La sostenibilità è un vero e proprio criterio di investimento: accanto a rischio, rendimento e costi, sia i piccoli investitori privati sia i grandi investitori professionali valutano ormai da anni anche gli effetti che un’impresa produce sull’ambiente e sulla società. È in questo contesto che si inserisce il tema degli investimenti sostenibili e del greenwashing.
La crescente attenzione per i temi della sostenibilità, però, ha fatto emergere un problema concreto: termini come “green”, “responsabile”, “sostenibile” e “a impatto” possono essere utilizzati per descrivere imprese, progetti e prodotti o servizi proposti come investimento senza che a queste etichette corrispondano prove concrete e risultati effettivi capaci di dimostrare la veridicità del claim.
Il problema per l’investitore è quindi passare dalla dichiarazione alla verifica. Ogni volta che mancano informazioni trasparenti sul “come” al di là del “cosa”, ogni volta che mancano numeri al di là delle parole aumenta il rischio di greenwashing.
In questo articolo chiariamo cosa significa greenwashing in ambito finanziario e forniamo consigli pratici per fare investimenti sostenibili per davvero, imparando ad analizzare documenti e dati anche senza essere esperti del settore.
La Commissione europea definisce la finanza sostenibile come il processo attraverso cui le considerazioni ambientali, sociali e di governance vengono integrate nelle decisioni di investimento. L’obiettivo è indirizzare maggiori risorse verso attività capaci di sostenere sia una crescita duratura sia la transizione verso un’economia climaticamente neutra.
Questa definizione comprende un insieme molto ampio di strategie. Un investimento può limitarsi a considerare i rischi ambientali e sociali che potrebbero compromettere i risultati economici dell’impresa, oppure può puntare intenzionalmente a generare un beneficio misurabile. Per questo non tutti gli investimenti presentati come sostenibili hanno lo stesso livello di ambizione e non possono essere valutati utilizzando un’unica etichetta.
I criteri ESG sono forse i più noti parametri per misurare la sostenibilità di un’azienda, ma non sono gli unici né coprono tutte le possibili declinazioni di sostenibilità e di impatto positivo.
Per approfondire i concetti Environmental, Social, Governance ti rimandiamo al nostro articolo sul tema ESG.
I criteri ESG e i rating ESG che vengono costruiti sulla base di essi possono fornire due tipi di informazioni:
Considerare i fattori ESG non significa, quindi, che l’investimento abbia necessariamente l’obiettivo di produrre un cambiamento ambientale o sociale. Un investitore potrebbe, per esempio, analizzare i rischi climatici soltanto perché possono aumentare i costi operativi, ridurre il valore degli asset o compromettere la continuità dell’attività. In questo caso, la sostenibilità entra nella valutazione finanziaria, ma non rappresenta necessariamente il risultato perseguito.
L’impact investing parte invece da un’intenzione ulteriore: ottenere, accanto al rendimento economico, un effetto positivo identificabile e misurabile.
La distinzione è importante perché impedisce di interpretare qualsiasi riferimento ai criteri ESG come una garanzia di impatto.
Il greenwashing negli investimenti si verifica quando le caratteristiche ambientali o sociali di un’impresa, di un progetto o di un prodotto finanziario vengono rappresentate ai potenziali investitori in modo più favorevole rispetto a quanto emerge dalle attività effettive e dai dati disponibili.
Nel rapporto 2024 dedicato al fenomeno, ESMA riprende la definizione condivisa dalle autorità europee di vigilanza: si parla di greenwashing quando dichiarazioni, comunicazioni, azioni o comportamenti legati alla sostenibilità non riflettono in modo chiaro e corretto il profilo sottostante di un soggetto, di un prodotto finanziario o di un servizio.
Non riguarda quindi soltanto le affermazioni palesemente false né solo quelle intenzionalmente ingannevoli. Può nascere anche da informazioni parziali, indicatori scelti in modo selettivo, dati riportati in un contesto che ne altera il significato, omissioni, obiettivi privi di un piano operativo oppure definizioni tanto generiche da non consentire una verifica. Il risultato è lo stesso: l’investitore riceve una rappresentazione poco fedele del profilo di sostenibilità dell’iniziativa e può prendere una decisione sulla base di elementi fuorvianti.
Questo può non solo danneggiare gli investitori, ma anche compromettere l’integrità dei mercati alterando l’allocazione dei capitali e ridurre la fiducia nella finanza sostenibile nel suo complesso.
Per questo motivo l’Unione Europea sta lavorando a un quadro normativo sempre più preciso e a strumenti di verifica e condivisione univoca dei dati sempre più efficaci per contrastare il greenwashing.
In Italia, è Consob l’organo preposto alla vigilanza sul greenwashing.
Sebbene il termine greenwashing richiami soprattutto gli aspetti ambientali, lo stesso meccanismo può riguardare anche la dimensione sociale e la governance.
Si parla di social washing quando un’impresa o un progetto enfatizzano benefici relativi ai lavoratori, alle comunità o all’inclusione senza fornire elementi sufficienti per dimostrarli. Un’iniziativa può, per esempio, dichiarare di generare occupazione di qualità senza indicare il tipo di contratti, la durata dei posti di lavoro, le condizioni applicate o il numero effettivo dei beneficiari.
L’impact washing riguarda invece l’attribuzione di un impatto positivo non adeguatamente dimostrato. Può verificarsi quando vengono presentati come “impatto” le attività svolte anziché i loro effetti, oppure quando il cambiamento osservato non può essere ricondotto in modo credibile al progetto finanziato.
Integrare nelle valutazioni di finanza sostenibile tutti e tre i fattori ESG serve proprio a evitare che un singolo beneficio venga isolato dal resto dell’attività. L’assenza di un quadro complessivo apre invece lo spazio per rappresentazioni parziali: ciascun investitore può decidere se dare la priorità a un singolo elemento di sostenibilità oppure se verificarli tutti per fare investimenti sostenibili da tutti i punti di vista.
Per distinguere gli investimenti sostenibili dal greenwashing e capire se un progetto o un’impresa sono credibili, bisogna cercare risposte a una sequenza di domande:
Più tutti questi passaggi sono espliciti e documentati, più è possibile distinguere un progetto orientato all’impatto da una dichiarazione promozionale.
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Il greenwashing negli investimenti si verifica quando un’impresa, un progetto o un prodotto finanziario presenta le proprie caratteristiche ambientali o sociali in modo più favorevole rispetto a quanto emerge dalle attività effettive e dai dati disponibili. Può derivare da affermazioni generiche, informazioni parziali, omissioni oppure obiettivi non accompagnati da indicatori verificabili.
Per riconoscere il greenwashing è utile verificare se le dichiarazioni di sostenibilità sono accompagnate da dati, obiettivi misurabili, scadenze, metodologie di calcolo e informazioni sulla situazione iniziale. Espressioni come “green”, “responsabile” o “a impatto zero”, se non supportate da elementi concreti, dovrebbero essere approfondite prima di investire.
Per capire se un investimento è davvero sostenibile bisogna valutare quale problema ambientale o sociale intende affrontare, quali attività prevede e come ne misura i risultati. È importante controllare anche il periodo di riferimento, il perimetro dell’analisi, la metodologia di calcolo, la fonte dei dati e l’eventuale presenza di verifiche indipendenti.
I criteri ESG permettono di considerare fattori ambientali, sociali e di governance nella valutazione di un’impresa o di un investimento. L’impact investing si distingue perché prevede l’intenzione esplicita di generare, insieme a un rendimento finanziario, un impatto sociale o ambientale positivo e misurabile. La presenza di criteri ESG, quindi, non garantisce da sola che un investimento persegua un obiettivo di impatto.
No. I rating ESG possono fornire informazioni utili sul profilo ambientale, sociale e di governance di un’impresa, ma non escludono automaticamente il rischio di greenwashing. È necessario valutare la metodologia utilizzata, gli indicatori considerati, il perimetro dell’analisi e la coerenza tra dichiarazioni, attività aziendali e risultati documentati.
Non necessariamente. La sostenibilità può rappresentare un elemento importante nella valutazione di un’impresa, ma non elimina i rischi economici e finanziari dell’investimento. Prima di prendere una decisione è quindi necessario analizzare anche il modello di business, la situazione economica, il mercato di riferimento, la governance e la documentazione disponibile.
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