Processo Investimento | Opstart.it, Equity Crowdfunding
Processo Investimento

PROCESSO INVESTIMENTO

L’Iter d’investimento è il seguente:

FASE I

INIZIALE PROPEDEUTICA ALL’INVESTIMENTO: INFORMATIVA

FASE II:

COMPLETAMENTO REGISTRAZIONE UTENTE PROPEDEUTICA ALL’INVESTIMENTO

FASE III:

QUESTIONARIO APPROPRIATEZZA MiFID ED ORDINI

FASE IV:

COSA SUCCEDE DOPO L’ORDINE DI INVESTIMENTO?

FASE V:

COSA SUCCEDE A FINE CAMPAGNA?

FASE VI

DOPO ESSERE DIVENTATO SOCIO COSA SUCCEDE AL MIO INVESTIMENTO?


Durante il Percorso Consob Investor Educations ed il percorso informativo del Portale (ai sensi dell’art. 15 comma 1 1.) entrambe forniti da Opstart agli investitori, in forma sintetica e facilmente comprensibile, anche mediante l’utilizzo di tecniche multimediali, con le informazioni relative all’investimento in strumenti finanziari tramite portali l’utente prende atto dei seguenti rischi:

        1. Rischio di perdita dell’intero capitale investito: Investendo in Startup e piccole medie imprese è possibile perdere l’intero capitale investito poiché si tratta di società neo costituite operanti in settori innovativi. In questo caso il rischio che il progetto imprenditoriale non vada a buon fine è maggiore rispetto a quello di società più mature. Nel caso di Piccole medie imprese, nonostante siano in uno stadio di vita aziendale più evoluto rispetto alle Startup innovative, persiste il rischio di perdere l’intero capitale investito
        2. il rischio di illiquidità: Le quote di Startup innovative e piccole medie imprese non sono quotate in mercati regolamentati. Per questo motivo può essere difficoltoso comprendere il valore effettivo e trovare un interlocutore al quale vendere le quote sottoscritte. Per questo motivo le quote di Startup innovative e piccole medie imprese sono considerate strumenti finanziari illiquidi.
        3. il divieto di distribuzione di utili previsto per le Startup innovative dall’articolo 25 del decreto31; È vietato distribuire utili fin tanto che la società mantiene i requisiti di Startup o PMI innovativa, comunque per un massimo di 5 anni dall’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, in violazione di detta norma la Startup innovativa perde i requisiti andando ad annullare l’efficacia della regolamentazione dedicata esclusivamente alle startup innovative.
        4. il trattamento fiscale di tali investimenti(con particolare riguardo alla temporaneità dei benefici ed alle ipotesi di decadenza dagli stessi);Non tutte le offerenti presenti sul portale offrono vantaggi fiscali. Le offerenti sono definite Piccole Medie Imprese. Detto insieme al suo interno presenta due sottoinsiemi specifici, con normative dedicate, definiti: Startup innovative e PMI innovative, al seguente link potete individuare le caratteristiche di ogni categoria di piccola media impresa   Per quanto riguarda Startup innovative e PMI innovative valgono i seguenti vantaggi fiscali:
              • Le persone fisiche hanno il diritto a detrarre annualmente dall’IRPEF:
                • il 30% di quanto investito in una o più startup innovative o PMI innovative fino ad un massimo per anno pari ad Euro 1.000.000.
                • Il Beneficio decade qualora l’investitore liquida l’investimento prima dei tre anni o nel caso in cui la società perda detto requisito entro i 3 anni successivi alla sottoscrizione, salvo il caso di limiti temporali (status di startup innovativa esistente da almeno 5 anni)
              • Le persone giuridiche possono dedurre annualmente dall’IRES:
                • il 30% di quanto investito in una o più startup innovative o PMI innovative fino ad un massimo per anno pari ad Euro 1.800.000.
                • Il Beneficio decade qualora l’investitore liquida l’investimento prima dei tre anni o nel caso in cui la società perda detto requisito entro i 3 anni successivi alla sottoscrizione, salvo il caso di limiti temporali (status di startup innovativa esistente da almeno 5 anni)

          Le agevolazioni si applicano sia nel caso di investimenti diretti che nel caso di investimenti indiretti per il tramite di OICR o di altre società che investono prevalentemente in questa tipologia di impresa. Per gli investimenti in PMI innovative che operano sul mercato da più di sette anni dalla loro prima vendita commerciale, tali incentivi si applicano nella stessa misura solo qualora le stesse siano in grado di presentare un piano di sviluppo di prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell’arte nel settore interessato. Il piano di sviluppo verrà valutato ed approvato da un organismo indipendente di valutazione espressione dell’associazionismo imprenditoriale ovvero da un organismo pubblico.

        5. per le Startup innovative le deroghe al diritto societario previste dall’articolo 26 del decreto: Deroghe alla disciplina societaria ordinaria che comportano un radicale cambiamento nella struttura finanziaria della srl avvicinandola a quella della S.p.A..  Valgono sia per Startup che per PMI innovative. Le deroghe più significative sono previste per le società costituite in forma di s.r.l., per le quali si consente:
          • la creazione di categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione);
          • la possibilità di effettuare operazioni sulle proprie quote;
          • la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi;
          • l’offerta al pubblico di quote di capitale;
          • le facilitazioni nel ripianamento delle perdite: in caso di perdite sistematiche le Start-up e le PMI innovative godono di un regime speciale sulla riduzione del capitale sociale, tra cui una moratoria di un anno per il ripianamento delle perdite superiori ad un terzo (il termine è posticipato al secondo esercizio successivo);
          • inapplicabilità della disciplina sulle società di comodo: non sono tenute ad effettuare il test di operatività per verificare lo status di società non operativa;
          • remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale: la PMI innovativa può remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. A questi strumenti fa capo un regime fiscale e contributivo di estremo favore, cioè non rientrano nel reddito imponibile ma sono soggetti soltanto alla tassazione sul capital gain.
        6. Deroghe al diritto fallimentare previste dall’articolo 31 del decreto valgono solo per le Startup innovative ed opera esclusivamente: in presenza della qualifica di start up innovativa; per i primi 4 anni di attività dell’impresa a partire dalla data di costituzione, ed in costanza di tutti i requisiti previsti per le start up innovative dall’art. 25, comma 2. La composizione e la gestione della crisi d’impresa di una start up innovativa si risolve con il procedimento di composizione della crisi da sovra indebitamento e di liquidazione del patrimonio di cui alla Legge n.3 del 27 gennaio 2012 permettendo di ridurre i tempi di liquidazione giudiziale non si incentrando sulla perdita di capacità dell’imprenditore ma bensì sulla separazione del patrimonio societario riservato ai creditori. Questo è profondamente diverso da quanto avviene nel fallimento e nelle altre procedure concorsuali ordinarie.Inoltre una volta decorso il termine di dodici mesi dall’iscrizione nel registro delle imprese del decreto di apertura della liquidazione della start-up innovativa, l’accesso ai dati dei relativi soci iscritti nel medesimo

 

BUSINESS PLAN

Generalmente gli strumenti ideali per analizzare una società sono il bilancio e  la contabilità aziendale. Per quanto riguarda le Startup innovative e le piccole medie imprese i bilanci non sono sufficienti. Per consentire un’analisi efficace è fondamentale avere un Business plan completo ed articolato in quanto l’oggetto imprenditoriale in via di sviluppo creerà certamente una forte discontinuità aziendale.

Per questo motivo il Portale include tra la documentazione relativa all’Offerta condotta da startup innovative, Piccole medie imprese o società di capitali che investono prevalentemente in startup o PMI innovative, anche un business plan redatto con criteri il più possibile rispondenti ai formati e ai principi comunemente accettati al fine di fornire tutte le informazioni necessarie ad un investimento razionale.

Qui di seguito elenchiamo le informazioni minime generalmente contenute all’interno di un  business plan:

  • Descrizione sintetica del progetto d’investimento ed illustrazione del tipo di impresa che sta portando avanti l’iniziativa imprenditoriale con particolare evidenza delle proprietà intellettuali di proprietà o in uso alla società.
  • Presentazione del curriculum vitae dell’imprenditore e del management (esperienze pregresse e ruolo nell’iniziativa).
  • Analisi del mercato potenziale e di riferimento, caratteristiche della concorrenza e identificazione di punti di forza e di debolezza, posizionamento competitivo, quote di mercato.
  • Business Model con obiettivi di vendita, canali distributivi e organizzazione commerciale, eventualmente collegate ad un piano di marketing e di comunicazione pubblicitaria relativo allo sviluppo del marchio e del prodotto/servizio.
  • Principali rischi connessi all’esercizio dell’attività riferita al progetto imprenditoriale con una swot analisi completa
  • Descrizione della fattibilità tecnica del progetto relativamente al processo produttivo, alla necessità di investimenti in impianti produttivi, infrastrutture tecnologiche o canali commerciali,
  • Piano di fattibilità economico-finanziaria con l’indicazione del fabbisogno finanziario complessivo e del relativo mix di strumenti di copertura.
  • Informazioni sulla redditività attesa dell’investimento con proiezioni che partono da ipotesi realistiche e prudenziali.
  • Indicazione degli investitori già coinvolti nel supporto del progetto e quantificazione del fabbisogno complessivamente richiesto per richiedere nuove risorse finanziarie.
  • Programma di sviluppo cronologico delle fasi principali del progetto e delle relative attività, con dettaglio delle risorse coinvolte.
  • Riconoscimenti ottenuti dal progetto

 

REGOLAMENTO E STATUTO DI UN OICR (Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio)

Il Regolamento o lo Statuto di un OICR è il documento che descrive le regole cui l’OICR si deve attenere.

Nel documento sono generalmente evidenziati gli scopi del fondo, la politica di investimento, la durata del periodo di investimento e la durata del fondo, le modalità del calcolo del valore delle quote del fondo, la banca depositaria, nonché le regole di funzionamento del fondo stesso.

La gestione collettiva del risparmio è un’attività riservata alle SGR, alle SICAV, alle SICAF, soggetta alla vigilanza della Banca d’Italia, secondo le modalità stabilite nel TUF e nel Regolamento sulla Gestione Collettiva del Risparmio.

Copia del regolamento è inserita nel prospetto d’offerta per consentire agli investitori di essere informati.

Le macro informazioni offerte sono:

  • scheda identificativa del fondo
  • caratteristiche del prodotto
  • modalità di funzionamento del prodotto

Le informazioni minime di legge presenti nel regolamento sono le seguenti:

  • la denominazione e la durata del fondo;
  • le modalità di partecipazione al fondo, i termini e le modalità dell’emissione ed estinzione dei certificati e della sottoscrizione e del rimborso delle quote nonché le modalità di liquidazione del fondo;
  • gli organi competenti per la scelta degli investimenti e i criteri di ripartizione degli investimenti medesimi;
  • il tipo di beni, di strumenti finanziari e di altri valori in cui è possibile investire il patrimonio del fondo;
  • i criteri relativi alla determinazione dei proventi e dei risultati della gestione nonché le eventuali modalità di ripartizione e distribuzione dei medesimi;
  • le spese a carico del fondo e quelle a carico della società di gestione del risparmio;
  • la misura o i criteri di determinazione delle provvigioni spettanti alla società di gestione del risparmio e degli oneri a carico dei partecipanti;
  • le modalità di pubblicità del valore delle quote di partecipazione;
  • se il fondo è un fondo feeder: un fondo feeder è un fondo che investe almeno l’85% del proprio attivo in un altro fondo)

 

DIRITTO DI RECESSO

L’investitore non professionale o diverso dalle altre categorie di investitori indicate all’articolo 24, comma 2 del regolamento Consob n. 18592 del 26.06.2013 può recede dall’investimento, ai sensi dell’art. 13 comma 5 del Regolamento Consob adottato con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013, entro 7 giorni dalla data dell’ordine. Per effettuare il recesso è sufficiente inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica recesso@opstart.it

All’investitore non professionale che corrisponda alla definizione di “Consumatore” data dal Codice del Consumo, ai sensi degli artt.67-duodecies e 67-septiesdecies del Codice stesso, è anche riconosciuto il ‘diritto di ripensamento’ da esercitarsi entro 14 giorni dalla data dell’ordine tramite comunicazione telematica all’indirizzo recesso@opstart.it

 

DIRITTO DI REVOCA

Ai sensi dell’art. 13 comma 5 del Regolamento Consob adottato con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013, qualora tra il momento dell’adesione all’offerta e quello in cui la stessa si chiude definitivamente sopraggiunga un fatto nuovo o sia rilevato un errore materiale nelle informazioni relative all’offerta stessa inserite sul portale che possano influire la decisione di aderire all’investimento, l’investitore potrà esercitare il diritto di revoca dall’investimento, senza alcuna spesa aggiuntiva ed entro 7 giorni decorrenti dalla data in cui le nuove informazioni sono state portate a conoscenza dell’investitore, inviando una semplice comunicazione all’indirizzo di posta elettronica revoca@opstart.it 

  
Richiedi Informazioni

Email (*)

Telefono

Messaggio