NETtoWORK – La risposta italiana a Linkedin si apre a nuovi soci con l’equity crowdfunding | Opstart.it, Equity Crowdfunding
02 novembre 2017
NETtoWORK – La risposta italiana a Linkedin si apre a nuovi soci con l’equity crowdfunding

La disoccupazione giovanile è uno dei temi più dibattuti in Italia negli ultimi mesi, e anni. Una parte del problema sorge anche dalla non sempre perfetta convergenza di domanda e offerta tra giovani alla ricerca di un impiego e società in cerca di personale. I social network e i portali web di recruiment vengono sempre di più visti sia dalle aziende sia dai giovani come una possibile soluzione al problema di far incontrare domanda e offerta di lavoro. A livello globale le stime di valore del mercato sono di oltre 4 miliardi di euro, secondo l’ultima ricerca di IbisWorld, con una crescita annua di quasi il 15%, dal 2012 ad oggi.

logo_NETtoWORK.pngIn Italia NETtoWORK è una startup innovativa che vuole facilitare l’incontro tra giovani neo-laureati / neo-diplomati e aziende del territorio, con un focus sulle singole aree geografiche, per semplificare l’incrocio di domanda e offerta. Il suo portale social è diretto esclusivamente ai giovani, che possono caricare, pubblicare e gestire sulla piattaforma un video CV da 90 secondi, sfruttando dinamiche prettamente social per distinguersi, tra cui: test psicoattitudinali on-line, recensioni, quiz, web identity ed Aperimeeting. Per espandersi più velocemente dalla provincia di Torino, dove ha iniziato la sua attività pochi mesi fa, NETtoWORK ha lanciato una campagna di equity crowdfunding sul portale Opstart, con un target minimo di 55 mila euro. La raccolta durerà fino al 13 dicembre e la quota minima di investimento è di 250 euro.

Per ammissione dei maggiori recruiter, il curriculum è spesso inefficace nella selezione di figure junior, dove l’impatto di elementi come la capacità comunicativa diretta e il linguaggio non verbale rivestono un ruolo importantissimo. Si tratta di una circostanza ancora più significativa infatti nel caso di giovani candidati, i cui curricula si limitano spesso ai titoli di studio e a poche esperienze lavorative part-time. I video CV caricati su NETtoWORK consentono ai recruiter di risparmiare tempo, evitando un gran numero di colloqui, e agli aspiranti candidati di mettere in luce alcune delle loro qualità personali, altrimenti impossibili da comunicare attraverso un CV standardizzato. La velocità di scrematura da parte dei recruiter è uno dei punti di forza di NETtoWORK: se con i vecchi colloqui si possono esaminare da 1 a 2 candidati ogni ora, grazie a NETtoWORK un recruiter può visionare oltre 40 video curricula nello stesso tempo. Gli addetti alle risorse umane delle società possono, attraverso la piattaforma, contattare direttamente via chat i junior più interessanti.

gallery_img_1.jpgNETtoWORK si differenzia dai suoi maggiori competitor in due direzioni. Da un lato Linkedin si è ormai evoluto in una direzione che lo porta ad essere più uno strumento per il confronto e il contatto tra senior che già hanno un lavoro e aziende alla ricerca di posizioni di questo tipo. Dall’altro strumenti come Almalaurea, sebbene rivolti ai giovani in cerca di un primo impiego e integrati nel mondo universitario italiano, non si discostano molto dal modello standard del CV cartaceo.

Le misure del mercato dei neo-diplomati e neo-laureati da meno di 4 anni, secondo i dati del Ministero della Pubblica Istruzione, sono almeno 4.250.000 giovani, in costante ricambio di quasi un milione di potenziali junior ogni anno. Si tratta di ragazzi attivi sui social e con grande dimestichezza con i contenuti video. A differenza di Linkedin, che si presenta con un approccio B2B molto oneroso per le aziende, NETtoWORK ha adottato invece un modello B2C Freemium, ovvero con un livello di accesso gratuito e uno più avanzato, a pagamento, con caratteristiche e opportunità superiori. Il modello resta del tutto gratuito per le aziende, che spesso non hanno la volontà, o la possibilità, di dedicare ulteriori risorse ai servizi di recruiting. Una circostanza particolarmente vera nel caso delle piccole e medie imprese che compongono il tessuto imprenditoriale italiano. Raggiunto un livello minimo di utenti, le revenue saranno integrate inoltre con la vendita di spazi pubblicitari (banner per provincia) e di pacchetti di dati (big data / data monetization).

gallery_img_4.jpgLanciato da meno di sei mesi, a fine maggio 2017, e nella sola provincia di Torino, NETtoWORK ha creato una rete di oltre 1.000 Junior e 200 imprese, tra PMI e grandi società. Tra le aziende Alleanza Assicurazioni, Caffarel, Leroy Merlin, Valeo, Norauto, SKF, Raspini. L’ampiezza del mercato di riferimento, il piano sulla generazione dei ricavi e la non necessità di un impiego massiccio di capitali, hanno portato la società a ipotizzare il raggiungimento del break-even operativo entro fine 2018, a fronte di ricavi per 200 mila euro.  Le possibilità di valorizzare la startup attraverso una exit non mancano: secondo i dati del portale Index.co, oltre 40 startup attive nel settore recruiting sono state oggetto di M&A tra il 2016 ed il 2017.

Il modello, che nella sola provincia sabauda ha registrato un successo repentino, ha le potenzialità per essere esteso in tutta Europa, dove NETtoWORK ha già un marchio UE registrato. Il management punta ad espandersi nel resto del Piemonte entro il primo trimestre del prossimo anno, oltre alle province di Milano e Bergamo entro il 30 giugno 2018. In seguito dovrebbe essere la volta dell’Emilia Romagna. Per un’espansione sostenuta ed ancor più rapida servono però capitali, e per questo NETtoWORK ha lanciato la sua raccolta equity crowdunding sul portale Opstart. In pochi giorni la società ha già raccolto il 45% del target minimo, posto a 55 mila euro. In caso di successo, il 45% delle risorse saranno utilizzate per attività di marketing & comunicazione, e una quota simile per lo sviluppo della piattaforma. La quota restante servirà per le spese operative dell’espansione nelle nuove province.

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