Come si misura la sostenibilità di un’azienda: i criteri ESG

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Come si misura la sostenibilità di un’azienda: i criteri ESG

Ottobre 04, 2022 Equity Crowdfunding

Gli investitori sono sempre più attenti alla sostenibilità delle aziende su cui indirizzare i propri capitali, ponendola fra i principali criteri di scelta degli investimenti. Questo sia perché è aumentata la consapevolezza circa l’importanza di affrontare il problema del cambiamento climatico e di tutte le questioni connesse, sia perché, di conseguenza, le aziende attente a questi temi ottengono migliori risultati sul mercato: sono quelle che ricevono incentivi dalle istituzioni, che vedono migliorare la propria reputazione fra il pubblico e che, così, crescono di più.

Investire in aziende sostenibili porta quindi un doppio guadagno: per il proprio portafogli e per l’ambiente. Ma come fare a misurare la sostenibilità di un’azienda, soprattutto quando il green washing è una strategia di comunicazione tanto ingannevole quanto diffusa? Un punto di riferimento fondamentale sono i criteri ESG.

Criteri ESG: cosa sono

Proprio per misurare la sostenibilità (non solo ambientale) delle aziende, in ambito economico-finanziario nel 2005 sono nati i criteri ESG, acronimo che sta per Environmental, Social, Governance. Sono criteri che definiscono il livello di sostenibilità di un’azienda sotto tre punti di vista:

  • Ambientale (contenimento delle emissioni di CO2, riduzione dello spreco di risorse e dell’inquinamento, rispetto della biodiversità, efficienza nell’uso dell’energia ecc.);
  • Sociale (rispetto dei diritti dei lavoratori, qualità dell’ambiente di lavoro, benessere e sicurezza aziendali, parità di genere, inclusività, assenza di discriminazioni, sviluppo delle risorse umane ecc.);
  • Di governance (trasparenza, etica lavorativa, procedure di controllo, qualità del consiglio di amministrazione, strategie di retribuzione, rispetto dei diritti degli azionisti, lotta alla corruzione ecc.).

Questi criteri hanno l’obiettivo di stimolare le aziende a coniugare la produttività economica con il progresso sociale e ambientale: solo così una crescita sostenibile è possibile. 

I criteri ESG sono stati riconosciuti dall’ONU e dall’Unione Europea e rientrano ormai nei parametri di valutazione finanziaria di un’azienda nell’ottica di una finanza sempre più sostenibile. Non solo: gli accordi europei e internazionali per fronteggiare il cambiamento climatico prevedono specifiche normative a cui le aziende dovranno adeguarsi se vorranno continuare a produrre. In Italia il PNRR prevede un massiccio stanziamento di fondi per la transizione ecologica, finalizzato anche a guidare le aziende verso un nuovo modo di concepire la produttività: la sostenibilità è il futuro, ecco perché conviene investire in quella direzione.

Investire in imprese sostenibili: il rating ESG

Gli investitori che vogliono puntare su imprese sostenibili devono quindi verificare quali rispettano i criteri ESG. Dove si trova questa informazione? Per offrire una valutazione oggettiva delle performance delle imprese in termini di sostenibilità, sono nate apposite agenzie di rating che raccolgono tutti i dati necessari per analizzare le aziende che ne fanno richiesta e assegnano un “rating ESG” che ne misura la sostenibilità. Per ognuno dei 3 criteri viene data una valutazione. Su questi rating, ottenuti raccogliendo sia informazioni fornite dall’azienda stessa, sia informazioni esterne, si basa la costruzione dei fondi di investimento ESG che aggregano imprese di questo tipo.

È interesse delle aziende stesse lavorare per conformarsi ai criteri ESG e richiedere il rating ESG, perché quelle che ne sono provviste attirano più investitori e quindi più capitale, ottengono risultati migliori sul mercato e hanno accesso privilegiato a fondi statali e altri incentivi. Lo dimostrano i dati di Investimenti Finanziari sull’andamento dei fondi ESG dal 2007 a oggi: hanno avuto costantemente un rendimento superiore e più investitori rispetto a fondi di investimento che puntavano su aziende non ESG e si sono ripresi prima e meglio dalla crisi determinata dal Covid rispetto alle azioni non ESG.

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