene fatta la terapia.
  • C’è poi un problema di misurazione: mentre è semplice misurare in modo preciso parametri come la glicemia e il colesterolo, è invece difficile misurare l’effettivo recupero a seguito della riabilitazione. Misurazione che spesso, inoltre, viene fatta a occhio dal medico o fisioterapista.
  • Infine c’è un tema di coinvolgimento del paziente: la riabilitazione è un esercizio ripetuto e ripetitivo che può portare il paziente ad annoiarsi e ad abbandonare l’attività.

Per rispondere a queste problematiche, è stata introdotta in un primo tempo la teleriabilitazione, diffusa soprattutto in periodo pandemico: il fisioterapista – da remoto e servendosi di una piattaforma di videoconferenza – dà delle istruzioni al paziente e lo corregge e osserva eventuali miglioramenti.
Una soluzione chiaramente limitata rispetto alle possibilità delle moderne tecnologie.

Proprio qui entra in gioco Digital Rehab: questa startup innovativa è stata fondata da esperti di riabilitazione, ingegneria, medicina e da due società, HEALTHWARE VENTURES S.R.L. – a sua volta parte di HEALTHWARE GROUP, una delle più importanti società mondiali nel campo della digital health – DAVI DIGITALMEDICINE S.R.L., startup innovativa con esperienza in questo settore.

Alla base della prima proposta digitale per la riabilitazione – Aureha – c’è il dato: è stato sviluppato un sistema che misura i movimenti che il paziente fa, grazie a una maglia e dei pantaloni con sensori.
Sul pc del paziente viene visualizzato un programma di serious game, ovvero un insieme di giochi basati su un algoritmo proprietario. Il paziente fa quindi gli esercizi con l’obiettivo di portare a termine e vincere un gioco: tutti i suoi movimenti vengono infatti riprodotti da un avatar sullo schermo e sono finalizzati a compiere un’azione nel gioco. Parallelamente ogni gesto è pensato da un fisioterapista per una finalità riabilitativa.

La terapia, in questo modo, non si misura più a occhio, ma grazie ai dati, che possono portare a un’osservazione oggettiva dei miglioramenti e anche degli errori, che possono essere prontamente corretti. Allo stesso tempo il paziente non si annoia e l’accesso viene facilitato: la riabilitazione viene fatta a casa sua.
Infine, il fisioterapista può supervisionare un numero di pazienti maggiore, andando a risolvere anche la problematica dello squilibrio tra domanda e risposta.

I punti chiave di Digital Rehab:

  • Il settore di riferimento – quello delle terapie digitali – è emergente e ha un tasso di crescita pari al 31% annuo, con una previsione di 13 miliardi di dollari entro il 2026;
  • il team di ricerca include sia medici, fisioterapisti e ingegneri biomedici con esperienza pluriennale nella riabilitazione motoria e nelle terapie digitali;
  • il serious game è già stato testato con successo al Bambin Gesù di Roma;
  • la sperimentazione è già stata fatta su piccoli numeri. Partirà la sperimentazione clinica confermatoria e sarà completata entro il 2024;
  • la società è una startup innovativa: chi sottoscrive investimenti innovativi ha diritto agli incentivi fiscali del 30%.

Giuseppe Recchia, CEO di Digital Rehab, è stato intervistato per il nostro blog: leggi l’intervista!

Tamboo: l’investimento alternativo per il settore del fitness

L’idea di Tamboo nasce dall’intuizione di Valentina Pierandrei, professionista del mondo della danza e del fitness, che ha trasformato la danza tribale in disciplina sportiva. Non esisteva nulla di simile nelle palestre: partita con dei prototipi di tamburo, Pierandrei ha avviato una sperimentazione in 12 palestre nelle zone di Macerata e Ancona. In breve tempo sono state le palestre stesse a cercare lei e il numero di utenti è aumentato verticalmente.
Da questo primo feedback prende vita l’idea di fondare una startup innovativa nel 2022 e il successivo sviluppo del tamburo, il Tamboo. In secondo luogo, la società e ha avviato una sperimentazione in circa 20 palestre: il feedback è stato così positivo che 5 palestre hanno già sottoscritto l’equity crowdfunding, mentre altre sono in fase di trattativa.

Il progetto industriale, attualizzato dopo la pandemia, si basa su asset precisi: marchio e metodo sono depositati, è stata scritta un’opera inedita descrivendo la disciplina; sulla base di questo metodo si formano le lezioni, che saranno poi distribuite agli istruttori.
Se per il momento esiste la versione “fitness” di questa disciplina, in programma c’è lo sviluppo di diverse varianti, anche allo scopo di coprire i target più diversi: da quella per bambini, a quella per anziani, da quella zen a quella tecno, per citarne solo alcune.

Il Tamboo, ovvero lo strumento, restituisce vibrazioni alla percussione: non suona, non si percuote soltanto nella parte piatta e può essere usato per svolgere anche esercizi, come pesi, addominali, stretching. Sono già inoltre in programma degli sviluppi futuri: sarà un oggetto multimediale che consentirà l’acquisizione di dati per restituire al fruitore un feedback sul suo allenamento.

Le palestre, per poter insegnare Tamboo, dovranno formarsi e ricevere una certificazione. La disciplina potrà essere eseguita anche con un tamburo normale, ma gli esercizi ad hoc richiederanno l’utilizzo del Tamboo, acquistabile da parte delle palestre. Ma sarà anche possibile l’acquisto al singolo istruttore o all’utente finale, che potrebbe decidere di comprarsi un attrezzo personale, per allenarsi anche da solo.

I punti chiave di Tamboo:

  • il Business Plan è pensato in modo molto prudenziale: se l’azienda non dovesse ottenere risultati migliori di quanto stimato, si prevedono comunque dei ritorni importanti per gli investitori;
  • la startup è stata validata più di una volta e con un feedback positivo;
  • le palestre sono alla continua ricerca di novità, per attrarre nuovi clienti. Tamboo permette di allenarsi divertendosi;
  • la proposta commerciale è sostenibile e scalabile: con meno di 2000 euro sarà possibile avviare il corso, con istruttore formato e attrezzi;
  • i processi produttivi dell’attrezzo sono facilmente replicabili e i materiali scelti sono ecosostenibili;
  • la fase prototipale è già al 60% ed è in fase di completamento;
  • il piano di crescita prevede un consolidamento nell’area centro Italia, per poi proseguire con l’espansione al resto del Paese e in Europa;
  • la società è una startup innovativa: chi sottoscrive investimenti innovativi ha diritto agli incentivi fiscali del 30%.

Dolidays: investimenti innovativi per chi viaggia con gli amici a 4 zampe

Dolidays si rivolge al mondo del pet-tourism.
I soci fondatori hanno oltre 30 anni di esperienza nel settore della gestione immobiliare: partiti con la Colletta di Castelbianco, hanno fatto parte del movimento delle aquile solitarie, permettendo a professionisti che lo desiderassero di abbandonare le metropoli per trasferirsi in luoghi a misura d’uomo, rimanendo connessi grazie alle tecnologie.
Successivamente, hanno iniziato a realizzare complessi con forte commistione tra residenziale e servizi per il turismo. Da qui nasce Dolidays: il team si è reso conto di un aumento del numero di persone in vacanza con i propri animali.
Così è stata creata la piattaforma di booking, che permette ai padroni di trovare le strutture ricettive pet-friendly e alle strutture stesse di essere individuabili e di semplificare la parte della gestione burocratica.

Il mercato di riferimento in cui Dolidays si inserisce è molto ampio: il numero degli animali da compagnia ha raggiunto i 15 milioni, una presenza che comincia a farsi sentire anche nel mondo del turismo. Se vengono considerati i 60 milioni di viaggiatori, sono almeno 7 milioni gli animali in Italia che si trovano a viaggiare con i padroni (60 milioni se si considera l’intera Europa).

Rispetto ai principali competitor, generalisti o specifici, Dolidays ha un modello di business con alcune principali differenze: iscrizione gratuita, commissioni più basse, assistenza 7 giorni su 7, pagamento sull’immobile privato dopo 24 ore dall’arrivo, check-in online, predisposizione segnalazioni alla questura, gestione del cassetto fiscale per le locazioni turistiche private.

I punti chiave di Dolidays:

  • il mercato potenziale è di circa 5 milioni di strutture dedicate al turismo pet e la società – con stima prudenziale – ipotizza di raggiungere nei primi 5 anni circa 10.000 strutture, con un tasso di pernottamento di 70 giorni all’anno pari a 10 settimane;
  • il piano finanziario, nonostante sia basato su stime prudenziali, stima che gli investitori possano raddoppiare in 5 anni il capitale investito;
  • la formazione e l’investimento in un personale altamente specializzato in ambito turismo, puntando (anche) sulla digitalizzazione, è parte del piano di crescita;
  • ad oggi Dolidays ha già oltre 250 strutture affiliate;
  • il modello di business è scalabile e può facilmente puntare all’internazionalizzazione;
  • la società è una startup innovativa: sono previsti gli incentivi fiscali al 30%.

Se Digital Rehab, Tamboo e Dolidays hanno richiamato la tua attenzione, scopri tutti i dettagli delle campagne di equity crowdfunding in corso sul nostro sito!

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