Open innovation come strumento concreto per le imprese: l’intervista a Wylab

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Open innovation come strumento concreto per le imprese: l’intervista a Wylab

Febbraio 18, 2026 La redazione Interviste e casi di successo

Opstart non è solo un fintech hub che propone alle imprese tutti gli strumenti di finanza alternativa legati al crowdfunding: vuole essere anche il nodo centrale di una rete di attori che rispondono a tutte le esigenze di un’azienda che deve crescere, innovare o consolidarsi.
I capitali, infatti, non sono l’unica risorsa di cui c’è bisogno: devono essere affiancati da persone, competenze, strategie. Spesso startup e PMI non possiedono tutte queste cose al proprio interno: per questo nascono realtà di supporto come incubatori e acceleratori.
Un esempio tra i partner di Opstart è Wylab, incubatore nato per le startup di sport tech e oggi promotore di percorsi di open innovation, crescita e formazione per tutti i tipi di aziende.

Abbiamo intervistato Francesca Picasso, Chief Operating Officer di Wylab, per guardare dietro le quinte approfondire cosa significa fare innovazione in modo efficace per un’azienda oggi e quanto è importante farlo con gli strumenti giusti.

Ciao Francesca, ci racconti il tuo percorso professionale e qual è il tuo ruolo in Wylab?

Sono in Wylab da novembre 2016, lo stesso anno in cui è nata, e in questi anni sono cresciuta insieme all’azienda vivendone tutte le fasi di sviluppo: dai primi passi come incubatore specializzato nel settore sport-tech fino alla sua evoluzione in partner strategico per l’innovazione di aziende, startup e istituzioni, con uno sguardo sempre più ampio anche oltre il mondo dello sport.

Questo percorso condiviso mi ha permesso di conoscere Wylab in modo molto profondo, non solo dal punto di vista progettuale, ma anche umano e organizzativo. Ho visto cambiare il mercato, le esigenze dei clienti e le ambizioni dell’azienda; e nel tempo ho contribuito a strutturare processi, metodo e visione, accompagnando questa crescita in modo consapevole.

Oggi ricopro il ruolo di Chief Operating Officer e mi occupo di far sì che la visione strategica si traduca in progetti concreti e sostenibili. Coordino la struttura organizzativa e le attività operative, lavoro a stretto contatto con il team e con i partner e seguo in prima persona la gestione di progetti complessi, con l’obiettivo di trasformare le idee in risultati reali.

Negli anni ho maturato un’esperienza significativa nel campo dell’innovazione, dello sviluppo imprenditoriale e dei programmi di open innovation e accelerazione. Sono Project Leader di Faros Accelerator – La Spezia hub e Project Manager in diversi percorsi, oltre a svolgere attività di mentoring e valutazione per startup e talenti. La mia formazione in Economia Aziendale, unita a un Executive Master in Project Management e metodologie Agile e al percorso come Startup Expert e Mentor al Polihub di Milano, ha rafforzato un approccio molto orientato al metodo, all’organizzazione e alla sostenibilità nel tempo.

Il mio ruolo oggi è fare da ponte tra visione e execution, tenendo insieme strategia, persone e progetti. Ed è qualcosa che sento fortemente mio, perché coincide con il percorso di crescita che ho vissuto insieme a Wylab fin dal primo giorno.

Wylab nasce dall’esperienza di Wyscout, una realtà che ha segnato un punto di svolta nel mondo dello sport-tech. In che modo questa origine ha influenzato il vostro approccio all’innovazione e allo sviluppo di nuovi progetti?

L’esperienza di Wyscout è stata determinante nel definire l’identità e l’approccio di Wylab all’innovazione. Il percorso dei suoi fondatori, dal primo finanziamento al supporto strategico e alla mentorship continua, ci ha insegnato che far crescere un progetto non significa solo “investire”, ma soprattutto costruire le condizioni giuste perché un’idea diventi un prodotto scalabile. È da questa consapevolezza che nasce il nostro modello: lavorare al fianco degli imprenditori creando partnership industriali e relazioni di valore, più che seguire esclusivamente le logiche tradizionali del venture capital.

Il successo di Wyscout ha lasciato in eredità a Wylab un DNA fatto di spirito pionieristico, visione internazionale e ambizione di sviluppare iniziative ad alto potenziale nello sport-tech e oltre. Ci ha anche trasmesso un metodo molto concreto: attenzione all’execution, ai dati, alla performance e a cicli rapidi di sperimentazione, con l’obiettivo di portare sul mercato soluzioni che funzionino davvero “sul campo”, non solo sulla carta.

Le radici nello sport hanno completato questo approccio: lo sport è un contesto che allena disciplina, preparazione, resilienza e spirito di squadra, tutte competenze fondamentali anche quando si innova in azienda. Per questo oggi lo sport per noi non è un limite settoriale, ma un punto di partenza culturale: un modo di fare impresa e innovazione che possiamo applicare in contesti diversi.

Dal 2021, ad esempio, siamo attivi anche nella Blue Economy, con programmi di incubazione e accelerazione dedicati all’innovazione nel settore marittimo e portuale.

Nel tempo siete passati da incubatore specializzato a partner strategico per l’open innovation e la formazione aziendale. Quali esigenze del mercato vi hanno spinto verso questa evoluzione?

Questa evoluzione nasce da un’esigenza molto chiara che abbiamo visto crescere nel mercato: aziende e organizzazioni non cercano più solo idee o iniziative spot, ma percorsi strutturati che generino risultati misurabili e duraturi. In Italia il contesto dell’innovazione è sempre più maturo, ma anche più selettivo: crescono gli investimenti in Open Innovation e Venture Building, però si entra in una fase in cui contano davvero l’impatto sul business e la capacità di portare a terra i progetti, non solo di attivarli.

Negli ultimi anni l’innovazione è diventata una priorità strategica, ma spesso mancano tre elementi fondamentali: competenze interne, metodo e cultura imprenditoriale capace di trasformare intuizioni in progetti reali. Questo diventa ancora più evidente nel contesto italiano, dove esiste un gap di innovazione legato alla dimensione aziendale: le grandi imprese hanno più strumenti e risorse per innovare, mentre molte PMI faticano ad accedere a processi e competenze adeguate, pur avendo bisogni fortissimi.

Allo stesso tempo, anche lato startup abbiamo visto una criticità strutturale: il mercato italiano fa fatica a far scalare le startup oltre la fase pre-seed, con un marcato spostamento degli investimenti verso fasi più avanzate. Questo rende ancora più importante creare condizioni concrete di crescita, attraverso partnership industriali, validazione sul mercato e progetti con clienti reali.

In parallelo, i trend globali stanno accelerando: lo sport-tech è in forte espansione grazie ad AI, data, nuovi format esperienziali e fan engagement, mentre l’Italia mostra ancora un ritardo in termini di readiness. E più in generale, benessere, longevità e community stanno diventando driver centrali di consumo, con esperienze sempre più ibride tra fisico e digitale. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale non è più una “tecnologia emergente”, ma una leva strutturale di trasformazione economica e organizzativa.

È qui che Wylab ha scelto di rafforzare il proprio ruolo: non solo incubare startup, ma abilitare persone e organizzazioni a innovare con continuità, mettendo insieme competenze, metodo ed execution. In questo percorso, pur evolvendo nel tempo, Wylab rimane anche un incubatore certificato: lo siamo sin dal 2017, quando siamo diventati il primo incubatore certificato della Liguria. Per questo oggi ci posizioniamo come partner di riferimento su due leve complementari: da un lato un’offerta di Open Innovation più riconoscibile e sostenibile, dall’altro un’Academy che diventa un pilastro strategico di crescita e posizionamento. Anche perché la formazione aziendale sta crescendo, ma resta un gap forte di accesso e utilizzo, soprattutto nelle PMI, nonostante l’alta domanda di competenze digital, AI ed ESG.

Parlate spesso di percorsi di innovazione “su misura”. Cosa significa, concretamente, per un’azienda intraprendere un percorso di open innovation disegnato sulle proprie esigenze?

Per noi “su misura” significa una cosa semplice: l’open innovation funziona solo se parte dai bisogni reali dell’azienda e si traduce in progetti concreti, non in iniziative standard “uguali per tutti”. Ogni organizzazione ha obiettivi diversi, livelli di maturità differenti e vincoli specifici: per questo un percorso efficace va disegnato in modo mirato.

Concretamente, intraprendere un percorso di open innovation su misura con Wylab significa attivare un processo strutturato in cui facciamo da abilitatori di innovazione aperta, facilitando il trasferimento di idee, soluzioni e competenze dall’ecosistema esterno all’azienda. Lo facciamo attraverso strumenti e format diversi, come Call for Ideas, Call for Startups, Challenge e iniziative di Corporate Entrepreneurship, selezionati e combinati in base all’obiettivo.

Il percorso può prendere forme diverse:

  • Programmi di Open Innovation, promossi da Wylab a livello territoriale o settoriale, che mettono in connessione startup, imprese, istituzioni, università e giovani talenti per trasformare idee in progetti. Oltre a generare innovazione, questi programmi lavorano anche su obiettivi di lungo periodo come diffusione culturale, attrazione di talenti, sostenibilità e costruzione di un ecosistema collaborativo e duraturo.
  • Innovation Challenge, quando l’azienda ha una sfida specifica e vuole trovare soluzioni in tempi rapidi. Può essere interna, per attivare le persone dell’organizzazione e stimolare una cultura dell’innovazione diffusa, creando team trasversali e portando le idee all’azione. Oppure esterna, coinvolgendo startup, centri di ricerca, PMI e talenti, per accelerare lo scouting tecnologico e trasformare soluzioni e partecipanti in potenziali partner di co-sviluppo.
  • Corporate Education, perché l’innovazione non regge nel tempo senza competenze interne. La formazione nasce proprio dall’esperienza sui programmi di open innovation e serve a rafforzare metodo, mindset e capacità imprenditoriale, con l’obiettivo di sviluppare e trattenere talento e costruire una cultura aziendale capace di evolvere.

Il valore del “su misura” sta anche nella possibilità di co-progettare e integrare più iniziative tra loro, costruendo un percorso coerente, sostenibile e realmente aderente alle priorità dell’azienda: dalla definizione della sfida alla ricerca di soluzioni, fino alla sperimentazione e all’impatto sul business.

Accanto alla tecnologia, Wylab attribuisce grande importanza allo sviluppo delle persone e delle competenze interne. Perché formazione e innovazione, secondo te, devono procedere insieme? E quali competenze ritieni fondamentali per affrontare il cambiamento in modo efficace?

Formazione e innovazione devono procedere insieme perché l’innovazione non è solo tecnologia: è soprattutto capacità delle persone di interpretare il cambiamento e trasformarlo in scelte e progetti concreti. Puoi avere strumenti avanzati e accesso alle migliori soluzioni sul mercato, ma se dentro l’organizzazione mancano metodo, mindset e competenze, l’innovazione resta episodica e non scala.

Inoltre, investire sulle competenze non è solo un tema “culturale”, ma anche di performance: i dati mostrano che le aziende che investono in formazione possono ottenere fino a +24% di produttività. Questo rende la formazione una leva strategica, non un costo accessorio.

È proprio da questa consapevolezza che nasce la Wylab Academy, costruita su un’esperienza consolidata nella formazione imprenditoriale, nell’innovazione e nelle competenze digitali. Attraverso corsi, workshop e percorsi su misura, supportiamo la crescita di imprenditori, professionisti, studenti e innovatori in un contesto in continua evoluzione. E lo facciamo con un approccio molto pratico: la formazione non è teoria fine a sé stessa, ma un modo per creare autonomia, responsabilità e capacità di execution.

Per le aziende, inoltre, Wylab offre un servizio end-to-end per lo sviluppo e la gestione di academy aziendali: dall’analisi dei bisogni formativi, alla definizione dei contenuti, dalla selezione dei docenti alla gestione operativa, fino alla misurazione dell’impatto. Questo permette di rendere la formazione continua, coerente con la strategia e davvero utile per l’organizzazione.

Le competenze che ritengo fondamentali oggi per affrontare il cambiamento in modo efficace sono:

  • Mentalità imprenditoriale e ownership, per trasformare idee in azione.
  • Problem solving e pensiero critico, per prendere decisioni in contesti complessi.
  • Metodo e capacità di execution, per sperimentare e portare risultati.
  • Collaborazione e leadership diffusa, perché l’innovazione è un lavoro di squadra.
  • Adattabilità, per imparare rapidamente e gestire l’incertezza.
  • Competenze digitali e AI literacy, sempre più centrali in qualsiasi settore.

In un ecosistema sempre più interconnesso, che ruolo possono avere strumenti come il crowdfunding nei percorsi di crescita di startup e imprese innovative?

Il crowdfunding oggi può avere un ruolo molto più strategico rispetto alla sola raccolta di capitale. È uno strumento che, se usato bene, permette a startup e imprese innovative di validare il mercato, attivare una community e costruire credibilità in tempi rapidi.

In un ecosistema interconnesso, infatti, la crescita non passa solo dai finanziamenti tradizionali, ma dalla capacità di creare relazioni, fiducia e coinvolgimento attorno a un progetto. Il crowdfunding può diventare un acceleratore di questo processo: aiuta a testare una value proposition, a misurare l’interesse reale e a trasformare i primi sostenitori in ambassador.

Inoltre, può essere un ponte tra innovazione e territorio: permette di unire una dimensione “globale”, accesso a capitali e network più ampi, con una dimensione “local”, valorizzando comunità e stakeholder vicini al progetto. È una logica molto in linea con il nostro approccio “G-Local”: partire da un’identità forte e da un ecosistema concreto, per scalare oltre i confini.

Per molte PMI, affrontare un percorso di innovazione significa anche individuare strumenti finanziari coerenti con i propri obiettivi di sviluppo. Il crowdfunding può rappresentare una soluzione complementare ai canali tradizionali.

Scopri come l’hub Opstart supporta le imprese nella raccolta di capitali e nella costruzione di percorsi di crescita strutturati.

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