EATINTIME – Sbanca tra gli investitori e ora punta a raccogliere 150 mila euro | Opstart.it, Equity Crowdfunding
02 maggio 2018
EATINTIME – Sbanca tra gli investitori e ora punta a raccogliere 150 mila euro

Eatintime, la realtà che sta rivoluzionando e digitalizzando il mondo della ristorazione, sbanca tra gli investitori e supera l’obbiettivo minimo di raccolta (100 mila euro) della sua campagna di equity crowdfunding avviata su opstart.it. dopo circa un mese dal lancio. La raccolta di capitale è ora in overfunding e la startup punta alla soglia massima di 150 mila euro.

itin time logo piccola.pngDurante la campagna di crowdfunding molti investitori hanno creduto che il modello di business proposto da Eatintime possa diffondersi rapidamente in tutto il territorio nazionale, sia nei grandi centri urbani sia in località generalmente trascurate dai servizi di food delivery, e che la società possa affermarsi come player leader nei servizi della ristorazione online. Chi decidesse di investire una cifra pari o superiore a 15 mila euro, inoltre, otterrà delle quote di tipo “A” con diritto di voto.

Secondo Pierluigi Coppola, amministratore delegato della startup torinese, “il food delivery in Italia rappresenta un mercato in costante espansione, con ampi margini di crescita (+29% nel 2016) ed Eatintime è l’unico servizio che permette di accedere a più funzionalità da un’unica piattaforma”.

“Uno dei nostri punti di forza – prosegue Coppola – è stata la scelta di rivolgerci anche agli utenti scarsamente digitalizzati, che rappresentano il 95% degli ordini a domicilio, mentre i colossi del food delivery si contendono il mercato dell’ordinazione digitale del cibo, ovvero il 5%. Il nostro progetto è in forte espansione, con una crescita degli ordini e dei ricavi in costante aumento: nel primo trimestre 2018, con più di 12 mila ordini, le sole città di Torino e Perugia hanno generato un fatturato di circa 72 mila euro (130 mila euro nel 2017): una crescita del 50% rispetto al quarto trimestre 2017 e superiore del 55% rispetto alle previsioni del business plan. Ad oggi, Eatintime ha oltre 10 mila utenti”.

Questi risultati sono stati raggiunti in poco più di due anni di vita, considerando che la società è stata fondata nel 2016 da Paolo Avantaggiato. L’idea era tuttavia nata nel 2015, pensando ai ristoratori stufi delle “multinazionali che entrano in punta di piedi e poi impongono le loro condizioni ai locali, dicendo quello che bisogna fare e come lo si deve fare”, racconta Pierluigi Coppola.

Con i fondi raccolti dalla campagna di equity crowdfunding, la startup punta a una rapida diffusione su tutto il territorio nazionale grazie al modello del franchising, al potenziamento della propria presenza nei territori già presidiati, all’ottimizzazione e allo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica investendo in attività di ricerca. Una parte dei soldi raccolti, inoltre, servirà per avviare delle campagne di marketing.

itintime1 piccola.jpgTra i punti di forza della startup c’è l’innovativa piattaforma per la gestione dei vari servizi sviluppata internamente.

Eatintime mette infatti a disposizione dei ristoratori una tecnologia integrabile con i software gestionali (per la contabilità, il magazzino ecc.) delle attività: in questo modo è possibile usufruire di tutte le funzionalità attraverso un unico dispositivo (come un tablet).

Il ristoratore, inoltre, potrà anche gestire gli incassi sia online che offline a seconda delle sue preferenze. I gestori di ristoranti, bar, enoteche, insomma, hanno la possibilità di diventare dei veri e propri partner di Eatintime, aumentando così la propria visibilità e avendo a disposizione dei servizi personalizzati.

Il consumatore finale, invece, ha a disposizione una piattaforma digitale che gli permette di accedere ai servizi di prenotazione del tavolo, d’asporto o di ordinazione a domicilio. Infine, sempre seguendo la strategia dei servizi integrati, l’azienda offre sia il pagamento in contanti che con metodi digitali, come l’utilizzo della piattaforma Satispay.

Eatintime, ad oggi, è presente in Piemonte, a Perugia e nella Provincia di Milano (Melzo, Pioltello, Rodano, Cernusco sul Naviglio, Segrate, Gallarate, Busto Arsizio, Castellanza, Legnano). Inoltre sono state avviate trattative per espandersi nelle provincie di Varese, Monza-Brianza, Roma e Bari.

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