ENOLÒ – Il portale del vino che fa incontrare produttori e rivenditori | Opstart.it, Equity Crowdfunding
12 aprile 2018
ENOLÒ – Il portale del vino che fa incontrare produttori e rivenditori
La startup, nata nella zona del cratere sismico aquilano, integra servizi di logistica, marketing e comunicazione.

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“Un progetto ampio che va dalla porta della cantina al tavolo del ristorante”. Così Gambero Rosso ha definito Enolò, la startup che punta su un nuovo modello di business B2B nella distribuzione dei vini. L’idea base è semplice: integrare diverse tipologie di servizi (logistica, marketing e comunicazione) per semplificare e ottimizzare i rapporti tra i produttori e i rivenditori come bar, ristoranti ed enoteche.

“Il progetto deriva da un mix di esperienze legate a settori come la logistica e il beverage di cui mi sono occupato, e dalla conoscenza in campo digitale dove, insieme al mio gruppo, lavoro da almeno 20 anni per la realizzazione di sistemi innovativi”, spiega Stefano Baldi, uno dei fondatori della società.

Il produttore che si affida alla startup ha a disposizione un sistema integrato basato prevalentemente su due piattaforme: www.enolo.it e www.cartadeivini.wine. Sulla prima, una redazione produce contenuti originali legati al mondo del vino; una volta che un prodotto trova spazio su enolo.it viene indicizzato da Google nel giro di 24 ore e poi compare tra la prima e la terza pagina del motore di ricerca.

Cartadeivini.wine, invece, è la web app con i servizi per far incontrare produttori e rivenditori. Sulla piattaforma è possibile pubblicare il catalogo dei propri vini e la storia della cantina, configurare le condizioni di vendita, nonché gestire e monitorare la pubblicizzazione del marchio sui social. Cartadeivini.wine, inoltre, gestisce le fatture automaticamente ed è integrato con il sistema per le transazioni online.

Enolo crowd 01.pngPer sviluppare il proprio business, dopo la fase di prova, Enolò ha deciso di lanciare una campagna di equity crowdfunding sul portale opstart.it.L’obbiettivo è fissato a 80 mila euro e il 58% del capitale è già stato raccolto (47 mila euro).  Per investimenti superiori ai 10 mila euro verranno assegnate quote di tipo “A” con diritto di voto annesso. I finanziamenti saranno così distribuiti: 50% per attività di marketing e sale, 40% per la logistica e 10% per sviluppare nuove funzionalità della piattaforma.

Importante sarà l’investimento nel magazzino dove verranno depositati i vini per poi essere distribuiti. “Noi non compriamo e non rivendiamo il prodotto – precisa Baldi – i vini rimangono di proprietà dei produttori che li depositano dentro l’hub logistico da dove seguono processi di distribuzione molto brevi”. Secondo il fondatore: “Il prezzo è conveniente perché il prodotto viene comprato direttamente dalla cantina e nello stesso tempo su questi processi si crea un’attività di comunicazione”.

Per usufruire dell’offerta di Enolò, il produttore sottoscrive un canone annuo e paga i servizi eseguiti, come quelli legati alla logistica. “Abbiamo inoltre messo a disposizione un servizio di crm (customer relationship management, ndr) – aggiunge Baldi – per promuovere presso i dealer l’acquisto dei vini che sono nel catalogo”.

Il settore vinicolo, su cui ha deciso di scommettere la startup, è una delle eccellenze dell’economia italiana. Secondo i dati in possesso di Enolò, sono oltre 500 mila i rivenditori tra ristoranti, bar, catering e altri esercizi. E solo nel 2016 sono state commercializzate 850 milioni di bottiglie provenienti da circa 50 mila produttori.Enolò 1.pngEnolò è nata nel territorio del cratere sismico aquilano e si propone anche come la testimonianza che si possa fare impresa partendo da un’idea innovativa in territori disagiati e in tempi difficili. E l’ambizione della startup non si ferma qui. Nei prossimi tre anni, infatti, l’obbiettivo è di diventare il punto di riferimento per i professionisti del settore vinicolo. E, infine, è pronto un piano diviso in tre fasi: diffondere il servizio a livello nazionale; estendere poi l’offerta in altri settori affini come la birra, gli alimenti e le bevande. Infine, si punterà a espandere l’attività anche oltre i confini nazionali.

Tra i riconoscimenti ottenuti da Enolò ci sono il “QIP” di Confindustra Comitato Abruzzo per lo sviluppo delle zone terremotate, e “Smart&Start” di Invitalia per la promozione di startup innovative.

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