ORWELL – La realtà virtuale Made in Italy cerca soci con l’equity crowdfunding | Opstart.it, Equity Crowdfunding
28 giugno 2017
ORWELL – La realtà virtuale Made in Italy cerca soci con l’equity crowdfunding

logo.PNGNon sono molti i settori, anche nel campo della tecnologia digitale, a poter vantare un tasso di crescita di oltre il 500%. Sono però questi i numeri del fatturato del settore del software per la realtà virtuale, che è passato da 129 milioni di dollari di ricavi nel 2015 a 1,85 miliardi nel 2016. Dai 200 mila utenti VR (Virtual Reality) del 2014, si è passati a 43 milioni lo scorso anno.  Ed è questo il settore di Orwell, startup italiana attiva proprio nella produzione di software per la realtà virtuale, che ha appena lanciato una raccolta fondi sul portale OpStart per finanziare la sua crescita.

  
Orwell è nata nel 2014, come spin-off di ATTU Studio, azienda milanese con un’esperienza decennale nel campo della computer grafica 3D. “Inizialmente la nostra attività era fortemente orientata al Real Estate”, ricorda Andrea Antonelli, socio fondatore di Orwell, “nel corso del tempo abbiamo cercato di portare le nostre competenze in altri settori, realizzando prodotti innovativi: esperienze VR per i settori dell’arte e della cultura”.
  
gallery_img_1_ridotto.jpgNel settore VR, Orwell offre un’ampia varietà di servizi, grazie ad un team completo, forte della presenza di personale proveniente dal mondo dei videogames (famosi per il loro alto standard qualitativo). Il software applicativo di Orwell è compatibile con tutte le principali piattaforme VR (Oculus Rift, Gear VR, Google Cardboard, iOS, Android e HTC-VIVE). Il prodotto più maturo (e già di successo) sono le esperienze personalizzate per Mostre, Eventi, Musei e Fiere. Esempi di questo tipo sono quelli realizzati per la mostra sul pittore Gustav Klimt a Firenze, un successo da 80 mila biglietti staccati, o la Da Vinci Experience, che consente di immergersi nella realtà delle macchine immaginate dal grande artista e inventore toscano. “Questo format, oltre a rappresentare un’esperienza coinvolgente”, spiega Antonelli, “dal punto di vista del business è facilmente scalabile e può essere riproposta all’estero dopo una breve customizzazione”.
  
Secondo prodotto è Virtual Eyes, una soluzione software che a partire da un rendering grafico, o da una scansione di spazi reali, costruisce “uno spazio navigabile in realtà virtuale”, illustra il numero uno di Orwell, “ad esempio consentendo di addentrarsi ed interagire con il progetto in 3D di un nuovo edificio”.
  
orwell_davinci_ridotto.jpgInfine Virtual Trade Show, una vera e propria esposizione fieristica virtuale, il primo prodotto al mondo nel suo genere, totalmente adattabile a tutti tipi di fiere e congressi. Le potenzialità di questo progetto sono evidenti, anche dal punto di vista dei ritorni pubblicitari e Orwell sta già lavorando al suo sviluppo in collaborazione con player del settore fieristico. “Si tratta di uno dei nostri progetti principali”, dice Antonelli, “quello a cui destineremo la parte più consistente delle risorse raccolte con il Crowdfunding”.
  
opstart.jpgPer accelerare il suo sviluppo e approfittare del trend in forte crescita del mercato del software VR, Orwell ha infatti lanciato la sua campagna di equity crowdfunding sul portale OpStart, tra le maggiori piattaforme italiane. Il target minimo di raccolta è di 100 mila euro e la campagna proseguirà fino al 4 agosto 2017, con una quota minima sottoscrivibile di 250 euro. La valutazione pre-money della società è di 850 mila euro e le nuove quote offerte rappresenteranno da un minimo del 10,5% ad un massimo del 19% del capitale totale a seconda del totale raccolto.
  
Il business plan per i prossimi anni è ambizioso: nel 2018 sono attesi ricavi per 1,25 milioni di euro e un Ebitda di 606 mila euro (margine del 48%). L’anno successivo il fatturato è previsto a 2,88 milioni e l’Ebitda a 1,76 milioni (margine 61%). Gli obiettivi appaiono però in linea con il tasso di crescita del mercato del software VR, mentre la base finanziaria di partenza è solida: Orwell nei suoi primi tre anni di attività ha raggiunto un fatturato di 280 mila euro circa e un utile operativo di 20 mila euro. La posizione finanziaria non vede la presenza di debiti finanziari a lungo termine. L’attività di produzione di software, inoltre, non è ‘capital intensive’ e i prodotti VR sono facilmente replicabili e customizzabili.
  
Tutte le informazioni a supporto della campagna di Orwell, incluso il video di presentazione, il Business Plan e il bilancio 2016 sono disponibili su OpStart nella pagina dedicata al progetto, consultabile al seguente link: https://www.opstart.it/progetto/orwell-srl-virtual-reality/

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