Crowdfunding europeo: una panoramica grazie allo European Crowdfunding Market Report

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Crowdfunding europeo: una panoramica grazie allo European Crowdfunding Market Report

Alla fine di gennaio il Crowdfunding Research Center ha pubblicato lo European Crowdfunding Market Report che offre una panoramica completa dello stato del crowdfunding europeo. L’entrata in vigore del Regolamento Europeo sul Crowdfunding ha reso possibile un “mercato unico” del crowdfunding fra gli Stati membri, ampliando le opportunità e gli attori in gioco. Per questo oggi è interessante ragionare sullo stato dell’arte del crowdfunding con un orizzonte europeo e non più solo nazionale. Opstart ha ritenuto importante partecipare alla ricerca rispondendo ai sondaggi con cui i ricercatori hanno raccolto dati sulle piattaforme in tutta Europa.

Chi raccoglie capitale in Europa?

Gli imprenditori che fanno lending crowdfunding in Europa sono per lo più giovani, mentre l’equity crowdfunding è una scelta preferita da imprenditori più maturi: è comprensibile, se si pensa che l’equity è uno strumento più complesso e richiede competenze maggiori.

Dal punto di vista del genere, non stupisce apprendere che la maggior parte dei fundraiser in qualsiasi tipo di crowdfunding sia uomo: affrontando il tema del rapporto tra donne e finanza abbiamo visto come in questo ambito ci sia un gender gap molto profondo. La percentuale più bassa di donne che fanno crowdfunding si registra proprio nell’Europa meridionale, il blocco di cui fa parte anche l’Italia.

Per quanto riguarda la tipologia di società offerente, in tutti i modelli di crowdfunding europeo prevalgono nettamente le PMI.

Un altro dato interessante è che la maggior parte delle società che fa equity crowdfunding lo fa una volta sola, mentre quelle che fanno lending crowdfunding tendono a fare più campagne. Il meccanismo del lending crowdfunding, infatti, è utile per finanziare per esempio fasi successive di uno stesso progetto con diverse campagne e questa dinamica viene applicata molto nel settore immobiliare.

Le piattaforme di crowdfunding in Europa

In Europa ci sono in totale 594 piattaforme di crowdfunding operative (non tutte partecipanti allo studio), tra le quali prevalgono quelle incentrate sul lending crowdfunding. Meno della metà delle piattaforme offre più modelli di crowdfunding come l’hub di Opstart. I Paesi che ospitano più piattaforme sono Germania, Regno Unito e Francia, tutti intorno alle 100 unità.

I dati di raccolta più recenti risalgono al 2022 e indicano una raccolta media di 19 milioni all’anno, con un 18% di piattaforme che supera i 50 milioni e un 16% che si attesta al di sotto del mezzo milione: la distribuzione nelle varie fasce di raccolta è piuttosto uniforme.

Il processo di selezione è abbastanza severo nelle piattaforme europee: superano la selezione per l’equity crowdfunding circa il 10% delle imprese, mentre la selezione per il lending crowdfunding ammette circa il 13% di esse. Un processo che sembra funzionare, dato che per entrambe le modalità il tasso di successo delle campagne supera il 90%.

È interessante, infine, il dato sulle collaborazioni tra piattaforme di crowdfunding e istituzioni finanziarie tradizionali: i due terzi delle piattaforme hanno qualche tipo di collaborazione con la finanza tradizionale, che va dallo scambio di contatti utili a una partnership strategica o promozionale, fino alla proprietà parziale o completa. Circa il 10% delle piattaforme, infatti, sono di proprietà di istituzioni finanziarie tradizionali, per esempio banche.

Gli investitori del crowdfunding europeo

Fra gli investitori in crowdfunding si registrano dinamiche di genere molto simili a quelle evidenziate per i fundraiser: le investitrici donne sono una percentuale molto minoritaria (circa il 20%) sia nell’equity sia nel lending crowdfunding.

Spicca, tra i dati sugli investitori del crowdfunding europeo, una media che contrasta con quanto siamo abituati a vedere in Italia: il 61% degli investitori equity e il 67% degli investitori lending ha investito più di una volta. Nel nostro Paese, soprattutto nell’equity crowdfunding, prevalgono invece gli investitori che partecipano a una singola campagna.

Iniziano infine a farsi strada gli investimenti provenienti da Paesi diversi da quello delle società offerenti, con un 12% di investitori stranieri nel lending crowdfunding e un 5,4% nell’equity: è una tendenza che si presume destinata ad aumentare con l’abbattimento di molte barriere dovuto al Regolamento UE.

Il ruolo predominante del lending crowdfunding europeo

In Europa si manifesta lo stesso trend che abbiamo visto in Italia con l’ultimo report dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico: il lending crowdfunding traina il settore e cresce velocemente.

Le piattaforme di lending crowdfunding, infatti, hanno una raccolta media molto più alta rispetto a quelle di equity: 24 milioni contro 15 milioni circa.

Questa crescita è merito soprattutto del grande successo del lending crowdfunding immobiliare.

Per il lending crowdfunding di tipo business si registra, infine, un tasso medio di interesse del 7,41%: la media italiana è molto simile e ha registrato un aumento nel 2023 in correlazione all’aumento generale dei tassi di interesse stabilito dalle banche centrali per far fronte all’inflazione.

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