Il settore beauty&wellness in Italia è ampio e vitale, grazie a una filiera produttiva radicata sul territorio e a un ecosistema di servizi in costante arricchimento e trasformazione. L’interesse per la cura del corpo è cresciuto negli ultimi anni ed è cresciuta la domanda di prodotti e trattamenti di livello professionale, a cui accedere sia da casa sia nei centri e nei saloni dedicati.
Accanto ai grandi e noti marchi beauty italiani consumer e professionali come Kiko Milano, Davines, Collistar, Guam, Diego Dalla Palma, Alfaparf, Framesi, ci sono tanti marchi professionali attivi solo nel b2b e soprattutto aziende dedicate interamente alla produzione conto terzi, non solo per l’Italia ma anche per i mercati esteri, come Ancorotti Cosmetics, Intercos, OPAC.
Ma il settore beauty&wellness sta crescendo anche nell’ambito dei servizi, facendo leva su nuove tecnologie per offrire consulenza e trattamenti sempre più avanzati e personalizzati, ampliare la gamma dei servizi a distanza e diversificare le modalità di fruizione dell’esperienza beauty&wellness: dalle app per trovare il servizio più adatto nei dintorni fino ai servizi svolti direttamente a domicilio.
Il crowdfunding si sta dimostrando uno strumento di raccolta di capitale e marketing molto adatto anche a questo ambito: in questo articolo vedremo una panoramica del settore e un esempio di crowdfunding per beauty e wellness.
L’industria cosmetica è il segmento trainante del settore beauty&wellness italiano e rappresenta in generale un settore chiave per l’economia del nostro Paese.
Il report 2025 di Cosmetica Italia riporta i dati di una crescita costante e sostenuta, trainata sia dal mercato interno, sia dall’export.
Si parla di una produzione da 16,5 miliardi di euro (il 2% del PIL) in crescita dal 9% rispetto al 2023. L’export rappresenta quasi la metà della produzione e cresce di più rispetto al mercato interno, a dimostrare l’eccellenza della cosmetica italiana nella percezione degli acquirenti esteri. La filiera cosmetica nel suo complesso, dalle materie prime al packaging alla distribuzione, è ancora più pesante: la stima è di circa 40 miliardi di euro.
Le tendenze di trasformazione vedono un’evoluzione dei canali distributivi, con sempre maggiore digitalizzazione, e una ricerca indirizzata verso la sostenibilità.
Il report evidenzia, infine, i trend chiave del settore che stanno cambiando il mercato:
Oltre all’industria cosmetica, l’Italia ha una rete molto capillare di attività legate ai servizi di cura e benessere della persona.
I centri estetici attivi sono circa 42.000 (dato Unioncamere 2024) e mantengono una crescita annua compresa tra il 3 e il 5%, guidata da un aumento della domanda di trattamenti avanzati e dall’integrazione tra estetica e benessere più ampio nell’offerta.
L’integrazione caratterizza anche l’offerta più specificamente wellness, con centri spa che ampliano i loro servizi per occuparsi di benessere a trecentosessanta gradi, sconfinando nei trattamenti per migliorare la salute del corpo e in quelli estetici.
Resta stabile, infine, il numero dei saloni di parrucchieri, ma il settore mostra una crescente polarizzazione tra micro-attività tradizionali e format innovativi come saloni premium, specializzazioni in tecniche avanzate, trattamenti a domicilio.
Come abbiamo già anticipato per l’ambito cosmetico nello specifico, si possono individuare alcuni trend in particolare che stanno ridisegnando il settore beauty&wellness:
App di prenotazione, CRM per fidelizzazione, retail digitale e influencer economy spingono le imprese a modelli più professionali, misurabili e scalabili.
Tecnologie derma-estetiche, dispositivi portatili, cosmetici funzionali e formulazioni avanzate alimentano le linee di prodotti e servizi.
Molti brand integrano vendita di cosmetici, trattamenti e abbonamenti mensili, creando ricavi ricorrenti e maggiore prevedibilità finanziaria.
I consumatori danno sempre più valore a trasparenza e sicurezza, facendo crescere nell’offerta formule naturali o “science-backed”, packaging riciclabile, filiere certificate.
Nei servizi cresce l’interesse per la specializzazione in trattamenti verticali che generano margini più elevati e possibilità di scalabilità.
Il settore beauty & wellness presenta caratteristiche che lo rendono adatto al ricorso al crowdfunding per raccogliere capitali e per fare marketing:
Gli esempi si vedono anche su Opstart. La startup innovativa BBLO ha raccolto 125.000 euro in una campagna di equity crowdfunding per il suo progetto di un portale dedicato a semplificare l’incontro tra domanda e offerta nel settore estetico. MyBBLO Beauty Explorer, infatti, è una piattaforma che integra funzioni di marketing, prenotazione, reclutamento, marketplace e formazione per i centri estetici e i professionisti del settore. Un successo che deriva dalla capacità di fornire risposte alle necessità di digitalizzazione e specializzazione del settore estetico e dei suoi fruitori.
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