Un minibond può essere utilizzato non solo per finanziare investimenti o piani di sviluppo, ma anche per sostenere un’operazione di M&A, mettendo a disposizione dell’impresa i capitali necessari per realizzare un’acquisizione. In questo senso, i minibond per acquisizioni possono rappresentare uno degli strumenti da valutare quando un progetto di crescita richiede risorse finanziarie e tempi di esecuzione ben definiti.
È quanto accaduto a Easytech che, nel 2021, ha emesso un minibond da 1,5 milioni di euro destinando integralmente i capitali raccolti all’acquisizione di una società concorrente di Nexapp, realtà appartenente allo stesso gruppo. L’obiettivo era accelerare un percorso di crescita che, attraverso il solo sviluppo organico, avrebbe richiesto tempi più lunghi.
Quell’operazione ha rappresentato l’inizio di un percorso più ampio. Negli anni successivi Easytech ha continuato a crescere attraverso nuove acquisizioni, integrazioni e iniziative imprenditoriali, fino a dare forma a un gruppo composto oggi da sei aziende. Il 20 settembre 2026, a cinque anni dall’emissione, il minibond è arrivato alla sua naturale scadenza con il rimborso dell’ultima rata di capitale.
Il caso Easytech permette quindi di osservare concretamente il legame tra minibond e M&A e il ruolo che questo strumento può assumere nel finanziare una strategia di crescita per acquisizioni.
Ne abbiamo parlato con Alessandro Arioldi, Amministratore di Easytech, ripercorrendo le ragioni che hanno portato alla scelta del minibond, l’utilizzo dei capitali raccolti e l’evoluzione del Gruppo negli anni successivi.
Nel 2021 Easytech stava vivendo una fase di crescita trainata principalmente dallo sviluppo organico, senza particolari acceleratori. Accelerare l’espansione attraverso la sola crescita interna avrebbe richiesto tempi lunghi, per due motivi: la complessità nel reperire in tempi brevi personale qualificato e la difficoltà nell’ampliare il portafoglio clienti per la business unit di sviluppo software.
L’obiettivo che ci eravamo posti era chiaro: espanderci attraverso l’acquisizione di una realtà consolidata, integrando immediatamente competenze, esperienza e nuove opportunità di business.
Avevamo individuato un’azienda interessante e determinato un EBITDA x 6 – PFN (posizione finanziaria netta, ndr). La mancanza di liquidità sufficiente per l’operazione ci ha portato all’emissione del minibond, che ci ha permesso di cogliere un’opportunità strategica nel momento giusto e ci ha dato la possibilità di trasformare quella visione in un progetto concreto, accelerando una crescita che negli anni successivi ha contribuito alla nascita dell’attuale Gruppo Easytech.
I capitali raccolti attraverso il minibond sono stati destinati integralmente al finanziamento dell’acquisizione. Contestualmente, abbiamo scelto di sostenere con risorse proprie il costo degli interessi dell’operazione, soluzione che ci ha consentito di ottimizzare le condizioni finanziarie complessive, ottenendo un tasso leggermente inferiore.
Al di là dell’aspetto economico, quell’acquisizione ha avuto un risvolto strategico fondamentale nella nostra evoluzione: questa prima operazione con esito positivo ci ha permesso di acquisire esperienza e ci ha dato la fiducia necessaria per realizzare successive operazioni analoghe.
Nel tempo abbiamo beneficiato di queste operazioni anche a livello organizzativo e strutturale: abbiamo integrato alcune funzioni trasversali tra le varie aziende e business unit, come l’area amministrativa e quella commerciale, e costruito sinergie tra i diversi team tecnici, creando un’organizzazione più strutturata ed efficiente.
La scelta del minibond è maturata dopo aver valutato opzioni di finanziamento tradizionali che hanno dato esito negativo. Per un’operazione di acquisizione come quella che avevamo progettato, i tempi, le procedure e la documentazione richiesta dal sistema bancario si sono dimostrati incompatibili con le dinamiche del mercato. Inoltre, la valutazione finanziaria non ha tenuto conto delle prospettive di sviluppo generate dall’operazione stessa, ma solo dei dati storici dell’azienda.
Abbiamo trovato nel minibond uno strumento particolarmente adatto a questo tipo di progetto: ci ha permesso di presentare in modo articolato il nostro piano industriale e di confrontarci con investitori interessati a comprenderne la sostenibilità nel medio-lungo periodo.
Per noi è stata una soluzione che ha affiancato efficacemente gli strumenti finanziari tradizionali e che si è dimostrata coerente con gli obiettivi di crescita che ci eravamo prefissati, permettendoci di dimostrare la validità del nostro progetto.
Guardando oggi il percorso compiuto, posso affermare con soddisfazione che l’operazione finanziata tramite il minibond ha avuto un peso sostanziale nel percorso che ci ha portato fin qui e ha rappresentato l’innesco dell’evoluzione dei cinque anni successivi. Da quel momento abbiamo continuato a investire nello sviluppo del Gruppo, affiancando alla crescita organica nuove iniziative e ulteriori operazioni di integrazione sul territorio nazionale, con cadenza quasi annuale.
A luglio 2021 c’è stata la trasformazione di Easytech da Srl a Spa; a settembre 2021 l’acquisizione di Skianet Srl, in provincia di Fermo; a settembre 2022 l’acquisizione di EDP Answer Srl, a Crema; ad aprile 2024 la costituzione di RigenerAI Srl, con sede a Bari; a dicembre 2024 l’acquisizione di MPSystem Srl, in provincia di Milano; e a luglio 2026 la costituzione di Skill42 Srl, a Bergamo.
Ognuno di questi passaggi ha contribuito a consolidare competenze, mercati e specializzazioni differenti, dando forma all’attuale struttura del Gruppo.
Il bilancio che facciamo oggi è estremamente positivo.
Penso che il minibond sia uno strumento molto interessante per aziende che dispongono di un piano di crescita chiaro e ben strutturato, specialmente quando si tratta di operazioni di acquisizione che richiedono rapidità di esecuzione e una visione di medio-lungo termine.
Si tratta di uno strumento complementare al credito tradizionale, che offre maggiore flessibilità e favorisce un dialogo più approfondito tra impresa e investitori, dialogo che manca oggi nel mondo bancario.
Negli ultimi anni l’accesso al credito è diventato sempre più strutturato e complesso, basato su processi, indicatori finanziari e percorsi decisionali che richiedono tempi non sempre compatibili con operazioni di crescita straordinaria.
Nel nostro caso avevamo davanti un progetto con forti prospettive industriali e una finestra temporale ben definita. Per questo è stato importante confrontarci con interlocutori che, oltre ai numeri, hanno voluto comprendere il piano di sviluppo, il mercato di riferimento e la visione imprenditoriale alla base dell’operazione.
L’esperienza del minibond ci ha permesso di instaurare un dialogo diretto con investitori interessati a valutare il progetto nel suo complesso. Quando si parla di acquisizioni, la tempestività è determinante: cogliere l’opportunità giusta nel momento giusto spesso fa la differenza tra una semplice possibilità e un vero percorso di crescita.
A cinque anni di distanza, il caso Easytech permette di leggere l’operazione non solo attraverso il risultato finanziario, ma soprattutto attraverso il percorso industriale che ne è seguito.
Il minibond ha consentito alla società di realizzare un’acquisizione in una fase in cui rapidità di esecuzione e disponibilità di capitale erano elementi decisivi. Da quella prima operazione sono poi nate nuove acquisizioni, integrazioni e iniziative che hanno contribuito alla costruzione dell’attuale Gruppo Easytech.
L’esperienza raccontata da Alessandro Arioldi mostra quindi come, in presenza di un progetto industriale chiaro e sostenibile, un minibond possa rappresentare uno degli strumenti da valutare per finanziare operazioni di M&A e percorsi di crescita per acquisizioni. Un’alternativa che può affiancare il credito tradizionale e che, in operazioni straordinarie, può offrire alle imprese la possibilità di confrontarsi con investitori interessati a comprendere non solo i dati storici, ma anche la logica e le prospettive del progetto.
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