Chi può emettere Minibond?

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Chi può emettere Minibond?

Dicembre 16, 2025 La redazione Minibond

I Minibond sono titoli di debito pensati per agevolare la raccolta di capitale e la diversificazione delle fonti di finanziamento di imprese non quotate che hanno già raggiunto una certa solidità e necessitano di risorse per espandersi, innovare o riorganizzare la propria struttura finanziaria. Sono stati introdotti nell’ordinamento italiano nel 2012 e dal 2019 risultano ancora più accessibili per le imprese grazie alla possibilità di collocarli tramite campagne di debt crowdfunding su piattaforme autorizzate come Opstart.
In questo articolo scopriamo chi può emettere Minibond secondo la normativa e per quali imprese e quali situazioni possono tornare utili.

Cosa sono i Minibond

I Minibond sono strumenti di debito a medio-lungo termine di importo inferiore ai 50 milioni di euro, che le imprese non quotate possono emettere per raccogliere capitale da investitori professionali, ma per le s.p.a anche da investitori non professionali a partire dal 2023, con il Regolamento ECSP. Sono pensati per colmare il divario tra il credito bancario e il mercato obbligazionario tradizionale, storicamente poco accessibile alle PMI a causa dei requisiti selettivi e dei costi significativi.

A differenza delle obbligazioni classiche, i Minibond hanno importi e strutture più contenuti e flessibili, condizione che li rende uno strumento adatto alle imprese che stanno crescendo e cercano un’alternativa di finanziamento strutturata ma più agile.

Come i classici titoli obbligazionari, sono titoli che attribuiscono agli investitori il diritto di ricevere la restituzione del capitale alla scadenza e gli interessi periodici.

Perché i Minibond sono nati per le PMI

Le PMI spesso incontrano difficoltà a ottenere finanziamenti sufficientemente consistenti tramite il sistema bancario e non hanno la struttura e le risorse necessarie per accedere al debito sul mercato regolamentato tradizionale. Il legislatore ha introdotto i Minibond proprio per:

  • offrire alle PMI una fonte alternativa di debito, riducendo la dipendenza dal credito bancario;
  • favorire l’accesso graduale ai mercati finanziari, con strumenti più agili rispetto alle obbligazioni tradizionali;
  • permettere a imprese non quotate di raccogliere capitale da investitori professionali e non, ampliando le opportunità di sviluppo.

Borsa Italiana, inoltre, ha sviluppato un segmento specifico, ExtraMOT Pro, per facilitare la quotazione dei Minibond, offrendo costi calmierati e un accesso più agile per le PMI. In questo modo, le aziende che vogliono emettere Minibond possono anche quotarli su un mercato regolamentato e usufruire, così, del regime fiscale agevolato previsto solo per i titoli obbligazionari quotati.

Chi può emettere un Minibond

Per capire chi può davvero emettere Minibond, è necessario distinguere tra requisiti formali previsti dalla normativa e condizioni sostanziali che rendono un’emissione realistica ed efficace.

In base al quadro normativo che regola le obbligazioni emesse da società non quotate, possono emettere Minibond tutte le società di capitali (spa o srl) di natura non finanziaria, con bilanci regolarmente approvati.

Un altro requisito rilevante riguarda la capacità di sostenere il debito: l’impresa deve dimostrare che i flussi di cassa sono sufficienti a far fronte agli interessi e al rimborso.

Quindi, non possono emettere Minibond:

  • banche, società assicurative, SIM e SGR;
  • microimprese o aziende prive di storico finanziario: l’assenza di bilanci solidi rende impossibile valutare il merito creditizio;
  • società di persone (S.n.c., S.a.s.), che non possono emettere obbligazioni secondo la normativa ordinaria;
  • imprese eccessivamente indebitate, per cui l’emissione risulterebbe troppo costosa o rischiosa.

Oltre ai requisiti normativi, ci sono alcune condizioni operative che determinano se un’emissione può avere successo.

Una PMI è generalmente pronta a emettere un Minibond quando:

  • ha un modello di business consolidato e risultati economici ripetibili nel tempo;
  • dispone di flussi di cassa prevedibili, sufficienti a coprire gli oneri finanziari;
  • ha una governance strutturata e procedure amministrative in grado di gestire reporting e covenant;
  • può presentare un business plan credibile, che mostra come i fondi raccolti verranno utilizzati per generare valore;
  • ha esigenze finanziarie rilevanti.

A cosa servono i Minibond per le PMI

I Minibond rappresentano uno strumento versatile che permette alle PMI di finanziare progetti strategici, rafforzare la struttura del debito e avvicinarsi gradualmente ai mercati dei capitali. Sono pensati per imprese che hanno già raggiunto una certa stabilità economica e vogliono sostenere una fase di espansione più strutturata.

Tra i motivi principali per cui le PMI scelgono i Minibond ci sono le possibilità di:

  • ridurre la dipendenza dal sistema bancario, ampliando le opzioni di finanziamento disponibili;
  • stabilizzare la struttura finanziaria, distribuendo il debito su strumenti con durata più lunga e condizioni più prevedibili;
  • ottenere maggiore flessibilità, poiché la struttura del Minibond può essere personalizzata in base alle esigenze dell’impresa.

Infine, l’emissione di un Minibond è, per molte PMI, un primo passo verso una gestione finanziaria più evoluta. Può servire a:

  • acquisire familiarità con le dinamiche dei mercati dei capitali;
  • migliorare gli standard informativi e di governance;
  • costruire una reputazione finanziaria presso investitori professionali;
  • prepararsi a operazioni più complesse, come emissioni obbligazionarie maggiori o percorsi di quotazione.

Come funziona l’emissione di un Minibond

Il processo di emissione di un Minibond è più articolato rispetto a un prestito bancario tradizionale, ma rimane pensato per essere accessibile alle PMI che dispongano di una struttura amministrativa e finanziaria adeguata. Si sviluppa attraverso diverse fasi: analisi preliminare, strutturazione del titolo, collocamento presso gli investitori e gestione degli obblighi informativi post-emissione.

Un’emissione efficace parte da una valutazione approfondita della situazione aziendale e delle sue prospettive.

1. Analisi preliminare e verifica del merito creditizio
L’azienda deve dimostrare la capacità di sostenere il debito. Questa fase include:

  • analisi dei bilanci storici e dei flussi di cassa;
  • valutazione dell’indebitamento esistente;
  • verifica di eventuali criticità operative o finanziarie.

2. Strutturazione dell’operazione
In questa fase vengono stabiliti i parametri chiave del Minibond:

  • importo totale dell’emissione;
  • durata del titolo;
  • tasso di interesse e modalità di pagamento;
  • eventuali garanzie e covenant finanziari;
  • destinazione d’uso dei fondi.

3. Redazione della documentazione
La documentazione comprende un Information Memorandum, il business plan aggiornato e i contratti necessari. L’obiettivo è fornire agli investitori un quadro completo e trasparente dell’operazione.

4. Coinvolgimento degli advisor
L’emissione richiede il supporto di advisor finanziari, legali e talvolta di un arranger, figura che coordina la strutturazione e facilita il collocamento.

Una volta definita la struttura dell’operazione, il Minibond può essere collocato attraverso due modalità principali:

1. Collocamento privato presso investitori professionali

Nella forma tradizionale, i Minibond sono destinati a investitori professionali.

Questa modalità, nota come private placement, viene gestita da banche, SIM o SGR, è più rapida e prevede requisiti informativi specifici, in quanto il titolo non è rivolto al pubblico retail.

2. Collocamento tramite piattaforme di crowdfunding (ECSPR)

Il quadro cambia quando il Minibond viene offerto attraverso piattaforme autorizzate al crowdfunding.

In questo caso, anche investitori non professionali possono sottoscrivere Minibond, purché ricevano tutte le informazioni sui rischi, completino il test di conoscenza e consapevolezza e confermino la volontà di proseguire in caso di superamento delle soglie di rischio.

Le piattaforme come la divisione Crowdbond di Opstart operano una selezione delle società che richiedono di collocare Minibond, valutando attentamente il merito creditizio e la capacità di sostenere il debito.

Scopri la divisione dedicata ai minibond consultando Crowdbond!

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