Un futuro più green con Energy 4 Future

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Un futuro più green con Energy 4 Future

Febbraio 11, 2022 Equity Crowdfunding

Abbiamo intervistato Marco Ferrara, CEO e presidente di Energy 4 Future. La startup che coglie l’incredibile trend di crescita del settore attraverso lo sviluppo di progetti di impianti in sei diversi Paesi Europei, integrando tecnologie innovative che migliorano la redditività e l’efficienza degli impianti nel territorio e creando ulteriori meccanismi di salvaguardia ambientale.

Qual è il tuo percorso professionale?

A 12 anni ho avuto la grande fortuna di avere come professore di educazione tecnica alle scuole medie un giovane architetto, che con le sue lezioni innovative e brillanti, riusciva ad appassionarci a molti temi da lui toccati nonostante la nostra giovanissima età. Ora lui è Professore Ordinario e direttore di un dipartimento nella Facoltà di Architettura (giustamente), e io grazie a lui ho iniziato un percorso che dura tuttora.

Da quel momento mi interesso con passione alle energie rinnovabili. Ho continuato all’Università conseguendo la laurea triennale e magistrale in Ingegneria Gestionale – specializzazione “gestione dell’energia” presso il Campus di Savona – con due tesi sull’energia eolica (due progetti di mia iniziativa, uno realizzato e uno in fase di realizzazione); e il mio percorso professionale negli ultimi 18 anni ha toccato quasi tutte le principali tecnologie, con un approccio trasversale su sviluppo, progettazione, costruzione, gestione, finanziamento e raccolta capitali.

Fondamentale per me, anche la soddisfazione di aver condiviso tra il 2012 e il 2015, con un caro compagno di vita, liceo e università, la direzione e lo sviluppo di una startup che è stata successivamente inserita nel prestigioso ranking “Financial times Best Growing Companies in Europe”, prima assoluta in Italia e quinta in Europa nel settore Energia tra 2012 e 2015. Grazie poi a mia moglie Sylwia, ai nostri amici e soci Igor Siccardi e Silvia Morello e a un team straordinario e particolarmente eterogeneo, con RenX sono riuscito ad andare anche oltre. Complice un contesto di business, quello degli anni ‘20, completamente nuovo.

Come nasce dunque Energy 4 Future?

Come chiunque di noi, dalla sua “Mamma”, ovvero RenX. Ci siamo resi conto ben presto con Igor delle importanti opportunità che stavano emergendo. Per questo è nata RenX. Volevamo una realtà al passo con i tempi, con un profilo fortemente imprenditoriale e orientato al risultato, e con un team di giovani con culture e approcci differenti, ma uniti dalla ricerca di efficienza nei processi e da un’analisi continua di rischi e opportunità. Un’azienda orizzontale, dove chiunque abbia la libertà di proporre soluzioni e di evidenziare errori, nella consapevolezza che sbagliare senza perseverare aiuta a capire quello ciò che bisogna evitare, e dunque che l’errore è un valore.

Dopo aver coinvolto investitori qualificati, ci siamo resi conto che mancava una “gamba”: gli investitori retail di piccola taglia, che avevano solo l’alternativa di investire in strumenti qualificati come i fondi, subendo però una pesante fee di intermediazione.

Cosi attraverso Energy 4 Future, si è voluto dare ai “piccoli” le stesse opportunità dei “grandi”.

Quali sono state le sfide principali che hai dovuto affrontare durante il lancio dell’azienda e quali sono gli obiettivi raggiunti negli ultimi tempi?

Racconto sempre di come RenX sia un sistema fatto di persone, progetti e denaro. Questi tre elementi devono lavorare in equilibrio. Siamo molto attrattivi verso giovani profili qualificati, per via dei temi trattati e dell’ambiente di lavoro estremamente dinamico. I progetti nascono da una visione strategica e da competenze che ci permettono di giocare in anticipo. Sul denaro, la credibilità ci permette di spaziare senza troppi problemi.

RenX a oggi ha una pipeline di oltre 4 GW (dai 3 ai 4 miliardi di euro di investimenti) in sviluppo, principalmente eolico. Siamo probabilmente uno degli operatori con la pipeline di progetti più grandi nel settore delle piccole-medie imprese. Conosco diverse utility e aziende di medie e grandi dimensioni che non hanno pipeline estese come le nostre, questo è un risultato assai rilevante.

Per quanto riguarda le difficoltà, a oggi forse l’interlocuzione con i nostri investitori del crowdfunding sta andando sicuramente bene ma per noi rappresenta un mondo completamente nuovo. Siamo abituati a parlare con imprenditori o utilities energetiche e il linguaggio è completamente diverso, ma in molti casi anche le finalità. Diversi investitori di piccola taglia ci sostengono più a fini etici che a fini di business, essi hanno aspettative e speranze più articolate di operatori strutturati e la comunicazione con un numero così elevato di investitori non è da sottovalutare.

In che mercato si inserisce Energy 4 Future e qual è la situazione in Italia?

Il mercato è esplosivo, io faccio sempre il paragone con il mercato immobiliare del secondo dopoguerra. Servono sicuramente delle competenze rilevanti e, come tutti i business, non ci si improvvisa.

Cosa differenzia Energy 4 Future dai suoi principali competitor?

La grande novità è il concetto di disintermediazione del business. Sui competitor va detto che il mercato è peculiare quindi c’è da fare ovunque, raramente si ritrovano conflitti con terzi.

Oggi sono tutti paladini del green. Ma ieri, ricordiamo tutti chi c’era e chi non c’era. Chi c’era ieri, ci credeva davvero e crederci significa avere un approccio etico. Questo lavoro è anche una missione: stiamo per consegnare ai nostri figli un mondo troppo diverso da quello che abbiamo ereditato. Interi ecosistemi andranno distrutti o subiranno trasformazioni irreversibili, l’innalzamento progressivo del livello dei mari sta già creando i primi grandi problemi: basti vedere i casi di Jakarta e Miami.

Ora, francamente, auguriamo tutto il meglio a chi come noi porta avanti questo tipo di attività. Ci conosciamo quasi tutti, il confronto è periodico e proficuo, il livello etico dei nostri interlocutori altissimo. Poi ci sono le eccezioni chiaramente, ma la comunità delle rinnovabili opera attraverso altri schemi e il concetto di competizione è superato tra chi sviluppa progetti.

Più standard, invece, tra i produttori di componenti che competono per assegnarsi gare pubbliche o private e per piazzare le proprie tecnologie.

Come mai hai scelto l’equity crowdfunding?

L’energia rinnovabile è partecipazione e produzione distribuita, a differenza dei vecchi modelli di centrali dove pochi detenevano gran parte della produzione. L’Equity Crowdfunding è il naturale alleato di questo nuovo mondo di produzione energetica decentralizzata, avvicina le aziende agli investitori permettendo a realtà micro di disporre di quelle risorse per l’avviamento che le banche spesso non sono in condizione di erogare, e che altre istituzioni pubbliche o para-pubbliche, a dispetto degli slogan e delle belle parole, non vogliono talvolta contribuire a far crescere.

Quali sono gli obiettivi futuri di Energy 4 Future?

Crescita in termini di progetti sviluppati e/o impianti costruiti, contributi significativi a tutela delle aree coinvolte dalle installazioni, coinvolgimento massimo di tutti gli operatori del territorio e allargamento della platea dei soci, indipendentemente dal contributo erogato.

Perché investire in Energy 4 Future?

Salvaguardia dell’ambiente e del territorio, un investimento redditizio nell’economia reale, gli sgravi fiscali per le startup, l’accesso a un tipo di investimento ad appannaggio fino a oggi solo di fondi e utilities, la possibilità di sostenere un team giovane che sviluppa innovazione, favorire la collaborazione e l’integrazione transnazionale all’interno dell’Unione Europea.

Ma ricordo che il binomio rischio-opportunità è sempre valido anche per le startup, nonostante il filtro importante dei portali come Opstart.it, che hanno grandi competenze nel valutare le potenzialità dei singoli progetti.

Vale sempre dunque il concetto di diversificazione degli investimenti: anche Energy 4 Future stessa diversifica, attraverso le disponibilità di progetti di RenX, il rischio autorizzativo, su più regioni, Paesi, tecnologie e dimensioni di impianto.

Cosa consiglieresti ad altri imprenditori che vogliono avviare la loro impresa? 

Vedo troppa enfasi, anche nel mondo del crowdfunding, sul “cosa”, io sono ossessionato dal “come”. Quando investitori qualificati che hanno costruito patrimoni rilevanti mi incontrano la prima volta, vogliono capire chi sono, conoscere mia moglie, come vivo, come gestisco i rapporti con gli altri, i miei valori, gli obiettivi di vita, come reagisco sotto stress e soprattutto come gestisco i rischi potenziali. Dei progetti, parliamo sempre in seconda battuta.

Se vuoi sapere di più su Energy 4 Future, guarda il webinar e visita la campagna di Equity Crowdfunding!

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