PowandGo un anno dopo: crescita e visione dell’impresa in equity crowdfunding

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PowandGo un anno dopo: crescita e visione dell’impresa in equity crowdfunding

Dicembre 18, 2025 La redazione Interviste e casi di successo

Le realtà che ospitiamo sul portale per una raccolta di equity crowdfunding, una volta conclusa l’operazione, intraprendono un percorso sostenuto dai capitali raccolti su Opstart. Tra queste c’è PowandGo, azienda attiva nel settore del charge sharing, oggi al secondo periodo di offerta della campagna di equity crowdfunding dopo aver raccolto oltre 150.000€ nel 2024.

Per scoprire i progressi compiuti dall’azienda negli ultimi dodici mesi, abbiamo intervistato nuovamente il co-founder Alessio Troilo.

Ciao Alessio, dall’intervista precedente è passato poco più di un anno: quali sono i principali risultati operativi che PowandGo ha raggiunto in questo periodo?

Ciao, grazie per questa nuova opportunità di raccontare le novità più rilevanti. In poco più di un anno PowandGo ha fatto un salto di scala molto netto sul piano operativo. Abbiamo visto l’ingresso nel capitale di società del settore elettrico, che hanno rafforzato in modo significativo competenze industriali, visione strategica e credibilità del progetto. Questo ha portato anche a un’evoluzione della governance, oggi più strutturata e orientata alla crescita. Parallelamente abbiamo avviato il go-to-market e chiuso accordi commerciali rilevanti con partner come Afore, Noleggio Lorini, Tresessanta, SIRC, Ali Energia e Tua Energia, che ci permettono di accelerare la diffusione del servizio sul territorio. Infine, il percorso in SmartCityLab rappresenta un ulteriore elemento chiave: ci sta supportando nel posizionamento di PowandGo all’interno degli ecosistemi di innovazione e smart mobility.

Avete introdotto nuove funzionalità o servizi rispetto a quelli inizialmente offerti? Quali sono stati gli impatti più significativi?

Sì, nel corso dell’ultimo periodo abbiamo ampliato in modo significativo l’offerta iniziale. Abbiamo introdotto il CPC8, un sistema proprietario che ci consente di gestire in modo intelligente più punti di ricarica all’interno della stessa infrastruttura per fare colloquiare con Powandgo ,in maniera automatica, fino ad 8 dispositivi in parallelo di altre marche di wallbox e colonnine.

Abbiamo esteso il servizio alla ricarica per e-bike e mini-cars, intercettando una domanda in forte crescita soprattutto nei contesti urbani e turistici. Tutto è stato progettato come una soluzione completamente plug-and-play, integrata tra hardware e software, che non richiede installazioni complesse. L’impatto principale è stato un abbattimento delle barriere all’adozione: tempi di attivazione più rapidi, costi più bassi e maggiore scalabilità del modello, sia per i clienti finali sia per i partner commerciali.

In cosa è cambiato il mercato della mobilità elettrica in Italia ed Europa nell’ultimo anno, e in che modo questi cambiamenti hanno influito sulla strategia di PowandGo?

Negli ultimi dodici mesi il mercato della mobilità elettrica, sia in Italia che in Europa, è cambiato in modo radicale.

Non stiamo assistendo a un rallentamento, ma a una fase di maturazione: i grandi player hanno rallentato gli investimenti sulle reti ad alta potenza, le vendite di EV sono diventate meno speculative e più orientate all’uso reale, e contemporaneamente è aumentata la richiesta di infrastrutture intelligenti, diffuse e sostenibili economicamente.

L’effetto più evidente è che il modello “solo grandi colonnine pubbliche” non è più sufficiente. Le aziende, i ristoranti, gli hotel, i parcheggi e i privati stanno iniziando a capire che la ricarica diventa un servizio, non solo un’infrastruttura. Questo apre un mercato enorme per soluzioni flessibili, interoperabili e con costi sostenibili.

Come sono stati impiegati i capitali raccolti nel primo periodo d’offerta in equity crowdfunding su Opstart? Su quali attività vi siete concentrati maggiormente?

I capitali raccolti nella prima campagna di equity crowdfunding su Opstart sono stati impiegati con un obiettivo molto chiaro: consolidare il prodotto e validarlo nel settore del charge sharing. La prima parte delle risorse è stata dedicata al miglioramento dell’esperienza utente dell’applicazione, rendendo flusso di prenotazione, pagamento e gestione della ricarica molto più semplice e immediato. Parallelamente abbiamo sviluppato e integrato i nostri sistemi hardware , dal CPC8 alla wallbox per e-bike , in un’unica soluzione plug-and-play che non richiede installazioni complesse e permette a chiunque di attivare un punto di ricarica in pochi minuti.

Abbiamo poi avviato beta test reali con proprietari di colonnine e autisti, osservando comportamenti, esigenze e criticità nell’uso quotidiano. Questo ci ha permesso di raccogliere dati concreti e di intervenire rapidamente con correzioni, ottimizzazioni e nuove funzionalità sviluppate proprio sulla base dei feedback ricevuti.

Il risultato è un prodotto molto più maturo, stabile e vicino alle esigenze reali del mercato, pronto per la fase di scalabilità.

Come immagini l’evoluzione di PowandGo nei prossimi mesi, tra sviluppo del servizio ed espansione del network?

Nei prossimi mesi PowandGo entra in una fase di accelerazione concreta. Oltre al completamento del servizio – con hardware proprietario e un sistema integrato di prenotazione e pagamenti ancora più semplice – possiamo contare su investitori del settore energetico che porteranno pipeline di clienti già strutturate.

Il percorso in SmartCityLab sta velocizzando l’accesso a partnership istituzionali, mentre la nostra rete di installatori e distributori ci permette di scalare sul territorio molto più rapidamente. L’obiettivo è trasformare PowandGo nella rete privata di ricarica più diffusa e profittevole nel segmento privato.

Che messaggio vorresti trasmettere oggi a potenziali investitori che non conoscevano PowandGo al momento della precedente intervista?

Il messaggio che voglio trasmettere agli investitori è semplice: PowandGo non è più la stessa realtà di un anno fa. All’epoca eravamo un team composto esclusivamente dai founder; oggi, tra gli azionisti, abbiamo figure di spicco dell’imprenditoria italiana che hanno elevato in modo significativo le nostre competenze distintive, la qualità della governance e la capacità di leggere il mercato con maggiore lucidità e visione. Il loro ingresso ha portato pipeline commerciali concrete, relazioni ad alto livello e una velocità di esecuzione molto superiore, aprendo a PowandGo canali di penetrazione che prima non erano accessibili. Per questo il progetto oggi è più solido, più professionale e con prospettive di crescita decisamente più ambiziose rispetto alla fase iniziale.

Non perdere il secondo periodo d’offerta della campagna di equity crowdfunding PowandGo, società del settore del charge sharing: l’azienda ha già raccolto oltre 60.000€ e mancano meno di due settimane alla chiusura.

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