Informazioni Utili per Investire

INFORMAZIONI UTILI PER INVESTIRE IN STRUMENTI FINANZIARI TRAMITE PORTALI DI EQUITY CROWDFUNDING

Informazioni utili per investire ai sensi dell’Art. 15 del Regolamento Consob delibera 18592 del 26.06.2013 e successive modifiche versione del 24 ottobre 2016

RISCHIO DI PERDITA DELL’INTERO CAPITALE INVESTITO

La disciplina italiana sull’Equity Crowdfunding consente di sottoscrivere, direttamente o indirettamente tramite OICR o società di capitali, solo strumenti di capitale di Startup e PMI innovative. Si tratta di investimenti rischiosi, perché acquistando “titoli di capitale” si diventa soci  e si partecipa per intero al rischio economico che caratterizza tutte le iniziative imprenditoriali.

Poiché si tratta di società neo costituite operanti in settori innovativi, il rischio che il progetto imprenditoriale non vada a buon fine è maggiore rispetto a quello di società più mature. È opportuno ricordare che in questa forma di investimento è possibile perdere l’intero capitale investito.

Anche se la PMI innovativa è in uno stadio più evoluto rispetto alla startup, presenta comunque un elevato rischio di perdere l’intero capitale dovuto alla sua specifica natura di attività “innovativa”.

L’entità del rischio deve far si che l’investitore adotti specifiche precauzioni affinché il capitale investito direttamente nella Startup o PMI innovativa o indirettamente, non rappresenti una porzione significativa del proprio patrimonio e che non sia destinato ad un obiettivo d’investimento di breve o medio periodo.

 

LE RACCOMANDAZIONI DI OPSTART

È opportuno investire sul portale somme limitate per le quali si ritiene di poter sostenere anche un’eventuale perdita totale.

È opportuno diversificare gli investimenti.

È opportuno investire con obiettivo di lungo periodo per consentire all’investimento di maturare correttamente.

È opportuno ricordare che questo tipo di investimenti dovrebbe rappresentare un percentuale limitata del portafoglio complessivo anche investito in attività più tradizionali (titoli di Stato, obbligazioni, azioni, quote di fondi comuni, prodotti finanziari assicurativi, depositi etc.).

 

RISCHIO DI ILLIQUIDITÀ

La liquidità di uno strumento finanziario consiste in generale nella sua capacità di trasformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore. Essa dipende in primo luogo dall’esistenza di un mercato in cui il titolo può essere trattato e dalle caratteristiche di questo mercato. In generale, a parità di altre condizioni, i titoli negoziati sui “mercati regolamentati” (ad esempio, la Borsa Italiana o sistemi multilaterali di scambi) sono più liquidi dei titoli non trattati su detti mercati.

I prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati regolamentati rispecchiano il valore effettivo mentre per gli strumenti finanziari non quotati in mercati regolamentati può risultare difficoltoso comprenderne il valore effettivo e trovare un interlocutore al quale vendere. Per questo sono considerati strumenti “illiquidi”. Tali strumenti potrebbe incontrare difficoltà di vario tipo in occasione della sua vendita:

  1. difficoltà di trovare una controparte interessata all’acquisto;
  2. difficoltà di negoziare un prezzo di trasferimento senza dover praticare uno sconto più o meno forte;
  3. I punti precedenti comportano per uno strumento ‘illiquido’ il rischio di realizzare un minor guadagno o una significativa perdita del capitale inizialmente investito.

 

LE RACCOMANDAZIONI DI OPSTART

È opportuno investire sul portale somme limitate per le quali si ritiene di poter sostenere anche un’eventuale perdita totale.

È opportuno diversificare gli investimenti.

È opportuno investire con obiettivo di lungo periodo per consentire all’investimento di maturare correttamente.

È opportuno ricordare che questo tipo di investimenti dovrebbe rappresentare un percentuale limitata del portafoglio complessivo anche investito in attività più tradizionali (titoli di Stato, obbligazioni, azioni, quote di fondi comuni, prodotti finanziari assicurativi, depositi etc.).

 

DIVIETO DI DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI

Il “Decreto crescita bis” e l’ “Investment Compact” hanno posto il divieto di distribuzione di utili (per tutto il periodo in cui la società emittente possiede i requisiti di start-up & PMI innovativa, e cioè per un massimo di 5 anni dalla iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese). Gli eventuali utili saranno quindi reinvestiti nella società accrescendo il valore della partecipazione.

 

I BENEFICI FISCALI

La normativa prevede agevolazioni fiscali per gli investitori che intenderanno investire in Startup e PMI innovative sia direttamente che indirettamente. I vantaggi fiscali variano a seconda che l’investitore sia persona fisica o giuridica.

Benefici fiscali per l’investimento in Startup innovative e PMI innovative.

 

Le persone fisiche hanno il diritto a detrarre annualmente dall’IRPEF:

il 19% di quanto investito in una o più startup innovativa o PMI innovativa;

il 25% per gli investimenti in startup innovative a vocazione sociale o in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti innovativi ad alto livello tecnologico in campo energetico.

In entrambi i casi l’investimento massimo detraibile per anno è pari ad Euro 500.000.

Il Beneficio decade qualora l’investitore liquida l’investimento prima dei due anni.

 

Le persone giuridiche possono dedurre annualmente dall’IRES:

il 20% di quanto investito in una o più Startup innovativa o PMI innovativa;

Il 27% nel caso di Startup innovative a vocazione sociale e per quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti innovativi ad alto livello tecnologico in campo energetico.

In entrambi i casi l’investimento massimo detraibile per anno è pari ad Euro 1.800.000.

Il beneficio decade qualora l’investitore liquida l’investimento prima dei due anni.

 

Le agevolazioni si applicano sia nel caso di investimenti diretti che nel caso di investimenti indiretti per il tramite di OICR o di altre società che investono prevalentemente in questa tipologia di impresa. Per gli investimenti in PMI innovative che operano sul mercato da più di sette anni dalla loro prima vendita commerciale, tali incentivi si applicano nella stessa misura solo qualora le stesse siano in grado di presentare un piano di sviluppo di prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell’arte nel settore interessato. Il piano di sviluppo verrà valutato ed approvato da un organismo indipendente di valutazione espressione dell’associazionismo imprenditoriale ovvero da un organismo pubblico.

 

LE RACCOMANDAZIONI DI OPSTART

Rivolgersi ai propri consulenti fiscali per una corretta quantificazione delle agevolazioni spettanti.

 

LE DEROGHE AL DIRITTO SOCIETARIO PER LE STARTUP  E PMI INNOVATIVE

Esonero dall’imposta di bollo: sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo dovuta per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

Deroghe alla disciplina societaria ordinaria che comportano un radicale cambiamento nella struttura finanziaria della S.r.l. avvicinandola a quella della S.p.A.. Le deroghe più significative sono previste per le società costituite in forma di S.r.l., per le quali si consente:

  • la creazione di categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione);
  • la possibilità di effettuare operazioni sulle proprie quote;
  • la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi;
  • l’offerta al pubblico di quote di capitale;
  • le facilitazioni nel ripianamento delle perdite: in caso di perdite sistematiche le Startup e le PMI innovative godono di un regime speciale sulla riduzione del capitale sociale, tra cui una moratoria di un anno per il ripianamento delle perdite superiori ad un terzo (il termine è posticipato al secondo esercizio successivo);
  • inapplicabilità della disciplina sulle società di comodo: non sono tenute ad effettuare il test di operatività per verificare lo status di società non operativa;
  • remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale: la PMI innovativa può remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. A questi strumenti fa capo un regime fiscale e contributivo di estremo favore, cioè non rientrano nel reddito imponibile ma sono soggetti soltanto alla tassazione sul capital gain.

 

Per approfondire: art 26 DL 179/2012 investment compact DL 24 gennaio 2015

 

DEROGHE AL DIRITTO FALLIMENTARE (SOLO PER LE STARTUP INNOVATIVE)

L’articolo 31, comma 1, del DL n. 179/2012, stabilisce che, in caso di crisi d’impresa, la Startup innovativa non è soggetta a procedure concorsuali diverse da quelle previste dal capo II della legge 27 gennaio 2012, n. 3. Escludendo l’assoggettabilità delle Startup innovative alle procedure di cui al RD 16 marzo 1942 n. 267, quali il fallimento, il concordato preventivo e la liquidazione coatta amministrativa.

La deroga opera esclusivamente:

  • in presenza della qualifica di start up innovativa;
  • per i primi 4 anni di attività dell’impresa a partire dalla data di costituzione, ed in costanza di tutti i requisiti previsti per le start up innovative dall’art. 25, comma 2

La composizione e la gestione della crisi d’impresa di una Startup innovativa si risolve con il procedimento di composizione della crisi da sovra indebitamento e di liquidazione del patrimonio di cui alla Legge n.3 del 27 gennaio 2012 permettendo di ridurre i tempi di liquidazione giudiziale non si incentrando sulla perdita di capacità dell’imprenditore ma bensì sulla separazione del patrimonio societario riservato ai creditori.

Questo è profondamente  diversamente da quanto avviene nel fallimento e nelle altre procedure concorsuali  ordinarie.

Inoltre una volta decorso il termine di dodici mesi dall’iscrizione nel registro delle imprese del decreto di apertura della liquidazione della start-up innovativa, l’accesso ai dati dei relativi soci iscritti nel medesimo registro sia inibito al pubblico, anche nel caso in cui tali informazioni siano organizzate in banche dati, restando da quel momento riservato esclusivamente all’autorità giudiziaria e di vigilanza.

Per approfondire: art 31 DL 179/2012

BUSINESS PLAN

Generalmente gli strumenti ideali per analizzare una società sono il bilancio e  la contabilità aziendale. Per quanto riguarda le Startup innovative, società giovani e senza un passato, i bilanci non sono sufficienti. Per consentire un’analisi efficace è fondamentale avere un Business plan completo ed articolato.

Anche per quanto riguarda le PMI innovative è fondamentale fare ricorso ad un Business plan in quanto l’oggetto imprenditoriale innovativo in via di creazione creerà certamente una forte discontinuità aziendale.

Per questo motivo il Portale include tra la documentazione relativa all’Offerta condotta da Startup o PMI innovative o società di capitali che investono prevalentemente in Startup o PMI innovative, anche un business plan redatto con criteri il più possibile rispondenti ai formati e ai principi comunemente accettati al fine di fornire tutte le informazioni necessarie ad un investimento razionale.

Qui di seguito elenchiamo le informazioni minime generalmente contenute all’interno di un  business plan:

  1. Descrizione sintetica del progetto d’investimento ed illustrazione del tipo di impresa che sta portando avanti l’iniziativa imprenditoriale con particolare evidenza delle proprietà intellettuali di proprietà o in uso alla società.
  2. Presentazione del curriculum vitae dell’imprenditore e del management (esperienze pregresse e ruolo nell’iniziativa).
  3. Analisi del mercato potenziale e di riferimento, caratteristiche della concorrenza e identificazione di punti di forza e di debolezza, posizionamento competitivo, quote di mercato.
  4. Business Model con obiettivi di vendita, canali distributivi e organizzazione commerciale, eventualmente collegate ad un piano di marketing e di comunicazione pubblicitaria relativo allo sviluppo del marchio e del prodotto/servizio.
  5. Principali rischi connessi all’esercizio dell’attività riferita al progetto imprenditoriale con una swot analisi completa
  6. Descrizione della fattibilità tecnica del progetto relativamente al processo produttivo, alla necessità di investimenti in impianti produttivi, infrastrutture tecnologiche o canali commerciali,
  7. Piano di fattibilità economico-finanziaria con l’indicazione del fabbisogno finanziario complessivo e del relativo mix di strumenti di copertura.
  8. Informazioni sulla redditività attesa dell’investimento con proiezioni che partono da ipotesi realistiche e prudenziali.
  9. Indicazione degli investitori già coinvolti nel supporto del progetto e quantificazione del fabbisogno complessivamente richiesto per richiedere nuove risorse finanziarie.
  10. Programma di sviluppo cronologico delle fasi principali del progetto e delle relative attività, con dettaglio delle risorse coinvolte.
  11. Riconoscimenti ottenuti dal progetto

REGOLAMENTO E STATUTO DI UN OICR (Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio)

Il Regolamento o lo Statuto di un OICR è il documento che descrive le regole cui l’OICR si deve attenere.

Nel documento sono generalmente evidenziati gli scopi del fondo, la politica di investimento, la durata del periodo di investimento e la durata del fondo, le modalità del calcolo del valore delle quote del fondo, la banca depositaria, nonché le regole di funzionamento del fondo stesso.

La gestione collettiva del risparmio è un’attività riservata alle SGR, alle SICAV, alle SICAF, soggetta alla vigilanza della Banca d’Italia, secondo le modalità stabilite nel TUF e nel Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio.

Copia del regolamento è inserita nel prospetto d’offerta per consentire agli investitori di essere informati. Le macro informazioni offerte sono:

  1. scheda identificativa del fondo
  2. caratteristiche del prodotto
  3. modalità di funzionamento del prodotto

 Le informazioni minime di legge presenti nel regolamento sono le seguenti:

  1. la denominazione e la durata del fondo;
  2. le modalità di partecipazione al fondo, i termini e le modalità dell’emissione ed estinzione dei certificati e della sottoscrizione e del rimborso delle quote nonché le modalità di liquidazione del fondo;
  3. gli organi competenti per la scelta degli investimenti e i criteri di ripartizione degli investimenti medesimi;
  4. il tipo di beni, di strumenti finanziari e di altri valori in cui è possibile investire il patrimonio del fondo;
  5. i criteri relativi alla determinazione dei proventi e dei risultati della gestione nonché le eventuali modalità di ripartizione e distribuzione dei medesimi;
  6. le spese a carico del fondo e quelle a carico della società di gestione del risparmio;
  7. la misura o i criteri di determinazione delle provvigioni spettanti alla società di gestione del risparmio e degli oneri a carico dei partecipanti;
  8. le modalità di pubblicità del valore delle quote di partecipazione;
  9. se il fondo è un fondo feeder: un fondo feeder è un fondo che investe almeno l’85% del proprio attivo in un altro fondo.

 

DIRITTO DI RECESSO

L’investitore non professionale può recede dall’investimento, ai sensi dell’art. 13 comma 5 del Regolamento Consob adottato con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013, entro 7 giorni dalla data dell’ordine. Per effettuare il recesso è sufficiente inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica recesso@opstart.it

All’investitore non professionale che corrisponda alla definizione di “Consumatore” data dal Codice del Consumo, ai sensi degli artt.67-duodecies e 67-septiesdecies del Codice stesso, è anche riconosciuto il ‘diritto di ripensamento’ da esercitarsi entro 14 giorni dalla data dell’ordine tramite comunicazione telematica all’indirizzo recesso@opstart.it

 

DIRITTO DI REVOCA

Ai sensi dell’art. 25 comma 2 del Regolamento Consob adottato con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013, qualora tra il momento dell’adesione all’offerta e quello in cui la stessa si chiude definitivamente sopraggiunga un fatto nuovo o sia rilevato un errore materiale nelle informazioni relative all’offerta stessa inserite sul portale che possano influire la decisione di aderire all’investimento, l’investitore potrà esercitare il diritto di revoca dall’investimento, senza alcuna spesa aggiuntiva ed entro 7 giorni decorrenti dalla data in cui le nuove informazioni sono state portate a conoscenza dell’investitore, inviando una semplice comunicazione all’indirizzo di posta elettronica revoca@opstart.it

  
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