Intervista a Fundo.one: come integrare finanza agevolata e crowdfunding

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Intervista a Fundo.one: come integrare finanza agevolata e crowdfunding

Luglio 23, 2026 La redazione Interviste e casi di successo

Accedere alle risorse necessarie per finanziare un progetto di crescita è una delle sfide più complesse per startup e PMI. La finanza agevolata può offrire un supporto importante, ma individuare le misure più adatte, comprenderne i requisiti e gestire correttamente candidatura e rendicontazione richiede tempo e competenze specifiche.

È da questa esigenza che nasce Fundo.one, piattaforma digitale che utilizza dati e intelligenza artificiale per semplificare l’accesso alla finanza agevolata, accompagnando le imprese dalla ricerca del bando fino alla gestione della spesa finanziata.

La nuova partnership con Opstart parte da una visione condivisa: finanza agevolata e crowdfunding non devono essere considerati percorsi separati, ma strumenti complementari all’interno di una strategia finanziaria più ampia. Un contributo pubblico può infatti coprire solo una parte dell’investimento, mentre il crowdfunding può intervenire sul fabbisogno residuo e, allo stesso tempo, contribuire a validare il progetto sul mercato e a costruire una community intorno all’impresa.

Ne abbiamo parlato con Luca Iannelli, CCO e Co-founder di Fundo.one, approfondendo il funzionamento della piattaforma, il ruolo dell’intelligenza artificiale e le opportunità che possono nascere dall’integrazione tra finanza alternativa e finanza agevolata.

Parliamo della nascita di Fundo.one: da quale esigenza concreta del mercato siete partiti e come si è sviluppato il progetto fino ad oggi?

Fundo.one è il primo spin off nato da Maritime Venture con l’obiettivo di risolvere un problema molto concreto: in Italia ci sono miliardi di euro di incentivi pubblici tra bandi regionali, nazionali, fondi PNRR, crediti d’imposta. Meno del 10% delle imprese riesce ad accedervi. Non per mancanza di merito, ma perché il sistema è frammentato, la burocrazia è complessa e le informazioni sono sparse tra decine di enti e piattaforme diverse. Le aziende perdevano tempo enorme solo per comprendere quali bandi fossero rilevanti per loro.

Da lì è nata l’idea: usare dati e intelligenza artificiale per semplificare questo labirinto. Siamo partiti con un primo modulo di matching tra imprese e bandi per poi costruire una piattaforma completa che accompagna l’azienda dalla scoperta dell’opportunità fino alla rendicontazione della spesa. Oggi la piattaforma si è evoluta in un vero assistente end-to-end per la finanza agevolata.

Come funziona concretamente la piattaforma e in quali specifiche fasi accompagna un’impresa?

Fundo.one si articola in tre moduli principali. Il primo è il matching: l’azienda inserisce alcuni dati essenziali (settore, dimensione, localizzazione, tipo di investimento previsto) e l’algoritmo individua in automatico i bandi realmente in target, invece di dover spulciare decine di siti istituzionali.

Il secondo è la gestione del bando: una volta identificato il bando giusto, la piattaforma guida l’impresa nella predisposizione della documentazione necessaria, con checklist puntuali e supporto sui requisiti tecnici e formali.

Il terzo è la rendicontazione della spesa: la fase spesso più temuta, perché è quella dove si rischia di perdere il contributo per errori formali. Qui la piattaforma aiuta a tenere traccia delle scadenze e della documentazione richiesta durante tutto il ciclo di vita del progetto finanziato.

L’intelligenza artificiale è uno degli elementi distintivi di Fundo.one. Quali attività è oggi possibile automatizzare e quali, invece, richiedono ancora il contributo di consulenti ed esperti specializzati?

L’intelligenza artificiale oggi è molto efficace nell’automatizzare tutta la parte di scouting e matching: analizzare migliaia di bandi e restituire solo quelli davvero pertinenti per un’azienda specifica, un lavoro che manualmente richiederebbe giorni. È efficace anche nel monitoraggio continuo delle scadenze e nell’organizzazione documentale.

Quello che ancora richiede il contributo di consulenti esperti è tutto ciò che riguarda la valutazione strategica e discrezionale: capire come strutturare un progetto per massimizzare il punteggio in un bando competitivo, interpretare zone grigie normative, gestire il rapporto con l’ente erogatore in caso di richieste di integrazione o contestazioni, o dare un giudizio su rischi specifici del singolo caso. L’AI dà l’informazione giusta al momento giusto, ma la competenza umana resta centrale nelle decisioni che contano davvero. Per questo, ogni cliente di Fundo.one viene guidato anche in questa fase con ore di supporto mirate.

Opstart e Fundo.one operano su due ambiti differenti, ma perfettamente complementari: finanza agevolata e crowdfunding. Come nasce la partnership e quali esigenze delle imprese intendete affrontare insieme a noi?

Opstart e Fundo.one guardano alla stessa impresa da due prospettive complementari: Opstart lavora sulla finanza alternativa, in particolare il crowdfunding, Fundo.one sulla finanza agevolata. Sono due mondi che nella pratica delle aziende dovrebbero parlarsi molto di più, e spesso invece restano separati per mancanza di competenze incrociate.

La partnership nasce proprio per colmare questo gap: vogliamo offrire alle imprese una visione integrata, in cui un progetto di investimento non guarda solo “c’è un bando per questo?”, ma anche “posso attivare una campagna di crowdfunding in parallelo, magari usando il contributo pubblico come leva di credibilità verso la community di investitori?”.
L’obiettivo comune è dare alle aziende, soprattutto PMI e startup, un accesso più semplice e più completo agli strumenti finanziari disponibili.

Finanza agevolata e crowdfunding vengono spesso considerate due percorsi separati. Secondo te, in che modo bandi e finanza alternativa possono invece integrarsi all’interno di una strategia finanziaria aziendale?

Sono due strumenti che funzionano meglio insieme di quanto si pensi. La finanza agevolata copre tipicamente una parte dell’investimento – penso ai bandi a fondo perduto o ai crediti d’imposta – ma quasi mai il 100%. Il crowdfunding può intervenire proprio lì, coprendo il gap di risorse proprie richiesto, e in più porta con sé un valore che il bando da solo non dà: validazione di mercato e community intorno al progetto.

C’è anche un effetto reputazionale interessante: un’azienda che ha ottenuto un contributo pubblico dopo una valutazione tecnica di un ente terzo comunica affidabilità a chi valuta se investire tramite crowdfunding. Una strategia finanziaria solida, oggi, non dovrebbe scegliere tra le due strade ma sequenziarle o combinarle in base alla fase e alle esigenze di cassa del progetto.

Un consiglio per una startup alle prime esperienze, che si approccia al mondo dei bandi e della finanza agevolata?

Il consiglio più importante è: iniziate a informarvi prima di avere il progetto già definito, non dopo. Molte startup si accorgono dell’esistenza di un bando quando ormai il progetto è già partito o strutturato in modo incompatibile con i requisiti richiesti, e perdono l’opportunità.

Il secondo consiglio è non sottovalutare la fase di rendicontazione: si perdono più contributi per errori documentali post-concessione che per bocciature in fase di selezione. Meglio investire tempo all’inizio per capire bene gli obblighi che ci si assume, piuttosto che rincorrere le scadenze dopo. E con Fundo.one il tempo investito nella comprensione dei requisiti è dimezzato.

E infine: non affrontatelo da soli se non è il vostro mestiere. Uno strumento come Fundo.one fa risparmiare tempo, errori e, spesso, soldi.

In conclusione

Finanza agevolata e crowdfunding possono quindi diventare due leve complementari per sostenere i progetti di crescita di startup e PMI. Integrare contributi pubblici, incentivi e capitale raccolto sul mercato permette alle imprese di costruire strategie finanziarie più complete, riducendo i gap di copertura e valorizzando al tempo stesso la solidità del progetto.

La partnership tra Opstart e Fundo.one nasce proprio con questo obiettivo: mettere in dialogo competenze e strumenti diversi, offrendo alle aziende un accesso più semplice, consapevole e strutturato alle risorse necessarie per svilupparsi.

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