Premere sull’acceleratore: che cos’è e che cosa fa un incubatore per startup

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Premere sull’acceleratore: che cos’è e che cosa fa un incubatore per startup

L’incubatore per startup è uno dei protagonisti affermati dell’ecosistema startup, che può offrire una preziosissima spinta nella fase più embrionale dello sviluppo di una nuova società e lavora in sinergia con gli altri soggetti dell’imprenditoria innovativa.

L’importanza degli incubatori per il supporto alla creazione e alla sopravvivenza di startup innovative, che costituiscono una linfa fondamentale per l’economia, risulta evidente anche dall’attenzione riservata a queste attività da parte dello Stato: l’ex Ministero dello Sviluppo Economico, oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha introdotto la definizione di “incubatore certificato”, che prevede delle agevolazioni per le società che rientrano nei requisiti stabiliti per questa definizione.

Un incubatore certificato è “una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, residente in Italia, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative” e possiede strutture, strumenti, competenze e contatti adeguati allo scopo.

In Italia oggi esistono incubatori di startup pubblici, spesso legati a enti come le università, o privati, generalisti oppure specializzati in settori economici precisi, profit oppure non profit.

Cosa fa un incubatore per startup

Il ruolo fondamentale dell’incubatore è quello di sostenere le startup nella fase in cui non sono ancora in grado di camminare con le proprie gambe, per aumentare le probabilità di sopravvivenza oltre i 5 anni di vita. La maggior parte delle startup, infatti, secondo l’ultimo studio di Startup Genome muore entro questo periodo o poco dopo, perché non ha basi solide. 

Il sostegno degli incubatori si declina in due principali macroaree:

  • Risorse materiali (spazi di lavoro, infrastrutture, attrezzature, macchinari ecc.)
  • Risorse immateriali (competenze, conoscenze e consulenza negli ambiti più svariati, network di contatti utili).

Entrambi i tipi di risorse sono fondamentali per una startup che non ha capitale per acquisirle e deve ancora costruire e testare il suo business model, perciò non può fare investimenti azzardati. Particolarmente prezioso è poi l’inserimento delle startup in una rete di contatti che le permetta di inserirsi nel mondo imprenditoriale dove potranno trovare finanziatori, partner, consulenti, collaboratori, fornitori che torneranno utili anche in futuro.

Diversi tipi di incubatori possono occuparsi di diverse esigenze delle startup, oppure seguirle lungo tutto il percorso: dalla fase di definizione dell’idea, organizzazione del team e del business plan all’avvio dei test sul mercato e delle raccolte di finanziamenti fino all’autonomia. 

Gli incubatori pubblici vengono finanziati dallo Stato, mentre quelli privati di solito sono remunerati con quote di partecipazione alle società che incubano, più eventuali costi extra per servizi particolari. Esistono anche incubatori privati legati a grandi imprese che hanno interesse ad alimentare e controllare lo sviluppo di nuove realtà in un determinato settore, per arrivare per prime sulle innovazioni e compiere eventuali acquisizioni.

In tutti i casi, l’accesso di una startup a un incubatore avviene di solito previo superamento di una fase di selezione con criteri variabili a seconda dell’incubatore e del tipo di startup.

Differenza tra incubatore e acceleratore

C’è una grande confusione tra i concetti di “incubatore” e “acceleratore” per startup. Una confusione legittima, dato che spesso i due tipi di attività si sovrappongono in un unico soggetto.

La differenza fondamentale tra un incubatore per startup e un acceleratore è che il primo si rivolge a realtà estremamente embrionali, all’inizio o alle soglie del percorso di creazione di una startup, supportando i founder con le risorse sopra elencate e fornendo un team nell’attesa che possano costruirsene uno proprio; il secondo, invece, si rivolge a imprese o startup più mature, che hanno già una struttura e un minimo di storico e fornisce supporto strategico ma anche risorse finanziarie per fare un salto di qualità. Anche la durata del percorso è più breve nell’acceleratore rispetto all’incubatore.

Spesso però gli incubatori sono anche acceleratori, oppure collaborano con partner finanziari che forniscono capitali, diventando un ibrido tra i due soggetti.

Perché sono importanti gli incubatori per startup

Il lavoro degli incubatori per startup è fondamentale perché crea delle basi solide per alimentare lo sviluppo imprenditoriale e l’innovazione nell’economia di un Paese.

Costruire un’impresa da zero presenta una serie di ostacoli che una startup solitamente non è in grado di superare da sola, e la mancanza di un gradino nel percorso rischia di far cadere nel vuoto progetti con grande potenziale: il risultato è uno spreco di idee, di tempo e di risorse.

Una delle difficoltà più comuni per le startup è la ricerca di finanziamenti: serve un business plan solido, servono test di mercato e metodi di validazione, serve una strategia di marketing per presentarsi al meglio. Sono tutti elementi imprescindibili anche per fare una campagna di crowdfunding e raccogliere capitale in modo più accessibile rispetto ai metodi tradizionali. 

Ecco perché Opstart ha instaurato delle partnership con incubatori di startup, a cui indirizzare startup ad alto potenziale che però al momento della selezione non sono ancora pronte per lanciare una campagna di crowdfunding. Il percorso di incubazione può servire a colmare il gap di preparazione e maturazione per poi ricandidarsi nuovamente alla selezione per lanciare una campagna di crowdfunding sui portali dell’hub fintech di Opstart e raccogliere finalmente il capitale necessario alla crescita. 

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