Economia italiana e prospettive: le previsioni di Confcommercio per il biennio 2025-2026

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Economia italiana e prospettive: le previsioni di Confcommercio per il biennio 2025-2026

Luglio 04, 2025 La redazione Economia e Finanza

L’incertezza economica e politica internazionale rende particolarmente importante e al tempo stesso difficile analizzare l’andamento dell’economia italiana e restare aggiornati sulle prospettive per il futuro. Per i risparmiatori e gli investitori è utile per sapere cosa aspettarsi dai propri investimenti e valutare dove indirizzarli, mentre per le imprese è fondamentale per individuare le opportunità da cogliere e gli ostacoli da superare e adattare di conseguenza la propria strategia a breve e medio termine.

L’Ufficio Studi di Confcommercio a giugno 2025 ha pubblicato le previsioni per l’economia italiana per il biennio 2025-2026, che presentano prospettive di luci e ombre, con una stabilità sostanziale ma senza crescite importanti e alcune criticità strutturali da affrontare.

Gli indicatori base: timidi segnali positivi

Gli indicatori fondamentali delle condizioni dell’economia italiana sono positivi, seppure di poco.

Nel 2024:

  • redditi reali +1,3%;
  • consumi +0,4%.

Nel 2025:

  • occupati +2.1 mln dal 2021;
  • disoccupati -1 mln nel 2025;
  • inflazione annua 1,7% stabile, grazie al riequilibrio dei prezzi energetici e alle politiche monetarie morbide della BCE.

Previsioni di crescita e criticità per l’economia italiana

La stima di crescita del PIL in uno scenario privo di shock è del + 0,8% nel 2025 e +0,9% nel 2026. Le stime di Confcommercio sono leggermente più ottimiste rispetto a quelle di ISTAT e Banca d’Italia, ma l’ordine di grandezza coincide. L’assenza di shock, per esempio in ambito energia o commercio internazionale, tuttavia, non si può dare per scontata nello scenario attuale.

La crescita è guidata soprattutto dai consumi interni, mentre meno soddisfacente è il mercato internazionale. Si sta verificando una assai timida ripresa dei consumi nel mercato interno, che tuttavia sono poco dinamici e concentrati nei servizi: gli acquisti sono indirizzati più verso esperienze, soluzioni, tempo e competenze altrui piuttosto che verso oggetti. 

La spesa, inoltre, è frenata dalla necessità di ricostruire i risparmi persi a causa della perdita di potere d’acquisto o di aumentare le risorse accantonate per avere maggiore sicurezza in caso di imprevisti in un clima di incertezza. La fiducia nel futuro, infatti, risulta tendenzialmente bassa nelle famiglie italiane.

L’occupazione è ai massimi, ma soffre il settore del terziario, in particolare commercio, ospitalità e ristorazione, che nel 2025 mancherà di almeno 260.000 lavoratori (+4% rispetto al 2024). Questo può frenare l’espansione di tali settori, che sono rilevanti per l’economia italiana.

Conclusioni

Il quadro dell’economia italiana per il 2025-2026 è di generale prudenza. La crescita sarà lenta e fragile e la volatilità dei mercati resta un rischio concreto per gli investitori. Tuttavia, i segnali sono buoni e il contesto di cambiamento rende questa fase di incertezza un’opportunità per le imprese innovative che sapranno cogliere le direzioni del cambiamento e sfruttare gli incentivi sugli investimenti e le agevolazioni statali per la transizione verso nuovi modelli di business, ma anche il taglio dei tassi di interesse.

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