La capacità di leggere e comprendere i documenti di una campagna di equity crowdfunding è un obiettivo fondamentale dell’educazione finanziaria. Questa abilità è cruciale soprattutto per chi vuole investire in autonomia, ma anche chi si affida a consulenti deve avere un’adeguata comprensione del proprio portafoglio di investimenti.
Gli investimenti in equity crowdfunding si svolgono in completa autonomia online: ogni campagna mette a disposizione una serie di documenti ufficiali che spiegano chi è l’azienda, come vuole crescere e a quali condizioni raccoglie capitale. Sono testi pensati per garantire trasparenza, ma spesso spaventano chi si avvicina per la prima volta al mondo degli investimenti.
In realtà, non serve essere esperti di finanza per interpretarli correttamente. Con qualche nozione di base e un po’ di metodo è possibile capire gli obiettivi di un progetto, le prospettive di mercato e se il livello di rischio è in linea con le proprie aspettative.
In questo articolo vedremo quali sono i principali documenti di una campagna di equity crowdfunding, cosa contengono e come leggerli in modo consapevole.
Leggere i documenti di una campagna di equity crowdfunding non è solo una formalità. È il modo più efficace per capire davvero in cosa si sta investendo e per esercitare un controllo consapevole sulle proprie scelte finanziarie.
Ogni informazione pubblicata sul portale è sottoposta a regole di trasparenza definite dal Regolamento europeo sul Crowdfunding (Reg. UE 2020/1503, ECSPR), che tutela in modo particolare gli investitori non professionali. Ma la tutela normativa, da sola, non basta: serve anche la capacità di interpretare correttamente ciò che si legge.
Leggere i documenti significa andare oltre la semplice narrazione del progetto e padroneggiare anche i dati oggettivi: bilanci, business plan, governance, condizioni economiche dell’offerta.
Il Regolamento ECSPR obbliga le piattaforme a pubblicare un documento informativo standardizzato (KIIS) e a verificare la conoscenza finanziaria dell’utente prima che possa investire. Tuttavia, l’educazione finanziaria rimane la prima vera forma di protezione: un investitore informato è in grado di cogliere i rischi, porre domande e scegliere con maggiore consapevolezza.
Ogni campagna di equity crowdfunding pubblicata su una piattaforma autorizzata mette a disposizione degli investitori una serie di documenti, tra materiale obbligatorio e materiale di approfondimento.
Il documento obbligatorio per legge è solo uno, uguale per le campagne di equity crowdfunding in tutta Europa: Documento Informativo Chiave sull’Investimento (KIIS).
Il KIIS (Key Investment Information Sheet) è il documento standard previsto dal Regolamento europeo ECSPR, obbligatorio per tutte le campagne di equity e lending crowdfunding.
È pensato per rendere le informazioni facilmente confrontabili tra diverse offerte, infatti deve seguire un modello standard.
Cosa contiene:
Cosa controllare:
Il KIIS è, di fatto, una “carta d’identità” dell’offerta che in Italia sostituisce il vecchio documento di offerta previsto dalla regolamentazione Consob: chi investe dovrebbe leggerlo per intero prima di confermare la propria adesione.
Ci sono poi altri documenti che non sono strettamente obbligatori, ma che di fatto rappresentano la prassi nelle offerte di equity crowdfunding.
Il business plan è il documento che descrive nel dettaglio il modello di business, il mercato di riferimento, gli obiettivi economico-finanziari e il modo in cui il capitale raccolto verrà impiegato.
Un business plan solido deve dimostrare coerenza e realismo dei numeri, spiegare la strategia di crescita, illustrare le prospettive di mercato e indicare in modo chiaro a cosa sarà destinato il capitale raccolto.
Il pitch è la presentazione sintetica e visiva del progetto, mentre l’executive summary ne riassume in poche pagine i punti chiave.
Sono documenti pensati per una lettura rapida, ideali per farsi un’idea immediata dell’impresa e del suo posizionamento competitivo: è importante che rendano evidente la proposta di valore e le opportunità del mercato ed espongano i possibili piani di uscita (exit) per gli investitori.
Un buon pitch deve raccontare una storia credibile, supportata dai dati del business plan. La coerenza tra i due documenti è un segnale positivo di trasparenza.
Lo statuto societario e gli eventuali patti parasociali disciplinano la struttura societaria e i rapporti tra soci, elementi cruciali in un investimento in equity crowdfunding, dove l’investitore diventa a tutti gli effetti socio dell’impresa.
Cosa verificare:
Anche se possono sembrare documenti “tecnici”, la loro lettura aiuta a valutare quanto la società sia trasparente e come tuteli i piccoli investitori.
I bilanci rappresentano la fotografia della salute economica e patrimoniale dell’impresa.
Non tutte le startup hanno uno o più esercizi alle spalle, ma se la società è già attiva da qualche anno, la piattaforma pubblica di solito almeno gli ultimi due bilanci depositati.
L’analisi di un bilancio non è alla portata di tutti, ma ci sono alcuni dati chiave su cui è possibile concentrarsi per farsi un’idea della situazione dell’azienda:
Un bilancio in perdita non è necessariamente un segnale negativo – molte startup lo sono nei primi anni – ma deve essere accompagnato da un piano credibile di crescita e sostenibilità.
La valutazione pre-money indica quanto vale l’azienda prima della raccolta di capitale. È la base per calcolare la quota di partecipazione che ciascun investitore riceverà in cambio del proprio conferimento. Serve a indirizzare la decisione su quanto capitale investire, a posizionare l’azienda rispetto ai competitor del settore di riferimento, a stimare le potenzialità di crescita.
La lettura e la comprensione di questi documenti diventano possibili con una buona base di educazione finanziaria accessibile anche ai piccoli risparmiatori.
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