Investire nella bellezza: il ruolo del crowdfunding nel futuro del beauty e wellness

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Investire nella bellezza: il ruolo del crowdfunding nel futuro del beauty e wellness

Dicembre 19, 2025 La redazione Equity Crowdfunding

Il settore beauty&wellness in Italia è ampio e vitale, grazie a una filiera produttiva radicata sul territorio e a un ecosistema di servizi in costante arricchimento e trasformazione. L’interesse per la cura del corpo è cresciuto negli ultimi anni ed è cresciuta la domanda di prodotti e trattamenti di livello professionale, a cui accedere sia da casa sia nei centri e nei saloni dedicati. 

Accanto ai grandi e noti marchi beauty italiani consumer e professionali come Kiko Milano, Davines, Collistar, Guam, Diego Dalla Palma, Alfaparf, Framesi, ci sono tanti marchi professionali attivi solo nel b2b e soprattutto aziende dedicate interamente alla produzione conto terzi, non solo per l’Italia ma anche per i mercati esteri, come Ancorotti Cosmetics, Intercos, OPAC.

Ma il settore beauty&wellness sta crescendo anche nell’ambito dei servizi, facendo leva su nuove tecnologie per offrire consulenza e trattamenti sempre più avanzati e personalizzati, ampliare la gamma dei servizi a distanza e diversificare le modalità di fruizione dell’esperienza beauty&wellness: dalle app per trovare il servizio più adatto nei dintorni fino ai servizi svolti direttamente a domicilio.

Il crowdfunding si sta dimostrando uno strumento di raccolta di capitale e marketing molto adatto anche a questo ambito: in questo articolo vedremo una panoramica del settore e un esempio di crowdfunding per beauty e wellness.

Il mercato cosmetico in Italia

L’industria cosmetica è il segmento trainante del settore beauty&wellness italiano e rappresenta in generale un settore chiave per l’economia del nostro Paese. 

Il report 2025 di Cosmetica Italia riporta i dati di una crescita costante e sostenuta, trainata sia dal mercato interno, sia dall’export. 

Si parla di una produzione da 16,5 miliardi di euro (il 2% del PIL) in crescita dal 9% rispetto al 2023. L’export rappresenta quasi la metà della produzione e cresce di più rispetto al mercato interno, a dimostrare l’eccellenza della cosmetica italiana nella percezione degli acquirenti esteri. La filiera cosmetica nel suo complesso, dalle materie prime al packaging alla distribuzione, è ancora più pesante: la stima è di circa 40 miliardi di euro.

Le tendenze di trasformazione vedono un’evoluzione dei canali distributivi, con sempre maggiore digitalizzazione, e una ricerca indirizzata verso la sostenibilità.

Il report evidenzia, infine, i trend chiave del settore che stanno cambiando il mercato:

  • personalizzazione di prodotti e servizi tramite IA e realtà aumentata;
  • collaborazioni tra startup e grandi imprese;
  • packaging sempre più eco-friendly;
  • digitalizzazione dell’esperienza di acquisto;
  • riduzione dell’intermediazione tra aziende e consumatori.

Il mercato dei servizi beauty&wellness

Oltre all’industria cosmetica, l’Italia ha una rete molto capillare di attività legate ai servizi di cura e benessere della persona.

I centri estetici attivi sono circa 42.000 (dato Unioncamere 2024) e mantengono una crescita annua compresa tra il 3 e il 5%, guidata da un aumento della domanda di trattamenti avanzati e dall’integrazione tra estetica e benessere più ampio nell’offerta.

L’integrazione caratterizza anche l’offerta più specificamente wellness, con centri spa che ampliano i loro servizi per occuparsi di benessere a trecentosessanta gradi, sconfinando nei trattamenti per migliorare la salute del corpo e in quelli estetici.

Resta stabile, infine, il numero dei saloni di parrucchieri, ma il settore mostra una crescente polarizzazione tra micro-attività tradizionali e format innovativi come saloni premium, specializzazioni in tecniche avanzate, trattamenti a domicilio.

I trend del beauty e wellness in Italia

Come abbiamo già anticipato per l’ambito cosmetico nello specifico, si possono individuare alcuni trend in particolare che stanno ridisegnando il settore beauty&wellness:

  1. Digitalizzazione e servizi personalizzati

App di prenotazione, CRM per fidelizzazione, retail digitale e influencer economy spingono le imprese a modelli più professionali, misurabili e scalabili.

  1. Prodotti e trattamenti “high-tech”

Tecnologie derma-estetiche, dispositivi portatili, cosmetici funzionali e formulazioni avanzate alimentano le linee di prodotti e servizi.

  1.  Formula ibrida prodotto + servizio

Molti brand integrano vendita di cosmetici, trattamenti e abbonamenti mensili, creando ricavi ricorrenti e maggiore prevedibilità finanziaria.

  1.  Sostenibilità e clean beauty

I consumatori danno sempre più valore a trasparenza e sicurezza, facendo crescere nell’offerta formule naturali o “science-backed”, packaging riciclabile, filiere certificate.

  1. Specializzazione professionale

Nei servizi cresce l’interesse per la specializzazione in trattamenti verticali che generano margini più elevati e possibilità di scalabilità.

Il crowdfunding per il settore beauty e wellness

Il settore beauty & wellness presenta caratteristiche che lo rendono adatto al ricorso al crowdfunding per raccogliere capitali e per fare marketing:

  • mercato ampio e in crescita;
  • brand consumer-oriented con forte potenziale community;
  • forte connessione digitale e capacità di generare storytelling;
  • prodotti e servizi facilmente scalabili;
  • domanda crescente di innovazione.

Gli esempi si vedono anche su Opstart. La startup innovativa BBLO ha raccolto 125.000 euro in una campagna di equity crowdfunding per il suo progetto di un portale dedicato a semplificare l’incontro tra domanda e offerta nel settore estetico. MyBBLO Beauty Explorer, infatti, è una piattaforma che integra funzioni di marketing, prenotazione, reclutamento, marketplace e formazione per i centri estetici e i professionisti del settore. Un successo che deriva dalla capacità di fornire risposte alle necessità di digitalizzazione e specializzazione del settore estetico e dei suoi fruitori.

Scopri le campagne live su Opstart!

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