Exit strategy o profit strategy in equity crowdfunding: che cosa sono e perché sono importanti

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Exit strategy o profit strategy in equity crowdfunding: che cosa sono e perché sono importanti

Novembre 28, 2023 Equity Crowdfunding

Exit strategy e profit strategy sono le due possibili modalità di guadagno da un investimento in equity crowdfunding. Si tratta di due strategie con logiche e tempistiche diverse, che rispondono a differenti esigenze e obiettivi di lungo termine degli investitori.

Chi investe in una campagna di equity crowdfunding che si conclude con successo diventa socio dell’azienda offerente, perché ne ha acquistato delle quote in quantità proporzionale al suo investimento. Questo tipo di campagne di solito riguarda start up o PMI all’inizio del loro sviluppo, perciò il valore delle quote acquistate è da valutare nel tempo e dipende dalla realizzazione dei piani di business studiati per rendere profittevoli tali imprese grazie agli investimenti raccolti. 

Una volta che l’azienda ha iniziato a generare profitto, l’investitore può scegliere tra due strade per ricavare guadagno economico da questo investimento: la distribuzione degli utili o la vendita delle proprie quote a terzi. Poiché un investimento è sempre orientato a ricavare profitto, è importante conoscere queste due strade e inserirle nei progetti per la gestione del proprio portafogli.

Exit strategy e profit strategy in equity crowdfunding

Profit strategy

La profit strategy consiste nel ricavare guadagno dalla distribuzione degli utili dell’azienda oggetto dell’investimento in equity crowdfunding. Le start up e le PMI innovative inizialmente non distribuiscono utili perché non ne generano oppure hanno bisogno di reinvestire immediatamente per sostenere il proprio sviluppo e l’assestamento della propria struttura. Per le startup, addirittura, il fatto di non distribuire utili è un requisito per poter essere definite tali e godere quindi di tutte le agevolazioni spettanti a questa categoria di imprese. Quando una startup inizia a distribuire utili diventa infatti PMI. Nel momento in cui il business è assestato e avviato, l’impresa può decidere di remunerare i soci distribuendo i dividendi a ciascuno in proporzione alla quota di partecipazione alla società.

Exit strategy

La exit strategy è la seconda strategia possibile per ricavare guadagno dal proprio investimento in equity crowdfunding e consiste nella vendita delle quote acquistate. Si parla quindi di “uscita” (exit) dall’investimento, ma ci sono diversi modi per metterla in pratica. Innanzitutto bisogna essere consapevoli che il valore delle quote possedute sarà in continua oscillazione nel tempo a seconda degli andamenti di mercato, dell’andamento dell’azienda e di altri fattori esogeni. Per questo scegliere un certo momento per uscire dall’investimento piuttosto che un altro può cambiare anche notevolmente il guadagno che se ne ricava. Rispetto alla profit strategy, questa strategia prevede un coinvolgimento più attivo dell’investitore.

Le principali modalità di exit strategy a cui un investitore può avere accesso, dopo un investimento in equity crowdfunding, non dipendono solo dalla sua scelta ma anche da altre circostanze contingenti che possono aprire o meno determinate possibilità:

  • Trovare autonomamente un investitore terzo disposto ad acquistare le quote, con cui intraprendere una trattativa privata e stabilire le condizioni di vendita. Opstart mette a disposizione un luogo di incontro virtuale tra investitori in crowdfunding che vogliono vendere o acquistare quote, la bacheca elettronica Crowdarena.
  • Vendere la propria quota al soggetto terzo che ha acquistato l’azienda, come succede spesso quando per esempio una multinazionale rileva una piccola impresa e offre o richiede agli investitori la possibilità di vendere le quote possedute al nuovo proprietario.
  • Vendere la propria quota ai proprietari dell’azienda, che possono essere interessati a riacquistare le quote a condizioni particolari.
  • Vendere la propria quota sul mercato in seguito alla quotazione in Borsa dell’azienda. Quando una società si quota in Borsa, infatti, le sue azioni diventano liquide e liberamente scambiabili sul mercato, non più sulla base di trattative private, bensì secondo condizioni determinate dalla situazione di domanda e offerta relativa a quei titoli. La quotazione in Borsa, però, di solito è una tappa molto avanzata del percorso di sviluppo di un’azienda, e per le PMI può risultare particolarmente difficile da raggiungere.
    Nell’hub fintech di Opstart si trova anche Crowdlisting, una operazione dedicata proprio a campagne di crowdfunding finalizzate a raccogliere le sottoscrizioni di titoli necessarie per quotare in Borsa una società, replicando il processo altrimenti molto costoso di IPO (l’offerta pubblica iniziale per la collocazione di un determinato numero di quote a determinate condizioni). Gli investitori che puntano su queste campagne sanno già che le quote che acquistano diventeranno ben presto liquide e potranno venderle sul mercato di negoziazione di riferimento.

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